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I diritti alzano la voce e scendono in piazza

Pubblicato il 16/06/2011 - Letto 1372 volte
Le Associazioni promotrici della campagna "I diritti alzano la voce", già mobilitate per difendere i diritti civili, sono preoccupate ulteriormente per le recenti dichiarazioni di Tremonti. Il Ministro dell'Economia ha parlato di revisione delle prestazioni e degli assegni sociali nel quadro di un più vasto intervento in ambito fiscale. Il 23 giugno la manifestazione nazionale a Roma trova un nuovo motivo di protesta.

La campagna "I diritti alzano la voce" è promossa dal Forum del Terzo Settore e numerose Associazioni - tra cui FAND (Federazione Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap).

Nel comunicato stampa diffuso dalla Campagna cominciata a febbraio scorso, in corrispondenza dell'approvazione della Legge Finanziaria, si legge: «Invece di fornire risposte adeguate a chi ha perso il lavoro, a chi vive sotto la soglia di povertà, alle persone non autosufficienti o con disabilità, il Governo ha deciso una drastica riduzione delle risorse indirizzate alle Regioni e agli Enti Locali, che si tradurrà in tagli ai servizi sociali, alla cultura e al diritto allo studio, alla mobilità e alla salute».

«La Campagna "I diritti alzano la voce" - prosegue poi la nota - ritiene invece che la crisi innescata da un sistema finanziario lasciato del tutto sregolato e che ha vissuto, esso sì, al di sopra dei propri mezzi e di ogni limite, debba essere l'occasione per rivedere i princìpi che regolano la vita economica e il rapporto tra politica ed economia».

In tal senso, «la Finanziaria avrebbe dovuto esprimere una nuova visione dello sviluppo, che avrebbe potuto trovare una prima espressione, ad avviso nostro e di altri soggetti del Terzo Settore, in questi provvedimenti: aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dall'attuale, scandaloso, 12,5%  al 23%; introduzione di una tassa patrimoniale e della carbon tax; ripristino integrale delle misure contro l'evasione fiscale a suo tempo introdotte dal Governo Prodi; riduzione delle spese militari; abbattimento degli stanziamenti per le cosiddette "Grandi Opere" (che non producono sviluppo per la collettività, ma costi esagerati a beneficio di pochi, e illeciti di varia natura), per finanziare così un piano di ammortizzatori sociali strutturali, un forte sostegno ai redditi più colpiti dalla crisi, servizi sociali più adeguati, investimenti in educazione e in tecnologie "verdi"».

Il 23 si manifesta a Piazza Montecitorio per chiedere al Parlamento di lavorare per rendere più equa una manovra che colpirà "i soliti noti", ossia coloro che già vivono in situazioni di marginalità (Leggi la news "23 giugno: manifestazione nazionale a Roma").

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