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Va comunicato all'INPS il cambiamento delle proprie condizioni di salute?

Pubblicato il 23/01/2014 - Letto 783 volte
Salve, mi son rivolto a voi certo di avere delle precise risposte alle mie perplessit. Nel 2012 scopriamo che mia moglie affetta da un carcinoma al peritoneo. Subito mi sono attivato inoltrando documentazione varia per richiedere il riconoscimento d'invalidit civile. Riconosco la rapidit che hanno avuto nel confermare mia moglie invalida al 100% con una revedibilit nel 2015. Dopo qualche mese ho fatto richiesta per l'accompagnamento che, con l'amaro in bocca, la Commissione ci ha respinto. Grazie al ricorso inoltrato ne siamo usciti vittoriosi, anche se a tutt'oggi non abbiamo percepito ancora nulla. Oggi sinceramente mi assale una forte paura in quanto la situazione di salute della mia povera moglie, grazie al cielo, sembra attualmente guarita, ovviamente dopo terapie varie e interventi. Da quattro mesi ha sospeso anche la chemioterapia. Mia moglie dice che noi non dobbiamo comunicare niente a nessuno, fino al giorno della revedibilit e loro non possono pretendere nessuna comunicazione di variazioni precedenti. Ora mi domando e dico! Per l'accompagnamento immagino che sia la stessa cosa. Per quanto ci riguarda sappiamo che ora ci devono corrispondere tutti gli arretrati dal giorno che fu fatta la domanda ad oggi e in pi ci riconosceranno un periodo di mensilit con revedibilit sempre stabilito da loro stessi. Mia moglie dice di essere certa che anche in questo caso non siamo tenuti a comunicare nessuna variazione precedente e dice che il giorno della revedibilit, se non c' pi situazione di gravit, ci viene sospeso e basta. La mia paura magari di sbagliare in qualche nostro inconscio comportamento. Da qualche parte, ho letto che alcune persone con problemi simili si son trovati a restituire all'INPS denaro non spettante, che avevano percepito. Io sono del parere che se mi spetta lo pretendo, se non mi spetta non lo pretendo ovviamente, rispettando tutti i nostri diritti e doveri nei confronti dell'INPS. Spero in una chiara e dettagliata spiegazione sull'argomento. In attesa di una vostra risposta io vi ringrazio per il disturbo.
tommaso, 51 anni

Risposta

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che la normativa e le disposizioni dell'INPS, secondo la Legge n. 662 del 23 dicembre 1996 (articolo 1, commi 248 e 249) e della Legge n. 247 del 24 dicembre 2007 (dall'articolo 1, comma 35) prevedono l'obbligo di presentare annualmente, entro il 31 marzo, le dichiarazioni relative alla permanenza di determinate condizioni di salute per le persone che hanno specifici accertamenti sanitari.

Tra questi, rientrano anche le persone che possiedono il riconoscimento dell'invalidit civile al 100% con indennit di accompagnamento per gli invalidi civili, come Sua moglie.

In particolare, le persone con riconoscimento di invalidit civile al 100% con indennit di accompagnamento devono presentare la dichiarazione di responsabilit relativa alla sussistenza o meno di uno stato di ricovero a titolo gratuito in istituto.

Le dichiarazioni vanno presentate esclusivamente per via telematica, secondo una delle seguenti modalit:

  • presentandosi ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF), con la lettera ricevuta dall'INPS e con la documentazione relativa all'invalidit, all'eventuale lavoro svolto o all'eventuale ricovero periodico per patologie legate alla propria invalidit.
  • sul sito internet dell'INPS, accedendo con il codice PIN di Sua moglie.

Nel caso in cui Sua moglie non sia ricoverata, quindi, dovr comunicare all'INPS l'assenza di ricovero presso un istituto o struttura di cura.

Quando Sua moglie verr richiamata a visita, nel 2015, la Commissione Medica stabilir se le sue condizioni di salute saranno cambiate, e quindi valuter sia se la signora sar ancora beneficiaria dell'indennit di accompagnamento, sia se, eventualmente, dovr essere modificata anche la percentuale di invalidit.


Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Servizio di Contact Center del Centro per l'Autonomia Umbro.

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