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Piano Regolatore del Sociale. Azione n. 3: la sperimentazione del Progetto Individuale

Pubblicato il 30/03/2012 - Letto 1844 volte
Con questo focus iniziamo la presentazione delle azioni strategiche che compongono l'Asse strategico n. 1 (Servizi alla persona e integrazione socio-sanitaria) del Piano Regolatore del Sociale. Partiamo dalla sperimentazione del Progetto Individuale, azione n. 3 del Piano.

Con la Delibera di Giunta Comunale n. 80 del 13 marzo 2012 (leggi qui il testo), è stata data copia dell'aggiornamento del Piano Regolatore del Sociale con le coordinate operative e le schede tecniche.

Il Progetto Individuale è contenuto nella scheda dell'Azione n. 3 dell'Asse strategico n. 1 dedicato ai servizi alla persona e integrazione socio-sanitaria. La scheda è composta di sei punti fondamentali: una descrizione sintetica, gli obiettivi da raggiungere, le macro-azioni, i risultati attesi, i soggetti e i tempi.


Descrizione sintetica

La descrizione del Progetto Individuale precisa che esso, previsto dall'articolo 14 della Legge n. 328/2000, è lo strumento di intervento per affermare la centralità della persona con disabilità e dei suoi bisogni.

Il Progetto Individuale prevede un rapporto diretto tra il richiedente (la persona con disabilità e/o chi la rappresenta) e il ricevente (il Comune di residenza), configurando una condizione di diritto esigibile. Esso impone all'istituzione responsabile del processo di presa in carico (il Comune d'intesa con la ASL) di fare confluire nel Progetto Individuale stesso le valutazioni, i programmi, gli strumenti e le risorse. Il processo di presa in carico, quindi, diventa uno strumento di ampio respiro con compiti che vanno al di là della pura e semplice razionalizzazione amministrativa e che non si limita alla dimensione del singolo intervento personalizzato.

Il Progetto Individuale, nella sua definizione e realizzazione, è un processo dinamico che deve sapersi adattare alle necessità delle persone che mutano nelle diverse fasi della vita. Deve, quindi, garantire continuità nei processi, soprattutto in occasione di quelle fasi di passaggio avvertite come particolarmente critiche e spesso di abbandono.


Obiettivi da raggiungere

Nella scheda, vengono individuati gli obiettivi che la sperimentazione del Progetto Individuale intende perseguire: implementazione della metodologia propria della presa in carico globale, l'apporto innovativo della stessa (secondo le dimensioni di efficacia e di sostenibilità), la promozione del modello bio-psico-sociale proposto dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dall'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute).

Implementazione della metodologia della presa in carico
Il primo obiettivo riguarda la definizione e l'implementazione della metodologia necessaria a realizzare una presa in carico globale personalizzata. In particolare, dovranno essere definiti i processi, le procedure e gli strumenti della presa in carico, con riferimento particolare al «dossier unico»: strumento che deve raccogliere tutte le informazioni, gli atti, le anamnesi, le relazioni, le valutazioni di efficacia, le comunicazioni e ogni altro elemento che costituisce la "memoria" del Progetto Individuale e dei vari piani e progetti specifici.

Innovazione, efficacia e sostenibilità della presa in carico
Altro obiettivo della sperimentazione riguarda l'apporto innovativo della presa in carico fondata sul Progetto Individuale per valorizzare il rapporto tra sistema pubblico e privato sociale per l'integrazione e lo sviluppo di risorse a favore delle persone con disabilità.

Conseguentemente, verrà definito un quadro di proposte sostenibili e trasferibili per una maggiore efficacia e sostenibilità della presa in carico e per la prevenzioni delle disabilità in coerenza con la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Per questo motivo, al fine di predisporre il Progetto Individuale, occorre individuare un codice condiviso per valutare la condizione di salute della persona ed analizzare tutte le componenti oggettive e soggettive che incidono sulle sue capacità. È necessario, quindi, utilizzare un parametro valutativo unico ed efficace, coerente con un approccio globale in cui l'accertamento delle condizioni fisiche e psichiche, delle condizioni sociali di discriminazione e di mancanza di pari opportunità e delle condizioni economiche e familiari siano indirizzate all'empowerment individuale delle persone con disabilità.

Promozione del modello bio-psico-sociale proposto dall'ICF
Altro obiettivo è quello di promuovere l'approccio del modello «bio-psico-sociale» e del sistema di classificazione internazionale promosso dall'OMS con l'ICF come ordinatore concettuale di tutte le aree che richiedono un intervento pubblico, privato o anche uno sforzo della persona stessa e sulle quali poter progettare un intervento.


Macro-azioni

Le macro azioni previste si possono dividere in tre ambiti: quelle che riguardano gli aspetti della documentazione (dossier unico, fascicolo socio-sanitario, database, ecc.), quelli che riguardano i sistemi e strumenti per la partecipazione e quelli che riguardano sistemi di contabilizzazione e di definizione del budget disponibile.

Dei tre ambiti delle macro-azioni, quello che risulta più interessante, almeno per il momento, è quello che riguarda la «[…] definizione del budget personale per la quantificazione e la qualificazione delle risorse necessarie a promuovere percorsi ri-abilitativi individuali nelle aree corrispondenti ai principali determinanti sociali della salute e ai diritti di cittadinanza costituzionalmente garantiti […]» (punto c).

L'idea di massima è che nella fase sperimentale del Progetto Individuale (e, quindi per ora, limitatamente alle persone con disabilità che parteciperanno alla sperimentazione), i singoli componenti della rete dei servizi si impegnano a mantenere inalterato il budget complessivo dell'anno precedente riferito alle singole prestazioni che venivano erogate alla persona (assistenza domiciliare, assistenza tutelare, contributo economico, ecc.). Quindi, ad esempio, se alla persona venivano erogate una serie di prestazioni dal valore complessivo di 100, con il budget di salute il valore complessivo verrà ribadito, mentre potrebbero mutare una o più prestazioni erogate qualora, dopo l'apposita valutazione, venga accertato che esse non sono funzionali a raggiungere gli obiettivi di vita fissati.

La persona con disabilità, aderendo alla sperimentazione, si impegna, laddove richiesto, a partecipare per definire le prestazioni e i servizi necessari alle scelte necessarie, contribuendo anche con le proprie risorse al fine di raggiungere un obiettivo di elevazione dei livelli di attività e/o partecipazione. La compartecipazione riguarderà anche la realizzazione di azioni attualmente non a carico dell'ente pubblico (totalmente o parzialmente).

Questo principio del budget complessivo inalterato (pubblico e individuale) è inevitabile in tempi di crisi, e, allo stesso tempo, sembra essere la risposta più funzionale per l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse.


Risultati attesi

La scheda riposta anche ciò che è previsto come inevitabile esito di quanto definito negli obiettivi generali:

  • tradurre i diritti umani in prestazioni o servizi capaci di far raggiungere alla persona con disabilità i propri obiettivi di vita, declinando le soluzioni organizzative atte a garantire l'esigibilità;
  • ottimizzare e qualificare servizi ed interventi sperimentando un modello di presa in carico globale fondo sulla progettazione personalizzata;
  • definire i più elevati livelli di attività e partecipazione che, in base ad un principio di equità e di sostenibilità, dovranno essere assicurati mediante la riallocazione delle risorse disponibili al fine di garantire i più elevati livelli di salute possibili.


Soggetti

All'interno della voce «soggetti», rientrano sia i tecnici che dovranno predisporre la sperimentazione (con tutte le fasi indicate), sia i destinatari della sperimentazione.

È qui che, nella descrizione dei soggetti, torna esplicitamente in campo Agenda 22, poiché la scheda si riferisce all'équipe tecnica designata all'interno della stessa che dovrà svolgere la sperimentazione.

Per quanto riguarda i destinatari della sperimentazione, verrà costituito un campione di 20 persone con disabilità (dai 16 ai 40 anni) residenti nel Distretto socio-sanitario n. 1 della ASL n. 4 di Terni che vivono situazioni di cambiamento a livello soggettivo, istituzionale e comunitario.


I tempi

La scheda precisa che nel mese di novembre 2011 si è insediato il Tavolo tecnico all'interno dell'Ente e che la sperimentazione comincerà entro giugno 2012 (cosa, peraltro, riconfermata dall'Assessore Bucari questa settimana, leggi qui la news).

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