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Le Associazioni tornano in campo dopo il nulla di fatto della USL

Pubblicato il 21/12/2016 - Letto 1821 volte
A tre mesi dalla manifestazione svoltasi sotto la sede legale della USL Umbria n. 2 a Terni, le Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie sono tornate a manifestare il loro malcontento per il nulla di fatto, nonostante il Direttore Generale dell'USL Umbria n. 2 si fosse dichiarato intenzionato a mettere in campo gli strumenti per la realizzazione di progetti individuali per le persone con disabilità. Le Associazioni sono tornate a rivendicare diritti tramite la pubblicazione di un nuovo comunicato stampa.

Lo scorso 22 settembre, il Comitato spontaneo genitori di bambini con disabilità di Terni, l'AFAD, l'Associazione Aladino, l'ANGSA Umbria, l'Associazione Vita Indipendente Umbria, la C.A.R.T.A. Autismo, l'Associazione Un Volo Per Anna [link esterno] e la sezione ternana della Federazione italiana per il Superamento dell'Handicap avevano dato vita ad una manifestazione spontanea sotto la sede dell'USL Umbria n. 2, in Via Bramante a Terni.

Le motivazioni della manifestazione erano basate sulle problematiche legate alle presa in carico delle persone con disabilità per le quali, differentemente da quanto previsto dall'articolo 14 della Legge n. 328 del 8 novembre 2000 [link esterno], manca un vero e proprio progetto individuale, come inteso dalla normativa. Inoltre, con la manifestazione le Associazioni chiedevano la costituzione di un'Unità Operativa per la presa in carico delle persone adulte con disabilità e la normalizzazione della situazione della Neuropsichiatria Infantile di Terni, al momento senza responsabile.

Nono stante siano passati tre mesi dalla manifestazione, la situazione è rimasta la stessa, nonostante il Direttore Generale della USL Umbria n. 2, Imolo Fiaschini, avesse dichiarato il proprio interesse ad attivare i servizi e gli interventi volti ad una presa in carico globale delle persone con disabilità.

A fronte del "nulla di fatto", le Associazioni sono tornate a manifestare il proprio malcontento con un nuovo comunicato, come si può anche leggere dall'articolo "Terni, le principali associazioni dei disabili tornano di nuovo alla carica" [link esterno], pubblicato ne La Notizia Quotidiana.it.


Il testo del nuovo comunicato delle Associazioni

Sono passati quasi due mesi e mezzo dalla manifestazione organizzata sotto la sede della USL 2 di Terni dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie: in quella sede il direttore generale aveva promesso che ne sarebbero bastati due per vedere alcune delle loro richieste esaudite.

Nulla di fatto sul fronte della richiesta di attivazione delle prestazioni e degli interventi sulla base di una più adeguata valutazione multidimensionale e soprattutto di un progetto personale, quando addirittura mancano i piani terapeutici.

Per non parlare della richiesta di una equipe multidisciplinare che prenda in carico le persone adulte con disabilità, anche per quella nessuna risposta.

Tutto fermo, immobilità totale, mancanza di risposte su tutti i fronti.

Anzi, perfino un peggioramento delle condizioni dei centri diurni per persone adulte con disabilità, che stanno scoppiando per l'affollamento creato dalla inagibilità di uno di essi, il Macondo.

Gli utenti del centro, dichiarato inagibile a seguito del terremoto, sono stati sparsi in altri 3 centri, creando insostenibili situazioni di sovraffollamento, confusione e malessere. Tutto ciò sta causando la perdita di quei traguardi di autonomia e stabilità psico-fisica tanto faticosamente raggiunti dai ragazzi con disabilità, quindi una soluzione va trovata al più presto, entro dicembre.

Non intendiamo più sopportare questo immobilismo, questa mancanza di volontà e/o capacità nell'affrontare con tempestività ed appropriatezza le esigenze di coloro che, sempre più indeboliti dalla mancanza di risposte, si vedono cancellare i propri diritti per una intollerabile superficialità nel coordinare ed organizzare servizi e attività. Siamo ancora in attesa che la direzione chiarisca le sue intenzioni sulle azioni da intraprendere per rispettare le promesse fatte alle famiglie e alle associazioni oltre due mesi fa.

In particolare vorremmo sapere come e quando si risolverà l'incresciosa situazione del sovraffollamento dei centri diurni per gli adulti.

Riteniamo che la responsabilità delle inadeguate o mancate risposte della USL Umbria 2 ricadono in capo alla Regione. Le politiche e i servizi per le persone con disabilità nella nostra regione sono ancora troppo distanti da un modello di Welfare fondato sul rispetto dei diritti fondamentali più che sulla produzione delle prestazioni.

Se in ambito sanitario l'Umbria è spesso considerata un'eccellenza, sicuramente ciò non può dirsi in riferimento al sistema dei servizi e degli interventi per le persone con disabilità, in questo ambito si rilevano gap preoccupanti rispetto ad altre regioni, alcune a noi vicine, come l'Emilia e la Toscana. La conseguenza è che il sistema Umbro e la rete dei servizi territoriale si ostina ad operare sulla base della "gravità del bisogno" e dei corrispondenti "pacchetti di prestazioni", senza una visione di insieme dei diritti e del progetto di vita della persona e l'unica risposta è la prestazione assistenzialistica.

L'assistenzialismo inefficace e costoso diventa ancor più intollerabile nel momento in cui si collega alla negazione di un diritto fondamentale per chiunque, quale quello alla libertà di scelta: in questo l'Umbria, pur spendendo in servizi socio-sanitari e socio-assistenziali più di altre regioni, è una delle poche, se non l'unica, in cui i servizi alle persone con disabilità sono ancora troppo spesso offerti con la formula "prendere o lasciare"…ma i tempi sono cambiati ed è arrivata l'ora che si dia conto della volontà e della capacità di innovare per rendere i diritti concretamente esigibili".

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