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Perché non mi hanno dato l'assegno ordinario di invalidità visto che ho il 67% di invalidità civile?

Pubblicato il 16/11/2010 - Letto 7262 volte
Scusandomi per il disturbo Le chiedo Gentilmente un consiglio. Ho fatto tramite Patronato la Domanda di Pensione Ordinaria di Inabilità e dopo la visita all'INPS ho avuto tramite raccomandata la risposta: Reiezione domanda di Pensione ordinaria di inabilità. Premetto che ho avuto un aggravamento della malattia e l'ho comunicato e documentato durante la visita. Dimenticavo di comunicarLe le mie Patologie: lombalgia in discopatie lombari e Miastenia Gravis a livello oculare (ora mi sono aggravato ed ho Miastenia Gravis generalizzata arti ecc. documentata). Come mai non mi hanno accettato nemmeno l'assegno ordinario d'invalidità visto che ho 67% e 2/3? Grazie anticipatamente della risposta.
Gianfranco, 43 anni

Risposta

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che il riconoscimento dell'invalidità civile che lo Stato riconosce ai cittadini non coincide necessariamente con il riconoscimento dell'inabilità parziale o totale che l'Ente previdenziale riconosce ai propri lavoratori. Per fare un esempio: una percentuale di invalidità civile pari al 100% non corrisponde ad una assoluta inabilità lavorativa (tale da dar diritto alla pensione ordinaria di inabilità).

L'inabilità parziale viene erogata laddove si ravvisino le condizioni per una modifica delle attuali mansioni lavorative o dell'orario per venire incontro alle esigenze del lavoratore. La Commissione Medica dell'Ente previdenziale ha la facoltà di decidere se le condizioni di salute del lavoratore sono compatibili con la prosecuzione delle mansioni, oppure se è necessario un loro ridimensionamento.

Qualora Lei abbia ragioni sufficienti e motivate (anche a livello clinico, supportate cioè dal Suo medico specialista) per ritenere che le Sue condizioni di salute non siano compatibili con l'attuale organizzazione lavorativa, può procedere a ricorso.


Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Anna Vecchiarini e Pierangelo Cenci
(Assistenti Sociali del Centro per l'Autonomia Umbro)

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