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Spending review e fondo per la SLA: che sia un'occasione per sperimentare la presa in carico globale in Umbria?

Pubblicato il 1/08/2012 - Letto 1558 volte
Tra le tante questioni che in questi giorni tengono alto il dibattito intorno alla "spending review", ossia la manovra per la revisione della spesa pubblica, ce ne è una che merita un'importate riflessione rispetto all'orientamento dei finanziamenti pubblici: per il 2013, il Governo incrementa il fondo destinato ad interventi urgenti ed indifferibili di 700 milioni di Euro, nel quale confluiscono anche i fondi destinati agli «interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica e di altre malattie altamente invalidanti, per ricerca e assistenza domiciliare dei malati». La notizia non può che essere positiva, tanto più in un clima di tagli, ma, come abbiamo più volte scritto in queste pagine, qualsiasi incremento delle risorse può garantire un impatto positivo sulla salute e sulla qualità della vita delle persone con disabilità solo se basato su interventi espressione di una presa in carico globale e non di un approccio risarcitorio riconducibile ad una specifica patologia. Per questo motivo, auspichiamo che tale incremento di risorse economiche, che dovrà essere poi ripartito tra le Regioni, incentivi il Governo umbro ad iniziare quanto prima la sperimentazione della presa in carico globale, così come da tempo la FISH Umbria ONLUS e gli altri soggetti del movimento associativo stanno chiedendo e come, nella giornata di Lunedì 31 luglio, anche il Consiglio Regionale ha formalmente richiesto in una specifica mozione.

Spending review, ossia revisione della spesa pubblica, e tante critiche e perplessità, ma anche alcune speranze. Per tutte queste - relativamente a quanto osservato dalla FISH nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - rimandiamo alla lettura del comunicato FISH.

Per quello che ci riguarda, invece, evidenziamo che, l'articolo 23, comma 8, del Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (il decreto definito «spending review», mentre scriviamo in esame alla Camera dei Deputati per la definitiva conversione in legge) prevede un incremento di 700 milioni di Euro del fondo destinato al finanziamento di interventi urgenti ed indifferibili (previsti dall'articolo 7-quinques del Decreto legislativo n. 5 del 10 febbraio 2009).

In questo fondo, la spending review fa confluire anche i finanziamenti destinati agli «[…] interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica e di altre malattie altamente invalidanti, per ricerca e assistenza domiciliare dei malati […]».

Più volte abbiamo espresso la nostra opinione negativa rispetto al principio, appartenente alla cultura espressa dal tuttora imperante modello «bio-medico», che lega la ragione di un finanziamento pubblico all'aspetto clinico di una o più «patologie» (in questo caso, ad esempio, oltre alla SLA, vi rientrano anche altre non precisate «malattie altamente invalidanti»). Lo abbiamo espresso a livello nazionale, ma anche a livello regionale, in merito, ad esempio, all'assegno di cura destinato alle persone con SLA per l'assegnazione del quale la Regione Umbria ha elaborato specifica delibera (leggi qui l'opinione).

Anche in questo caso, quindi, manifestiamo la nostra tesi che, facendo riferimento ai princìpi del modello «bio-psico-sociale», afferma la necessità di una presa in carico globale capace di individuare quali elementi di criticità ha una persona con disabilità, tenendo conto, oltre che della patologia, anche dell'ambiente sociale, relazione e fisico in cui vive.

Detto ciò, auspichiamo quindi che la Regione Umbria faccia buon uso del riparto del finanziamento che le spetterà nel 2013 e che intenda avviare la sperimentazione della presa in carico globale, così come auspicato dalla FISH Umbria ONLUS e da tutto il movimento associativo umbro in molte occasioni (tra le più recenti il 4 luglio scorso a Villa Umbra a Pila - Perugia - in occasione del seminario «La Presa in Carico Globale. Innovare nel segno della giustizia sociale e dell'appropriatezza degli interventi») e anche in virtù della mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale nella seduta di Lunedì 31 luglio scorso in cui i consiglieri chiedono un formale impegno alla Giunta rispetto all'attuazione della sperimentazione (leggi qui la news sulla mozione).

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