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Presa in carico della persona adulta con disabilità non autosufficiente

Aggiornato il 21/08/2019 - Letto 3351 volte

Descrizione

La presa in carico fornisce una risposta adeguata ai bisogni socio-sanitari e socio-assistenziali delle persone con disabilità non autosufficienti che necessitano della definizione del Programma Assistenziale Personalizzato (PAP), coerentemente inserito nel Progetto Individuale della persona, e alla sottoscrizione del Patto per la cura ed il benessere. Essa si attua attraverso l'utilizzo efficace ed efficiente delle risorse a disposizione. Prevede anche il coinvolgimento ed il supporto alla famiglia e alla comunità.

a) Il governo dell'accesso
Il percorso delineato dalla Legge della Regione Umbria n. 9/2008, che istituisce il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, prevede che la persona con disabilità non autosufficiente (o la sua famiglia) acceda a due porte di accesso per esprimere i propri bisogni:

  • Centro di Salute;
  • Ufficio della Cittadinanza;
  • Neuropsichiatria Infantile e dell'Età Evolutiva (per minori);
  • Centro di Salute Mentale (per le persone con disabilità psichiatrica).

I punti di accesso hanno il compito di:

  • accogliere la domanda della persona direttamente interessata, o della famiglia nel suo complesso, e di inviare/accompagnare la persona verso la valutazione;
  • raccogliere la segnalazione proveniente dalla rete sociale informale (amici, conoscenti, vicini di casa, operatori di volontariato, ecc.);
  • assicurare un'informazione completa alle persone con disabilità non autosufficienti e alle loro famiglie;
  • orientare la domanda della persona dopo averne fatto una prima lettura al fine di valutarne l'appropriatezza.

b) La presa in carico della persona con disabilità non autosufficiente
Una volta che la domanda della persona con disabilità non autosufficiente è stata raccolta dalle porte di accesso, questa viene raccolta dal Distretto socio-sanitario che, propriamente, compie la presa in carico della persona e della sua famiglia. In quanto luogo dell'integrazione socio-sanitaria, al Distretto compete:

  • registrare la richiesta di intervento;
  • prendere in carico la persona con disabilità non autosufficiente e la sua famiglia;
  • attivare l'Unità Multidisciplinare di Valutazione Disabili (UMVD);
  • gestire la banca dati;
  • mettere a disposizione le risorse del sistema integrato dei servizi sanitari e sociali.

c) la valutazione multiprofessionale ed il Programma Assistenziale Personalizzato
L'Unità Multidisciplinare di Valutazione Disabili (UMVD) ha il compito della valutazione multidimensionale dei bisogni delle persone con disabilità non autosufficienti. La valutazione multidimensionale fornisce indicazioni rispetto alle seguenti aree:

  • cognitivo-comportamentale;
  • clinico-funzionale;
  • socio-ambientale.

L'UMVD definisce i livelli di «gravità» della condizione complessiva ai quali corrispondono «pacchetti» di servizi e di prestazioni e definisce il Programma Assistenziale Personalizzato (PAP) che ha il compito di realizzare un sistema integrato di interventi sanitari e socio-assistenziali. L'UMVD individua anche il responsabile del programma di assistenza (case management) che, sulla base della prevalenza della tipologia di intervento, afferisce alle Aziende USL o al Servizio Sociale sociale del Comune. All'interno del PAP vengono definite indicazioni quantitative, temporali e di flessibilità sull'erogazione delle prestazioni, l'allocazione delle risorse professionali, strumentali, tecniche ed economiche necessarie. Il responsabile del PAP, oltre a garantirne gli esisti, è anche il referente della persona e della famiglia. Le prestazioni previste nel PAP devono essere coerentemente inserite all'interno del più generale progetto individuale.

d) Il Patto per la cura ed il benessere
Il pieno soddisfacimento del bisogno della persona viene garantito attraverso la predisposizione e la sottoscrizione da parte della persona con disabilità non autosufficiente (o suo amministratore di sostegno o giudice tutelare), un Patto per la cura ed il benessere in cui vengono garantite e coordinate le diverse prestazioni, integrando i servizi alla persona con eventuali misure economiche e con le eventuali risorse familiari presenti.


Requisiti

La presa in carico è garantita a:

  • bambini e adolescenti con disabilità non autosufficienti;
  • persone adulte con disabilità non autosufficienti;
  • persone anziane con disabilità non autosufficienti.

Sono persone non autosufficienti:

«le persone che hanno subìto una perdita permanente parziale o totale dell'autonomia delle abilità fisiche, psichiche, sensoriali, cognitive e relazionali, da qualsiasi ragione determinata, con conseguente incapacità di compiere gli atti essenziali della vita quotidiana senza l'aiuto rilevante di altre persone, considerando i fattori ambientali e personali che concorrono a determinare tale incapacità».


Dove rivolgersi

Per avviare il percorso di presa in carico, la persona interessata o la sua famiglia deve rivolgersi:

Al Centro di Salute della propria zona.

All'Ufficio di Cittadinanza del proprio quartiere (o circoscrizione).

Alla Neuropsichiatria Infantile e dell'Età Evolutiva di Terni (solo per i minorenni).

Al Centro di Salute Mentale di Terni (solo per le persone con disabilità psichiatrica).

 


Documentazione da presentare

Non è prevista una documentazione specifica.


Fonti normative

Atto amministrativo regionale n. 1932 del 22 dicembre 2008, «Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza (PRINA) 2008-2010».

Legge Regionale n. 9 del 4 giugno 2008, «Istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni».

Delibera di Giunta Regionale n. 21 del 12 gennaio 2005, «Approvazione atto di indirizzo regionale in materia di prestazioni socio-sanitarie in attuazione del DCPM 14 febbraio 2001».


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