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Come tutelare il diritto all'integrazione scolastica

Pubblicato il 15/05/2009 - Letto 812 volte
Sono la mamma di un ragazzo oggi 20enne con difficoltà di apprendimento nel campo logico astratto, "lieve deficit cognitivo," deficit che l'incompetenza e il disinteresse della scuola ha ingigantito creando nel ragazzo demotivazione, bassa autostima quando bastava supportarlo con i dovuti accorgimenti. È giunto a frequentare il 5 anno serale del tecnico dopo un percorso di dura lotta. Accordate 9 ore di sostegno, tutto bene, ma all'inizio di ottobre il C. di c. lo esclude dagli esami e si pronuncia per una differenziata affiancata ad uno stage che suppliva con l'operatività, la teoria. Lo stage è partito solo il 23 aprile senza il programma sottoscritto, nel frattempo i docenti hanno parcheggiato il ragazzo, lo hanno "scaricato", non era più di loro competenza né hanno rispettato quanto scritto nel Pei, nonostante le lettere inviate dalla famiglia al dirigente per una verifica. Il ragazzo ha perso in entusiasmo e motivazione. Il 29 aprile su sollecitazione della famiglia c'è stato un C. di c. alla presenza della referente per l'integrazione. C'è stato lo scontro, ovviamente ma conclusione, il ragazzo resta escluso dagli esami, non so cosa riceverà a fine anno (non ha acquisito nessuna competenza) dovrà essere presente in tutte le ore (regola non valida per gli altri), sarà costretto a frequentare l'anno prossimo senza alcuna garanzia ma lui è stanco della scuola, che non gli ha mai dato nulla se non frustrazioni, anche perché dovrà affrontare nuovi compagni, nuovi docenti. È una lotta continua, qui tuteliamo la discriminazione altro che diritti, questi ci sono ma sulla carta e bisogna lottare perché siano rispettati, organizzazioni e associazioni sono così lontane dai nostri problemi quotidiani! Cordialmente

Suggerimenti

Gentile Utente,
in merito alla Sua richiesta di Advocacy, La informiamo che la Direzione generale per lo Studente del Ministero dell'Istruzione, il 27 luglio 2005, ha diramato agli Uffici scolastici regionali la Nota prot. 4798 con la quale si fa leva sulla «programmazione» del progetto d'integrazione che deve essere compito ineludibile di tutto il consiglio di classe e non può essere delegata al solo docente per il sostegno. La Nota prot. 4798/2005 suggerisce che i Consigli di classe svolgano tale programmazione progettuale, cui devono partecipare gli operatori degli enti locali e la famiglia, all'inizio dell'anno scolastico, prima dell'inizio delle lezioni. La programmazione didattica è, quindi, un dovere contrattuale fondamentale di tutti i docenti, in forza del CCNL del 2003, né può essere trascurato da nessun Dirigente scolastico o Direttore regionale.
Le indicazioni fornite dalla Nota prot. 4798/2005 sono riferite ad attività che andrebbero compiute all'inizio dell'anno scolastico.
Dato che nella Sua e-mail Lei ha scritto che non è stato rispettato il PEI, Le consigliamo di far presente quanto previsto dalle normative di cui sopra al Dirigente scolastico, nella speranza che egli possa operare per un lavoro congiunto di tutti gli insegnanti curriculari, degli insegnanti di sostegno, dell'intera classe insieme ai genitori.
In conclusione, visto che ci scrive dalla regione Puglia, abbiamo ritenuto opportuno contattare la FISH presente nella Sua regione (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) che, come noi della FISH Umbria, è legittimata a tutelare i diritti delle persone con disabilità.
Attraverso l'avvocato Enzo Falabella abbiamo appreso che Lei ha già preso contatto con la federazione, per questo motivo Le consigliamo di fare riferimento a questa realtà, presente sul Suo territorio,  per tutelare maggiormente Suo figlio e per dare più forza alla Sua denuncia.


Per ogni altra informazione, può contattarci telefonicamente al numero 0744 27.46.59.

Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Margherita Di Giorgio e Pierangelo Cenci
(Servizio di Advocacy del Centro per l'Autonomia Umbro)

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