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Criteri di attribuzione di percentuale di invalidità

Pubblicato il 13/10/2014 - Letto 3700 volte
Salve, mi chiamo Domenico. Nel 2007 ho fatto domanda all'INPS per l'assegno ordinario visto che ci stavano i requisiti richiesti. La domanda ovviamente come succede spesso mi veniva contestata, dopo di che ho fatto ricorso in tribunale. Dopo la trafila burocratica che si segue, nel 2013, la CTU nominata dal tribunale esprime le sue valutazioni. Avendo io infermità multiple (con percentuali: prima infermità 50%, seconda infermità 21%, terza infermità 41%) la CTU ha applicato la formula di Balthazard con coefficiente 0,94. A parte il fatto che non saprei dirvi a che percentuale di invalidità corrisponde, per questo le invio i totali: 0,71 prima operazione e 0,61 seconda operazione di cui la somma algebrica 0,66; poi segue prima operazione 0,71, seconda operazione 0,80 di cui penso la somma totale sia 0,94. La valutazione delle menomazioni considerate, ne deriva, in riferimento alle norme vigenti: "una condizione di invalidità lavorativa in quanto i quadri morbosi, riducono in modo permanente a meno di 1/3 la capacita di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini". Poi segue: "conclusioni tabella sinottica dati tecnici conclusivi (diabete mellito tipo 2 in trattamento insulinicov, cardiopatia ipertensiva lieve, angina vasospastica) valutazione finale di invalidità: "invalido con capacita di lavoro permanentemente ridotta in misura superiore ad 1/3 in occupazioni confacenti alle sue attitudini". In tutto questo, nel 2010 mi sono dovuto licenziare per un infarto apicale e sono attualmente disoccupato. Fiducioso di una sua risposta, le porgo i miei saluti. Grazie
Domenico, 54 anni

Risposta

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che il calcolo dell'invalidità civile parte dal valore che il Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992 [link a sito esterno] ha attribuito per ogni singola patologia. La formula di Balthazard da Lei citata è una procedura di calcolo riduzionistico, nota anche come formula a scalare che trova applicazione nel caso di menomazioni plurime coesistenti, interessanti organi e apparati funzionali distinti.

Dal momento che l'applicazione corretta di tale formula non può prescindere da una valutazione medica approfondita della persona e della gravità clinica delle singole patologie (cosa che è di competenza delle Commissione Mediche della ASL o degli Enti previdenziali), questo servizio non fornisce questo tipo di consulenza.


Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
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