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La delega dei servizi alla USL Umbria n. 2. Ecco gli scenari

Pubblicato il 13/06/2014 - Letto 2021 volte
Anche per quest'anno, il Comune di Terni e USL Umbria n. 2 hanno stipulato la convenzione per la gestione dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari che vengono erogati a domicilio, a livello semi-residenziale e residenziale a vantaggio dei minorenni, delle persone adulte e anziane con disabilità. L'organizzazione dei servizi si struttura sulla base del regolamento di attuazione della Legge Regionale che ha introdotto il Fondo per la Non Autosufficienza.

Con Delibera di Giunta Comunale del 14 maggio 2014, l'Amministrazione comunale ternana - in particolare la Direzione Servizi Culturali e Sociali - ha stipulato con il Distretto di Terni della USL Umbria n. 2 una convenzione per la gestione dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, in delega e in compartecipazione, che vengono erogati a domicilio, a livello semi-residenziale e residenziale a vantaggio dei minorenni, delle persone adulte e anziane con disabilità, residenti nel Comune di Terni.

Per rendere agevole un approfondimento di questa convenzione, verranno analizzati, con tre focus nelle prossime settimane, i seguenti aspetti:

  • il quadro generale (oggetto del presente focus);
  • le linee guida per l'erogazione di prestazione economico volte a favorire la permanenza a domicilio di cittadini adulti e anziani con disabilità tramite servizi di assistenza familiare (allegato 1 alla convenzione);
  • documento di programmazione assistenza scolastica (allegato 2 alla convenzione).


Il quadro generale

La convenzione elenca i servizi e le prestazioni che vengono erogate, distinguendo i servizi per i quali, sulla base del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 febbraio 2001, l'onere economico è a carico del settore sanitario (a carico dell'USL Umbria n. 2) o del settore sociale (del Comune di Terni e/o a carico dell'utente).

I servizi che il Comune di Terni ha completamente delegato al Distretto di Terni della USL Umbria n. 2 sono:

  • l'assistenza domiciliare domestica;
  • assistenza scolastica e assistenza al trasporto scolastico (riservata agli alunni con disabilità);
  • servizio per l'inclusione lavorativa di persone con disabilità;
  • consegna e somministrazione dei pasti a domicilio e nei centri diurni;
  • gestione amministrativa relativa alle spese di canoni di locazione, materiale ed utenze collegati ai centri semi-residenziali per persone adulte e anziane con disabilità.

I servizi che il Comune di Terni gestisce in compartecipazione economica con la ASL:

  • assistenza domiciliare tutelare, socio-riabilitativa con finalità assistenziale e con finalità socio-riabilitativa e socio-educativa;
  • centri semi-residenziali per persone adulte e anziane con disabilità;
  • centri residenziali per persone con disabilità (integrazione della retta);
  • residenze protette per anziani con disabilità (integrazione della retta);
  • soggiorni per persone adulte con disabilità finalizzate a verifiche esterne.


I criteri di erogazione delle prestazioni

L'erogazione delle prestazioni (di cui al Regolamento Regionale n. 4 del 20 maggio 2009 che ha istituito la disciplina di attuazione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza) avviene mediante la formulazione del Programma Assistenziale Personalizzato (PAP), secondo tre criteri:

  • gravità clinica;
  • bassa redditualità della persona beneficiaria dei servizi;
  • alta fragilità sociale.

La gravità clinica della persona con disabilità richiedente i servizi di cui sopra è valutata secondo due scale di valutazione regionali: la Scheda per la Valutazione Multidimensionale per Disabili (S.Va.M.Di.) per le persone adulte e la Valutazione dell'Anziano Ospite di Residenza (VAOR) per le persone anziane.

Il livello di redditualità della persona determina l'eventuale presenza di compartecipazione alla spesa da parte della stessa e il suo ammontare. Il riferimento è l'Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE) e viene considerato sia quello individuale che quello familiare.

La fragilità sociale viene indagata attraverso un'apposita scheda che mira ad individuare la qualità della rete familiare e sociale della persona con disabilità, ossia tenendo conto la presenza/assenza di uno o più familiari che potrebbero fornire assistenza, la loro vicinanza/lontananza, l'eventuale conflittualità, ecc.

Considerazioni
Rispetto ai criteri di erogazione, ci sembra opportuno ribadire le perplessità che la FISH Umbria ONLUS e il Centro Risorse EmpowerNet, già da tempo, hanno sollevato circa i primi due requisiti: per quanto riguarda il primo criterio, la gravità clinica rimane un criterio assolutamente inadeguato per una corretta erogazione delle prestazioni, tanto più perché valutata tramite due schede di valutazione (la S.Va.M.Di. e la VAOR) che presentano vistosi limiti in merito ad un capacità di analisi globale del funzionamento della persona (nella sua relazione con l'ambiente, facilitatori e barriere).

Non solo, ma l'erogazione delle prestazioni viene ricondotta solo al PAP e non al Progetto Individuale, che nella convenzione non viene mai nominato.


Iter dell'accesso ai servizi

I punti strategici dell'accesso ai servizi da parte delle persone con disabilità sono - in conformità con le disposizioni regionali - i Centro di Salute (CdS) della USL Umbria n. 2 e gli Uffici della Cittadinanza del Comune che hanno il compito di informare ed orientare le persone circa la corretta procedura per accedere ai servizi.

Per accedere ai servizi, la persona con disabilità (o suo familiare) ha l'onere di presentare la domanda, che - redatta su apposito modulo - dovrà essere corredata delle dichiarazione di ISEE familiare ed individuale o autocertificazione finalizzata a permettere una valutazione sociale, economica e relazionale. La domanda deve essere presentata al servizio sociale distrettuale:

I servizi indicati:

  • effettuano una prima analisi e valutazione multidisciplinare della domanda di aiuto insieme alla persona e/o alla famiglia;
  • forniscono informazioni a queste ultime della quota di compartecipazione al costo dei servizi (calcolata in base alle fasce corrispondenti all'ISEE individuale e familiare presentato);
  • elaborano una proposta di intervento individualizzato da sottoporre alla valutazione delle Unità Multidisciplinare di Valutazione Disabili (UMVD) al fine di definire il PAP.

Il PAP, a sua volta, dovrà esplicitare gli obiettivi cui risponde:

  • la tipologia delle prestazioni;
  • la modalità ed i tempi di erogazione;
  • la verifica delle compatibilità della spesa con il budget assegnato;
  • le modalità e i tempi di monitoraggio e verifica;
  • l'integrazione con eventuali altri interventi già in atto.

Considerazioni
Come accennato sopra, la totale assenza del riferimento al Progetto Individuale della persona limita il PAP ad essere prettamente "assistenziale" e scollegato dalle altre prestazioni attivate o attivabili.


Il reclamo

La convenzione tra Comune e Distretto di Terni prevede la possibilità per la persona con disabilità e/o la sua famiglia di reclamo in caso di mancata attribuzione delle prestazioni e/o degli interventi di natura socio-assistenziale richiesti o in caso di una inadeguatezza degli stessi. Il reclamo deve essere presentato alla Direzione del Distretto di Terni della USL Umbria n. 2 che lo invierà, per conoscenza, anche alla Direzione Servizi Culturali e Sociali del Comune di Terni.

Considerazioni
Questo è certamente un elemento importante a favore delle persone con disabilità, purché al reclamo segua una nuova valutazione degli obiettivi di vita della persona e una nuova pianificazione degli elementi che li possono rendere perseguibili.


Standard di funzionamento

Nella convenzione, Comune e ASL si sono dati alcuni standard di funzionamento per una corretta erogazione del servizio:

  • lo standard riguarda i tempi e le modalità di erogazione al fine da garantire efficienza ed efficacia, nonché l'ottimizzazione delle risorse;
  • la valutazione del bisogno della persona e del suo contesto (secondo i parametri visti sopra) deve essere estremamente accurata al fine di attivare solo tipologie e quantità di interventi appropriati;
  • l'assistenza domiciliare sarà attivata per le persone adulte con disabilità solo nel caso in cui abbia la funzione di facilitare la frequentazione dei centri di riabilitazione ed integrazione sociale, nonché per sostenere la prosecuzione dei percorsi di inclusione sociale e progetti personalizzati di borsa socio-assistenziale (per questi limitatamente ai progetti già in essere);
  • le persone adulte con disabilità e le persone anziane dovranno compartecipare alla spesa per quanto riguarda l'assistenza domiciliare che ha finalità: a) socio-assistenziale e/o tutelare (cura e igiene della persona); b) domestica (aiuto domestico); c) socio-riabilitativa e socio-educativa;
  • per gli alunni con disabilità il Piano Educativo Individualizzato (PEI) verrà integrato con laboratori e attività di supporto ai percorsi di formazione-lavoro, previa rivalutazione di tutti i PAP già in atto (per un approfondimento in merito a questo punto, si consiglia di leggere il focus specifico che pubblicheremo nelle prossime settimane);
  • per le persone anziane e per quelle adulte, l'inserimento in strutture residenziali è rivolto a coloro che non hanno il supporto di una rete familiare solidale.


Percorsi di «integrazione sociale e socio-lavorativa»

La convenzione, in continuità con gli anni passati, finalizza l'«integrazione sociale e socio-lavorativa» delle persone che rientrano nelle cosiddette «fasce deboli» all'attivazione delle risorse e allo sviluppo delle potenzialità lavorative.

In particolare, viene delegato al Distretto di Terni il SISL (Servizio di Integrazione Socio-Lavorativa), rivolto alle persone con disabilità (incluse quelle con problemi afferenti all'area della "salute mentale"). Il SISL ha il compito di individuare i due percorsi socio-lavorativi offerti:

  • Inserimento socio-lavorativo della persona con disabilità in contesti produttivi reali ed adeguati (borsa lavoro): la durata del progetto è di un anno, rinnovabile per un altro anno, e si pone in continuità con il «progetto personalizzato» della persona; è prevista un'assicurazione e l'erogazione di un contributo mensile lordo di 120,00 Euro (subordinato alle effettive disponibilità finanziarie).
  • Inserimento in contesti lavorativi significativi finalizzato a favorire la socializzazione e l'attivazione della persona (borsa socio-assistenziale): la durata del progetto è variabile ma va definita all'interno del «progetto individualizzato» che può essere anche a tempo indeterminato; come nell'altro, anche questo si pone in continuità con il «progetto personalizzato» della persona; è prevista un'assicurazione e l'erogazione di un contributo mensile lordo quantificato sulla base di indicatori di natura tecnica (entro un massimo di 77,00 Euro).

La convenzione prevede anche la possibilità di attivazione di stage valutativi della durata massima di 12 mesi propedeutici ai due percorsi sopra descritti (senza alcuna contribuzione), laddove serva una fase di osservazione e valutazione delle capacità lavorative.


Modalità organizzative e priorità

In generale, i finanziamenti delle attività sono legate a dei criteri di "priorità dell'intervento" legato a tre questioni:

  • L'assistenza scolastica e il relativo servizio di trasporto scolastico sarà garantito in modo prioritario in quanto costituisce l'obbligo istituzionale dell'Ente locale di permettere agli alunni l'assolvimento dell'obbligo scolastico;
  • Interventi finalizzati a garantire la permanenza della persona con disabilità a domicilio;
  • La valorizzazione dei progetti personalizzati di inclusione sociale e socio-lavorativa.

Al fine di garantire tali priorità, la USL Umbria n. 2 predisporrà i seguenti strumenti, metodologie di intervento e modalità organizzative:

  • Revisione e rivalutazione dei PAP delle persone con disabilità attualmente in carico che accedono ai servizi diversi in un'ottica di ricomposizione dei diversi interventi e prestazioni entro il complessivo del «piano individuale».
  • Invio trimestrale dell'anagrafe aggiornata dei servizi e delle relative persone, utenti degli stessi, per monitorare le diverse tipologie di intervento, la quantità delle prestazioni erogate anche in rapporto all'entità delle risorse organizzative ed economiche impegnate.
  • Lista di attesa e priorità: quando la necessitò di attivazione di nuove prestazioni superi la disponibilità di risorse economiche, il Direttore del Distretto, può individuare le priorità e le sottoporrà alla Direzione Servizi Culturali e Sociali ricercando la condivisione, secondo le seguenti priorità: presenza in casi di altri componenti in condizione di non autosufficienza; b) gravi e documentate problematiche sanitarie del care giver; c) assenza o inadeguatezza della rete parentale; d) urgenza ed indifferibilità della prestazione; e) occasionalità e temporaneità della prestazione.

Considerazioni
Sempre in considerazione di quanto detto a proposito del Progetto Individuale, tra le metodologie della USL Umbria n. 2 sopra elencate, nonché nei percorsi di «integrazione socio-lavorativa» viene citato un «piano individuale» (alle volte detto anche «piano personalizzato» o «piano individualizzato») che, tuttavia, non trova un luogo fisico dove questo possa esplicitarsi.

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