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Regione Umbria. Ecco come saranno organizzati sanità e servizi nel 2013

Pubblicato il 1/06/2012 - Letto 1931 volte
Nella conferenza stampa di Mercoledì 30 maggio scorso, la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, l'Assessore alla Sanità Franco Tomassoni e il Direttore generale Emilio Duca hanno presentato due provvedimenti di riordino, razionalizzazione e ordinamento del sistema sanitario regionale che vedranno la loro attuazione entro il 2013. «[...] Non è più la stagione di difendere l'esistente, ma di essere con coraggio a disposizione dell'innovazione[...]», così la Presidente Marini commenta i provvedimenti che sono stati pre-adottati Lunedì dalla Giunta regionale. I provvedimenti dovranno essere approvati dalla stessa per la fine di giugno e dovranno giungere, infine, in Consiglio Regionale per l'approvazione definitiva. Nel mentre, massimo spazio verrà dato alla consultazione con le parti sociali. Tra le molte questioni, novità sono previste anche gli accertamenti dell'invalidità civile e dello «stato di handicap».

La riforma del Servizio Sanitario Regionale, presentata Mercoledì 30 maggio dalla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, sarà operativa a partire dal 2013. Per il momento, riportiamo ciò che è stato comunicato ufficialmente sulla base del testo pre-adottato Lunedì 28 maggio dalla Giunta.

Ricordiamo che il testo, poi, dovrà essere approvato dalla Giunta stessa (si ipotizza alla fine di giugno); dopodiché, dovrà essere votato dal Consiglio Regionale per l'approvazione definitiva. È probabile, quindi, che sarà soggetto a cambiamenti.

Per il momento, il testo sarà sottoposto al tavolo tematico "Welfare e sanità" dell'Alleanza per lo sviluppo dell'Umbria. La Giunta Regionale, inoltre, avrà uno specifico incontro per l'illustrazione del contenuto degli atti con tutti i Sindaci dell'Umbria. La fase partecipativa si concluderà, in ogni caso, entro e non oltre il prossimo 10 giugno.

La riforma di razionalizzazione del sistema sanitario regionale, quindi, per come è stata presentata, ha due parole chiave: appropriatezza e  integrazione. Individua, poi, sette aree di intervento:

  1. Governo della spesa: razionalizzazione degli approvvigionamento di beni e servizi. Verranno introdotti i princìpi per determinare il finanziamento del sistema sanitario: si terrà contro di concetti quali il «fabbisogno standard» ed il «costo standard regionale», allo scopo di garantire il superamento delle criticità dell'attuale sistema di determinazione del finanziamento delle ASL. Queste ultime verranno ridotte dalle quattro attuali a due (il testo della riforma, per il momento, non specifica dove sarà ubicata la seconda ASL, ossia se a Foligno, a Terni, o altrove).
  2. Riorganizzazione della rete emergenza-urgenza.
  3. Riorganizzazione delle chirurgie di alta specialità e delle strutture di chirurgia generale.
  4. Punti nascita: è prevista una riduzione di almeno due punti nascita.
  5. Convenzione Università: una riduzione di circa il 50% degli attuali dipartimenti.
  6. Liste d'attesa: un progetto di abbattimento dei tempi di attesa per portarli entro i 180 giorni.
  7. Riordino servizi e medicina del territorio.

Il punto che, probabilmente, riguarda un po' più da vicino le persone con disabilità è l'ultimo, il riordino servizi e medicina del territorio.

In primo luogo, verrà valorizzata la prevenzione: con una rete territoriale più forte, con il potenziamento della residenzialità e domiciliarità, con l'accorpamento di più ospedali in un unico presidio, con il potenziamento del sistema di emergenza-urgenza e, infine, con il coinvolgimento dell'associazionismo.

In secondo luogo, per quanto riguarda l'assistenza fornita dai Distretti Socio-sanitari, i 12 attualmente presenti resteranno, mentre i 36 Centri di Salute saranno trasformati in «Case della salute», per dare una maggiore continuità all'assistenza sul territorio, attraverso anche un accordo regionale con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta (impegnati anche sulla prevenzione). Le Case della Salute saranno viste come un'evoluzione dei Centri di Salute, come una loro ulteriore strutturazione sia logistica che funzionale, per garantire ai cittadini sportelli unici di accesso ai servizi sanitari e a quelli sociali e organizzare la risposta nelle forme più appropriate, grazie alla compresenza di diverse professionalità, tecnico amministrative, infermieristiche, della riabilitazione e dell'intervento sociale, della medicina di base e della specialistica ambulatoriale.

Altro aspetto importate riguarda gli accertamenti dell'invalidità civile e dello stato di handicap: saranno accorpate in un'unica Commissione, utilizzando la fase di rinnovo delle Commissioni sin qui attivate, superando l'obbligo per la persona di effettuare due accertamenti distinti, anche in presenza di patologie neoplastiche per le quali già la norma prevede unicità di accertamento.

Questa, quindi, una sintesi estratta dai comunicati ufficiali pubblicati nel sito web della Regione Umbria e dai mass media locali. Ovviamente il tema sarà oggetto di ulteriori e necessari approfondimenti.

Per il momento, rimandiamo alla lettura di questo documento di sintesi pubblicato nel sito web della regione.

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