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Princìpi, strategie e strumenti per la piena inclusione delle persone con disabilità

11 dicembre 2008, Sala Convegni del Ce.S.Vol. di Terni. Il Centro per l'Autonomia Umbro, nodo della rete dei Centri EmpowerNet della FISH, e il Ce.S.Vol. di Terni hanno celebrato il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con l'organizzazione di una giornata dedicata all'approfondimento, il confronto e l'elaborazione di proposte per la piena inclusione delle persone con disabilità. Tale iniziativa si è collocata all'interno di un percorso iniziato nel 2005, con la sperimentazione di Agenda 22.

La partecipazione alla giornata da parte di rappresentanti delle Amministrazioni e del movimento associativo a livello locale, regionale e nazionale ha rappresentato un'importante occasione per rafforzare quel dialogo sociale che è alla base di una partecipazione consapevole, e non solo formale, nelle scelte che ci riguardano: «Nulla su di noi senza di noi».

La prospettiva adottata è quella fondata sui Diritti Umani che, partendo dall'analisi dei fenomeni, porta ad una definizione condivisa delle scelte e all'assunzione delle decisioni conseguenti nelle politiche, nei servizi ed negli interventi per le persone con disabilità.

«Per diritti umani si intendono quei bisogni essenziali della persona, che devono essere soddisfatti perché la persona possa realizzarsi dignitosamente nella integralità delle sue componenti materiali e spirituali. In ragione della loro essenzialità, la legge riconosce questi bisogni come diritti fondamentali e fa obbligo sia alle pubbliche istituzioni - a cominciare da quelle dello stato - sia agli stessi titolari dei diritti di rispettarli. [...] In altri termini, i diritti umani attengono al patrimonio genetico della persona, di ogni persona, non ne sono un accessorio che oggi c'è e domani può non esserci». (tratto da «abcdirittiumani» a cura del Prof. Antonio Papisca - Università di Padova).


Gli interventi

Giampiero Griffo (esecutivo mondiale DPI) con il primo intervento della mattinata ha affrontato il tema dei diritti umani delle persone con disabilità alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. L'importanza di questo documento è avvalorata ancora di più dall'approvazione, lo scorso 28 novembre, del Disegno di Legge del Governo italiano per la ratifica della Convenzione stessa: al termine dei lavori parlamentari di approvazione di tale DdL, in Italia sarà presente un ulteriore strumento di efficacia giuridica per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità.

Dopo questo quadro introduttivo, Luisella Bosisio Fazzi (Presidente CND) e Salvatore Nocera (Vice-presidente FISH) hanno dimostrato come sia possibile declinare la Convenzione (con i suoi princìpi fondamentali e il suo imprescindibile valore culturale) in azioni concrete con il fine di realizzare un'efficace programmazione di politiche ed interventi per superare ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e di garantire pari dignità ed opportunità. I princìpi, i valori e le azioni per la programmazione di politiche ed interventi per la disabilità sono frutto di riflessioni che nascono e trovano il loro "nutrimento" nel percorso che, già da tre anni, si sta portando avanti nella città di Terni con il «Progetto Agenda 22».


La Tavola rotonda

Al termine di questa prima parte seminariale, la Tavola rotonda ha affrontato il tema di come una società «ragionevolmente giusta» debba trovare nei diritti umani il punto di partenza per la realizzazione di politiche, servizi ed interventi.


Advocacy e partecipazione

Nel pomeriggio, con l'intervento di Raffaele Goretti (Presidente della FISH Umbria ONLUS) è stato affrontato il tema del ruolo conferito alle associazioni delle persone con disabilità per consentire azioni di advocacy per tutelare i diritti umani. Azioni di advocacy, ha affermato Giovanni Devastato (Promotore sociale dell'Ambito Territoriale n. 10 della regione Umbria), possono essere efficacemente garantite solo in una prospettiva di una sussidiarietà orizzontale che dia sostanza ad un modello di democrazia deliberativa capace di creare legami forti tra le componenti valoriali, politiche, normative e fattuali, affinché agiscano e retro-agiscano reciprocamente con una forte valenza «assio-pratica», ossia teoria e pratica dei valori, affinché la promozione dei diritti produca azioni concrete. L'esperienza del Progetto Agenda 22 a Terni - ha concluso Daniela Bucci (Direttore di Nuovo Welfare) - dimostra come dare sostanza alla partecipazione attiva dei cittadini, a partire dalla definizione delle scelte che caratterizzano lo sviluppo inclusivo di una società in cui la sussidiarietà rappresenta sempre di più un valore irrinunciabile.


I workshop

Nel rispetto di una logica «assio-pratica», dunque, il convegno ha proseguito con tre workshop:

  1. nel primo, è stata effettuata una disamina degli esiti e degli insegnamenti della fase sperimentale di Agenda 22 a Terni per passare poi ad un'analisi delle azioni da intraprendere e degli strumenti da utilizzare per l'applicazione del modello Agenda 22 a livello regionale (leggi il resoconto - file in PDF);
  2. nel secondo si è affrontato il tema dell'esigibilità del diritto della persona con disabilità alla partecipazione nella definizione del proprio Progetto Individuale in una presa in carico globale da parte dei servizi alla persona che parta dai diritti e dai bisogni della persona stessa (leggi il resoconto - file in PDF);
  3. nel terzo, infine, l'approccio fondato sui diritti umani delle persone con disabilità è stato riferito ai temi della mobilità e dell'accessibilità. Troppo spesso, infatti, mezzi di trasporto pubblici e privati e l'accesso a servizi ledono i diritti umani delle persone con disabilità, a causa di inaccessibilità o di difficoltà nella fruizione, impedendo loro di partecipare a quei contesti di vita che, se fruiti appieno, rappresentano la misura della riduzione della discriminazione fondata sulla disabilità (leggi il resoconto - file in PDF).
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