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Dietrofront dell'INPS: per la pensione non serve più il reddito coniugale

Pubblicato il 14/01/2013 - Letto 1928 volte
Dopo le numerose proteste di associazioni, sindacati e persone con disabilità contro la disposizione dell'INPS (Circolare n. 148/2012) di considerare anche il reddito coniugale ai fini del calcolo del limite reddituale per beneficiare della pensione di inabilità per le persone con invalidità civile pari al 100%, anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero ha espresso la propria contrarietà ed ha aperto un'istruttoria in merito. Così, con il Messaggio n. 717/2013, il Direttore generale dell'INPS Mauro Nori precisa che, finché l'istruttoria non sarà conclusa, il limite reddituale per la pensione di inabilità tornerà ad essere solo quello personale.

Molte persone con disabilità, associazioni e sindacati temevano che la questione del reddito coniugale di cui alla Circolare dell'INPS n. 148 del 28 dicembre 2012 (leggi qui - link a sito esterno) per la pensione di inabilità (con invalidità civile del 100%) sarebbe "passato in cavalleria" un po' come è avvenuto per la "stretta" sull'indennità di accompagnamento operata dallo stesso Istituto (di cui abbiamo detto in questo approfondimento).

Ma se quest'ultima - sebbene altrettanto aspramente criticata - di fatto lascia l'esito dei suoi effetti all'interpretazione restrittiva, ma pur sempre soggettiva, dei medici INPS all'interno delle Commissioni di accertamento, la Circolare n. 148/2012 è una cosa di dominio pubblico e assolutamente oggettiva. La reazione, quindi, è d'obbligo.

Per ciò che ci riguarda, il Presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) aveva espresso, in questo comunicato, una dura critica all'atteggiamento iniquo che l'INPS aveva assunto, sostituendosi addirittura al Parlamento: l'INPS, in altre parole, aveva modificato una disposizione senza che il Legislatore cambiasse la legge (un po' come è avvenuto - come dicevamo sopra - con i requisiti più duri sull'indennità di accompagnamento).

L'INPS, per la verità, ha sostenuto di aver fondato questa disposizione sul parere della Sentenza della Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - n. 4677 del 25 febbraio 2011. La FISH ed altri, tuttavia, hanno fatto notare che la sentenza non solo non è stata nemmeno pronunciata a sezioni unite, ma che si discosta anche da altre sentenze della medesima Corte.

Naturalmente, vista l'iniquità della disposizione (che non solo creava discriminazione tra persone riconosciute invalide civili con percentuali diverse, ma che vessava inutilmente chi, sposandosi, era riuscito a farsi una famiglia), l'appello della FISH ha avuto seguito con prese di posizione di alcuni Parlamentari, delle Associazioni Sindacali e di varie altre organizzazioni, con vasta eco sulla stampa.

L'ultima presa di posizione importante, in ordine di tempo, è quella del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero che ha formalmente chiesto al presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua di «sospendere l'applicazione della Circolare e di attendere che nel merito della vicenda arrivi un pronunciamento legislativo, anziché un atto amministrativo».

Il Ministro Fornero, così, ha avviato un'istruttoria sulla Circolare "incriminata", sottolineando che ogni decisione al riguardo dovrà essere presa solo a seguito del completamento dell'istruttoria stessa. Inoltre, ha chiesto all'INPS di valutare tutti gli aspetti giuridici, di merito e di equità connessi all'applicazione della nuova soglia reddituale.

La soddisfazione che la FISH ed altri hanno mostrato a seguito delle parole del Ministro Fornero deriva anche dall'ulteriore considerazione al termine del suo intervento: il Ministro ha sottolineato che la Circolare dell'INPS «ha comprensibilmente creato forte preoccupazione sociale, in quanto il nuovo indirizzo si pone in antitesi con quanto operato negli ultimi trent'anni, in coerenza con i pronunciamenti della stessa Corte di Cassazione degli anni precedenti».

A seguito dell'apertura dell'istruttoria da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, quindi, il Direttore generale dell'INPS Mauro Nori ha redatto un breve Messaggio (il n. 717 del 14 gennaio 2013) in cui precisa che «in attesa della preannunziata nota ministeriale […] sia nella liquidazione dell'assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell'invalido».

È pur vero che la questione potrà dirsi definitivamente conclusa solo al termine dell'istruttoria, tuttavia sia nelle parole del Ministro Fornero, sia nel Messaggio INPS di Nori si colgono sufficienti ragioni per pensare che entrambi non abbiano intenzione di rivoluzionare (a svantaggio delle persone con disabilità) né l'interpretazione costituzionalmente orientata degli articoli 12 e 13 della Legge n. 118 del 30 marzo 1971 (che disciplinano la pensione di inabilità e l'assegno mensile di assistenza), né l'orientamento amministrativo assunto, prima, dal Ministero dell'Interno (con Circolare n. 5 del 20 giugno 1980) e, successivamente, confermato dallo stesso INPS all'atto del subentro nella funzione di erogazione delle provvidenze economiche legate all'invalidità civile.

Tuttavia, qualche perplessità rimane, come si può leggere in questo comunicato della FISH uscito dopo le parole del Ministro e del Messaggio dell'INPS.

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