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La Vita Indipendente tra atti e delibere: auspici per il 2015

Pubblicato il 19/12/2014 - Letto 1652 volte
La Vita Indipendente a Terni, per il 2015, poggerà su basi solide, fondate su progettualità, programmazione e atti amministrativi. Infatti, se da un lato sono state pubblicate le due Delibere del Consiglio Comunale di Palazzo Spada sulla Vita Indipendente e l'assistenza domiciliare indiretta, dall'altro lato la Giunta Comunale ha formalmente presentato la sperimentazione sui progetti di Vita Indipendente di cui al bando ministeriale vinto dalla Regione Umbria nel 2013 e che partiranno nel 2015. La sperimentazione sarà parte integrante anche della progettualità domiciliare del nuovo Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza.

Il 2014 si chiude con molte speranze per un nuovo anno in cui, almeno a Terni, possa concretizzarsi la Vita Indipendente delle persone con disabilità.


La Vita Indipendente nelle Delibere del Consiglio Comunale di Terni

In primo luogo, sono state pubblicate le due delibere del Consiglio Comunale di Terni sui temi della Vita Indipendente e della libertà di scelta dell'assistenza domiciliare.

In particolare, la prima è la Delibera di Consiglio Comunale n. 111 del 13 novembre 2014, che ha per oggetto "Garantire e promuovere il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità" ed è l'approvazione dell'atto di indirizzo presentato dai Consiglieri Stefano Desantis e Francesco Filipponi (Gruppo Consiliare del Partito Democratico) e dalla Consigliera Angelica Trenta (Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle).

L'altra è la Delibera di Consiglio Comunale n. 112 del 13 novembre 2014, che ha per oggetto "Assistenza socio-sanitaria indiretta" ed è l'approvazione dell'atto di indirizzo presentato dalle Consigliere e dai Consiglieri Angelica Trenta, Patrizia Braghiroli, Thomas De Luca, Federico Pasculli e Valentina Pococacio (Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle) sull'assistenza domiciliare indiretta (o auto-gestita).

La pubblicazione ufficiale di entrambe le Delibere è il primo passo affinché, nel territorio ternano, possano essere messi in atto tutti quegli elementi necessari a realizzare la vita indipendente.


La Vita Indipendente nella sperimentazione regionale

In  questo senso ci pare importante sottolineare che, durante la conferenza stampa di fine anno organizzata dalla Giunta di Palazzo Spada (lo scorso Giovedì 18 dicembre), l'Assessora ai Servizi sociali Francesca Malafoglia ha presentato il progetto ministeriale, vinto dalla Regione Umbria, che vede la Zona Sociale n. 10 protagonista della sperimentazione di progetti per la vita indipendente.

«Il fatto - ha affermato Malafoglia - che la Regione e il Governo abbiano deciso di finanziare, proprio a Terni, l'unico progetto dell'Umbria che doterà la città di strumenti idonei a consentire che questo avvenga [la vita indipendente, N.d.R.], ci permette di essere un punto di riferimento regionale, un vero e proprio laboratorio di sperimentazione».

Durante la conferenza stampa, Andrea Tonucci, responsabile del Centro per l'Autonomia Umbro - uno dei soggetti della rete che attuerà il progetto (insieme a Comune, USL Umbria n. 2 e altri) - ha delineato nel dettaglio come verrà articolata la sperimentazione. Come obiettivo fondamentale, la sperimentazione intende adottare e sostenere l'empowerment della persona con disabilità affinché si possa realizzare l'inclusione e la partecipazione nella società. La sperimentazione vedrà tre linee di intervento:

  • La prima, denominata «empowerment della rete dei servizi», consisterà nella sperimentazione di un modello di presa in carico globale. Sarà compito dei soggetti coinvolti nella sperimentazione - Regione, Comune, USL Umbria n. 2 e Centro per l'Autonomia - rafforzare i meccanismi e gli strumenti di governance che possono accompagnare un processo di riduzione dell'eterogeneità non solo nella spesa, ma anche nei modelli di intervento, al fine di individuare modalità di efficacia ed appropriatezza degli interventi messi in atto. In questo senso, verrà individuato un target di persone con le quali verranno sperimentati progetti di vita indipendente specifici.
  • La seconda, denominata «empowerment della persona», avrà lo scopo di aiutare il singolo individuo con disabilità ad autodeterminare le proprie scelte in termini di capacità di valutazione dei propri bisogni in funzione dei propri obiettivi di vita (andando oltre alla dimensione puramente socio-sanitaria) e dell'appropriatezza dei supporti che gli sono necessari. In questo senso, verrà sperimentata la realizzazione di un'Agenzia per la Vita Indipendente al fine di favorire la realizzazione degli obiettivi di vita da raggiungere, con specifico orientamento verso la libertà di scelta delle modalità con cui farsi assistere.
  • La terza linea, denominata «empowerment della comunità», avrà lo scopo di analizzare un sistema informativo per l'analisi, la valutazione personalizzata e la divulgazione delle caratteristiche di accessibilità e di fruibilità degli spazi e dei servizi della comunità (attività di rilevanza sociale, culturale, sportiva ecc.) affinché siano interfacciabili con le caratteristiche di salute delle persone con disabilità (funzioni e strutture corporee).

Per approfondimenti, si consiglia di vedere il video della diretta streaming della conferenza stampa di Giovedì 18 dicembre.


Vita Indipendente nel nuovo Piano per la non autosufficienza

Da ultimo, in attesa della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria della Delibera, diamo la notizia che, sul fronte regionale, il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza (PRINA).

Da ciò che viene riportato dai giornali locali, il nuovo PRINA potrà contare sul ripristino del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza, che per l'Umbria prevede la somma di 5 milioni e 854 mila Euro, cui si aggiungono ulteriori risorse, tratte dal Fondo regionale, per 4 milioni di Euro. Quindi, in sostanza, 9 milioni 854 mila Euro.

I 2 milioni dei 4 previsti dal Fondo regionale saranno destinati direttamente ai Comuni, cui spetta l'accertamento delle condizioni necessarie e dei requisiti per garantire misure di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Non solo, ma almeno il 20 per cento di questi 2 milioni dovranno essere destinati alla domiciliarità.

La domiciliarità, inoltre, verrà fortemente incrementata - come ha affermato l'Assessora regionale alle Politiche sociali Carla Casciari - con due sperimentazioni:

  • la prima - quella di cui abbiamo detto sopra - è volta a garantire la vita indipendente alle persone con disabilità che possono gestire in modo più autonomo la quotidianità, anche attraverso strumenti alternativi a quelli standard;
  • la seconda è rivolta alle persone anziane che vivono una condizione di fragilità, quando - a seguito delle dimissioni dalle strutture socio-sanitarie - devono riappropriarsi della domiciliarità con l'aiuto delle famiglie che potrebbero vivere il rientro a casa come una difficoltà.

Infine, segnaliamo anche che nel nuovo PRINA sarà attuata una riconversione, laddove possibile, di progetti di residenzialità in semi-residenzialità, nonché nei cosiddetti "ricoveri di sollievo", per le persone le cui famiglie non possono seguire a domicilio e che, quindi, necessitano di effettuare, anche per periodi brevi e temporanei, forme di ricovero.

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