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Ho diritto alla pensione di reversibilità di mio padre? Posso essere assunto direttamente da qualche organo statale dato che sono iscritto al collocamento mirato categorie protette?

Pubblicato il 24/03/2014 - Letto 3184 volte
Buongiorno. Mi chiamo Stefano [...]. Le scrivo per chiederle gentilmente un consiglio. Il giorno 17/11/2013 è venuto a mancare mio padre [...] Luigi ex-carabiniere pensionato. Posso chiedere la reversibilità della sua pensione? Premetto che mio padre si è sposato 2 volte! Io sono il terzo figlio della prima moglie questi sono i miei dati [...] pertanto ho 41 anni. Ho una invalidità al 46% sin dalla infanzia pertanto sono stato riformato al momento della famosa visita militare (purtroppo). Io sono disoccupato da molti anni!! Data la crisi che attanaglia la nostra Nazione. Mia madre è viva e ha 85 anni e anche la seconda moglie di mio padre ha tre figli legittimi ed una figlia femmina acquisita dal precedente matrimonio […]. Io sono l'unico dei suddetti figli ad avere seri problemi economici. Ho diritto ad una parte della pensione che percepiva mio padre? Ho per caso la possibilità di essere assunto direttamente da qualche organo statale dato che sono iscritto al collocamento mirato categorie protette? Certo di una sua risposta. Cordiali Saluti.
Stefano, 41 anni

Risposta

Gentile Utente,
in merito al primo quesito da Lei posto, La informiamo che per poter ricevere la pensione di reversibilità di Suo padre, Lei avrebbe dovuto essere, al momento del decesso di questi, o minorenne, o «inabile», o studente o universitario e a carico dello stesso.

Infatti, la pensione di reversibilità spetta, in primo luogo, alle seguenti persone:

  • al coniuge superstite, anche se separato;
  • al coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile;
  • ai figli (legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge) che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo;
  • ai nipoti minori (equiparati ai figli) se a totale carico degli ascendenti (nonno o nonna) alla data di morte dei medesimi.

Si precisa che la legge, quando parla di «inabile», intende una condizione di totale inabilità a qualsiasi attività lavorativa: questa è una condizione che viene valutata da una commissione dell'Ente previdenziale di appartenenza del lavoratore o pensionato deceduto (in questo caso suo padre). Dal momento che, a quanto scrive, Lei non è stato valutato inabile totale (infatti, ha un riconoscimento di invalidità civile del 46%), non può godere della pensione di reversibilità di Suo padre.

In merito al secondo quesito da Lei posto, La informiamo che l'assunzione di lavoratori da parte di organi statali avviene esclusivamente tramite un concorso pubblico (o per prova di idoneità): questo vale per tutte le persone e, dunque, anche per chi è figlio di un dipendente pubblico e per chi ha una disabilità ed è iscritto alle liste del cosiddetto collocamento mirato (Legge n. 68 del 12 marzo 1999 [link a sito esterno]).

Il vantaggio di essere iscritto al collocamento mirato è legato alla possibilità di poter accedere a concorsi pubblici o alle prove di idoneità in cui è prevista una quota di riserva nei confronti delle persone con disabilità (per esempio, se un ente pubblico deve assumere una persona con disabilità, coloro che sono iscritti al collocamento mirato possono partecipare al concorso o alla prova sapendo che uno di loro sarà sicuramente preso).

Inoltre, un'ulteriore agevolazione è prevista per coloro che partecipano ai concorsi o alle prove, se, oltre al certificato di invalidità civile, hanno anche quello dello «stato di handicap» di cui alla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 [link a sito esterno]: queste persone possono richiedere, per lo svolgimento della prova di concorso, tutti i mezzi e gli ausili secondo le proprie condizioni di salute, necessari per lo svolgimento della prova in condizioni di parità con gli altri concorsisti, così come previsto dall'articolo 20 della Legge n. 104/1992:

«20. Prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni. - 1. La persona handicappata sostiene le prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni con l'uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap.

2. Nella domanda di partecipazione al concorso e all'esame per l'abilitazione alle professioni il candidato specifica l'ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l'eventuale necessità di tempi aggiuntivi.»


Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, si inviano cordiali saluti,
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