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SLA: Terni ancora "in standby" per i bonifici per gli assegni di cura

Pubblicato il 24/02/2012 - Letto 1478 volte
Gli assegni di cura per l'assistenza alle persone che hanno la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), previsti dalla Delibera di Giunta Regionale dell'Umbria n. 909 del 29 luglio 2011, ancora non sono arrivati in mano a chi ne ha richiesto, più e più volte, l'improcrastinabile necessità. E, sebbene - a Terni - poco prima di Natale siano già stati chiesti gli estremi per i bonifici, degli assegni di cura non vi è traccia.

A poco più di un mese dall'"urlo" di indignazione che Carla Morelli dell'AISLA dell'Umbria (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) lanciò sulle pagine di Superando.it (e che noi abbiamo ripreso, leggi qui il focus), bisogna riportare ancora un nulla di fatto in merito all'accreditamento degli assegni di cura per garantire l'assistenza alle persone con SLA.

Alcune famiglie ternane hanno raccontato gli ultimi sviluppi di questa "odissea" al Corriere dell'Umbria: da ciò che viene riferito dal giornalista Giorgio Palenga, sembra che, ai primi di novembre scorso, siano iniziati i controlli e le verifiche da parte degli assistenti sociali della ASL sui requisiti che le persone con SLA dovrebbero avere per beneficiare dell'assegno di cura.

I criteri - di cui si sono già detti quelli che, a nostro avviso, sarebbero i limiti (leggi qui il focus) - sono quelli previsti dall'Allegato A della Delibera di Giunta Regionale n. 909/2011 (leggi qui il testo della Delibera). L'assegno di cura viene erogato in presenza di almeno una delle seguenti situazioni:

  • Necessità di ventilazione invasiva o ventilazione non invasiva sub-continua per più di 18 ore;
  • Perdita del linguaggio comprensibile con perdita completa dell'uso degli arti superiori;
  • Perdita del linguaggio comprensibile con perdita completa della funzione deambulatoria.

Alternativamente, l'assegno di cura viene concesso se sono presenti almeno tre delle seguenti situazioni:

  • Necessità di ventilazione non invasiva intermittente e/o notturna;
  • Perdita del linguaggio comprensibile;
  • Perdita sub-completa della funzione deambulatoria autonoma o necessità di assistenza sub-continua nella cura della persona;
  • Alimentazione enterale adiuvata.

Dopo le valutazione e l'accertamento dei requisiti, poco prima di Natale, la ASL ha chiesto alle famiglie gli estremi bancari per poter accreditare i vari assegni di cura e, inoltre, ha assicurato che gli assegni sarebbero arrivati alla fine di gennaio.

Il 19 gennaio scorso, Superando.it pubblicò l'articolo di Morelli, perché non si era visto neanche un centesimo… ma ancora niente. È passato ancora un mese… e ancora niente. Qual è la ragione di questo "standby"?

La risposta la sta cercando anche quel familiare che si è rivolto al quotidiano umbro: «[…] se la Regione - afferma - ha effettivamente erogato questi fondi, non si capisce il perché di questi ritardi nel farli pervenire a noi che fronteggiamo quotidianamente, a fatica, le spese necessarie a prestare le cure necessarie ai nostri cari […]».

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