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Il sit-in di Perugia. Cronaca di un successo

Pubblicato il 20/06/2012 - Letto 1985 volte
Già qualche minuto prima delle 10.30, Martedì 19 giugno, i rappresentanti della FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e molti associati delle Associazioni aderenti alla Federazione erano davanti al portone di Palazzo Cesaroni (sede del Consiglio Regionale) in Piazza Italia a Perugia. Nonostante il caldo torrido, hanno cominciato a distribuire i volantini ed a piazzare striscioni, bandiere e cartelloni con gli slogan del sit-in. Poi, con l'arrivo delle Associazioni aderenti alla FAND Umbria ONLUS (Federazione tra le Associazioni Nazionali Disabili), alla FADA (Federazione Associazioni Diversamente Abili) e al Forum del Terzo Settore, il gruppo dei manifestanti si è allargato ancora più. L'arrivo della troupe del Telegiornale regionale di RAITRE (TGR) ha permesso ai leader associativi di esprimere con chiarezza le motivazioni del sit-in. Infine, il Presidente del Consiglio Regionale Eros Brega ha accolto una delegazione di manifestanti: la delegazione - rappresentativa di tutte le espressioni associative presenti in piazza - ha esposto le proprie richieste. Brega si è impegnato a promuovere un incontro, nei prossimi 10-15 giorni, con la Presidente della Regione, gli Assessori regionali alle politiche sociali e alla sanità, e tutti i Capigruppi presenti in Consiglio.

Tutti in piazza

Martedì 19 giugno, ore 10.00: i rappresentanti della FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e i primi associati erano già davanti al portone di Palazzo Cesaroni (sede del Consiglio Regionale) in Piazza Italia a Perugia.

E, sotto un caldo torrido, hanno cominciato a distribuire i volantini (leggi qui il volantino) ed a piazzare striscioni, bandiere e cartelloni con gli slogan del sit-in (leggi i cartelloni con gli slogan). Nessuna bandiera di partito, nessuno slogan di partito. Come più volte detto in queste pagine, la mobilitazione è scaturita dalla necessità di un confronto con le istituzioni regionali, ma all'interno di un quadro complessivo che vede l'insorgere di mobilitazioni e confronti istituzionali richiesti dalle Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità in tutta Italia.

Per comprendere come la manifestazione indetta dalla FISH Umbria ONLUS abbia avuto una valenza trasversale all'interno del mondo della disabilità, basta pensare che hanno partecipato all'evento anche le Associazioni appartenenti a diverse federazioni e quelle aderenti al Forum del Terzo Settore: infatti, verso le 11.00, sono arrivate alcune delle Associazioni della FAND Umbria ONLUS (Federazione tra le Associazioni Nazionali Disabili), in particolare dell'ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili); poi, ancora, sono arrivati i rappresentanti della FADA (Federazione Associazioni Diversamente Abili), in particolare l'AFAD di Terni (Associazione Famiglie Disabili) e il Comitato civico SCOET; infine, il nutrito gruppo dei principali rappresentanti del Forum del Terzo Settore ed alcune associazioni aderenti.


L'intervista

Con l'arrivo della troupe del Telegiornale regionale di RAITRE (TGR), gli organizzatori del sit-in - il Presidente della FISH Umbria ONLUS (Marialuisa Meacci) ed i due Vicepresidenti (Andrea Tonucci e Raffaele Goretti) - hanno potuto esplicitate il contenuto degli slogan (necessariamente brevi e netti nella loro funzione di sintesi), nella rivendicazione più strutturata (che sostanzialmente coincide con il comunicato stampa già pubblicato in queste pagine). A questo proposito, è possibile consultare il video del servizio realizzato dal TGR (vai al video).


La convocazione presso la Presidenza del Consiglio Regionale

La rivendicazione strutturata è la medesima che, verso le 11.45, i delegati dei manifestanti (in modo rappresentativo di tutte le realtà presenti: FISH Umbria ONLUS, FAND Umbria ONLUS, FADA e Forum del Terzo Settore) hanno ribadito al Presidente del Consiglio Regionale, Eros Brega, che li ha accolti per ascoltare le loro ragioni (all'udienza "improvvisata" era presente anche il Presidente della Prima Commissione Consiliare permanente «Affari istituzionali e comunitari», Oliver Bruno Dottorini). Le richieste - che sono quelle già riportate dalla FISH Umbria ONLUS nella lettera aperta alla Presidente della Giunta Regionale, agli Assessori e ai Capigruppo dei partiti politici presenti in Consiglio Regionale (leggi qui la lettera) - sono quelle di conoscere:

  • l'entità complessiva della riduzione delle risorse economiche che si ripercuote sulle tipologie di servizi e prestazioni sociali e socio-sanitarie erogate alle persone con disabilità;
  • gli obiettivi di risparmio che la Regione e le Aziende Sanitarie Locali intendono adottare;
  • i criteri con cui verranno effettuate le operazioni di riduzione delle risorse e le ripartizioni all'interno dei vari servizi e prestazioni;
  • gli eventuali criteri, modalità e parametri - preliminarmente definiti - sulla base dei quali viene ridotta la quantità di prestazioni erogate o ne viene modificata la tipologia.

Queste richieste - ormai fin troppo note ai nostri lettori - si intagliano all'interno di un quadro di rivendicazioni altrettanto note:

  • la presa in carico globale delle persone con disabilità (strutturata mediante il Progetto Individuale);
  • la partecipazione alle scelte che riguardano la qualità della vita delle persone con disabilità;
  • la partecipazione alla valutazione dei servizi erogati (attraverso il ripristino di tavoli tematici ad hoc);
  • il ricorso all'Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE) come strumento di equità e non di prelevamento (o meglio ancora di "prelievo", più consono con la prospettiva "lacrime e sangue") di denaro ai cittadini.

È stato ribadito, altresì, che in Umbria il costo che una famiglia con un componente con disabilità deve sostenere è superiore del 93% di quello che spenderebbe una famiglia senza componenti con disabilità. Se la differenza tra i costi tra famiglie con o senza componenti con disabilità è, purtroppo, uno degli aspetti legati all'infausta equazione «disabilità = impoverimento economico», ciò che hanno sottolineato i manifestanti è che, in Umbria lo "spread" (per usare una parola ormai altamente temuta) tra le due tipologie di famiglie è molto più alto di quello medio nazionale: in Umbria si stima un valore del 30% maggiore che nel resto d'Italia.


La proposta del Presidente del Consiglio Regionale

Il Presidente Brega - ascoltate le ragioni dei manifestanti - ha proposto un incontro, nei prossimi 10-15 giorni, con la Presidente della Regione, gli Assessori regionali alle politiche sociali e alla sanità, e tutti i Capigruppi presenti in Consiglio.


Conclusioni

L'affluenza al sit-in, considerato che per una persona con disabilità che ha necessità di essere assistita scendere in piazza rappresenta un notevole disagio, aggravato - come in questo caso - dal caldo torrido, è stata notevole. Ma significativo è anche ciò che le persone con disabilità hanno ottenuto: un incontro con i "big" dell'Umbria, quelli che prendono decisioni che incidono sul futuro/vita di tutti noi.

Le ragioni del successo si possono attribuire senz'altro alla determinazione che le persone con disabilità sanno mostrare in caso di necessità e, parimenti, alla capacità dei rappresentanti delle Associazioni presenti (FISH Umbria ONLUS, FAND Umbria, FADA e Forum del Terzo Settore) nell'aiutare a far comprendere ai propri associati la gravità della situazione: nella quotidianità delle mille difficoltà, pensare al futuro diventa un "lusso", cui molti, purtroppo pensano di dover rinunciare, salvo poi trovarsi in situazioni disperate. 

Il lavoro compiuto da tutte le parti sociali scese in piazza ha ricordato alla Politica (fatta da persone con un nome un cognome [quindi trovare l'indirizzo è facile, N.d.R.]) che il suo compito primario è quello di governare le situazioni in modo da poter garantire un futuro dignitoso, possibilmente sereno, alle persone. E se le persone con disabilità scendono in piazza - con le temperature di questi giorni - la necessità di prendere decisioni a lungo termine, ascoltando e capendo le loro richieste, non è più procrastinabile.

Vai alla pagina dedicata al sit-in del 19 giugno 2012 a Perugia.

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