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Il «Decreto Semplifica Italia»: cosa cambia e quali sono i vantaggi per le persone con disabilità

Pubblicato il 22/02/2012 - Letto 8175 volte
Il 9 febbraio 2012 è stato ufficialmente pubblicato il Decreto Legge n. 5/2012, comunemente definito "Decreto Semplifica Italia". Nel Decreto Legge vi è una norma specificatamente dedicata alla semplificazione della documentazione per poter accedere alle agevolazioni e al «contrassegno invalidi» per le persone con disabilità. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi ha dato formale comunicazione alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) dell'avvenuta pubblicazione e ha ribadito che il Decreto è frutto anche della collaborazione della Federazione con il suo Ministero. È chiaro che l'intento di semplificare la materia è più che lodevole (e necessario), anche se le contraddizioni del sistema sono dovute alla stratificazione normativa - molto spesso incoerente - che è avvenuta nel corso degli anni. Senza una revisione alla radice del sistema di legiferare a riguardo, si teme che qualsiasi tentativo di semplificare le procedure sia solo un'eterna rincorsa verso una maggiore efficienza, con scarsi risultati concreti. Proponiamo un'analisi delle semplificazioni proposte dal Decreto.

Il 27 gennaio scorso abbiamo dato la notizia che il Governo stava presentando alle Camere il Decreto Legge sulle semplificazioni, ossia sui provvedimenti che hanno lo scopo di annullare o ridurre ciò che appesantisce e rallenta la Pubblica Amministrazione. In quella occasione, abbiamo fornito una sintetica descrizione della norma che interessa le persone con disabilità e un breve commento rispetto alle possibili conseguenze (leggi qui la news). Ora ci proponiamo di fare un'analisi più puntuale.

Il Decreto Legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2012 e, seppur in attesa di conversione in Legge da parte del Parlamento (il tempo massimo per la conversione è il 9 aprile), è attualmente in vigore. Il Decreto, occupandosi di semplificazione, ha preso il nome - con un gergo ormai proprio del Governo di Mario Monti - di «Decreto Semplifica Italia».

Per ciò che interessa le persone con disabilità, è necessario soffermarci sull'articolo 4: «Semplificazioni in materia  di  documentazione  per  le  persone  con disabilità e partecipazione ai giochi paralimpici».

Nella sostanza, il Governo - in base alle varie sollecitazioni (tra cui anche quelle della FISH) - ha introdotto alcuni correttivi "pratici" alle vistose lacune che presentano i verbali di accertamento delle Commissioni Mediche: infatti, la stratificazione disorganica di norme in materia di agevolazioni, nel corso del tempo, ha reso tali verbali non sempre perfettamente adeguati alle necessità della macchina burocratica. I verbali, infatti, sono nati per accertare solamente lo stato di salute e, solo successivamente, sono diventati potenziali "nullaosta" per ottenere le più svariate agevolazioni: per questo motivo, non sempre - e non in modo uniforme in tutta Italia - hanno tutti i requisiti previsti dalle varie leggi per poter ottenere le agevolazioni. Ed essendo privi delle necessarie indicazioni, i verbali comportano un disagio per la persona con disabilità, che è costretta a compiere un secondo "passaggio" in Commissione o a chiedere ulteriori specifiche.

Si pensi, a titolo d'esempio, a quante persone con disabilità motoria senza patente (o i loro familiari) hanno difficoltà ad ottenere le agevolazioni previste dal settore auto (esenzione dal bollo, esenzione dalla tassa di trascrizione, ecc.) perché nel verbale dello stato di handicap (Legge n. 104/1992) - che va presentato all'ACI (Automobile Club d'Italia) - non è molto chiaro se, oltre alla «condizione di gravità» (articolo 3, comma 3, della Legge n. 104/1992), sono presenti solo generiche «difficoltà motorie» oppure specifiche «difficoltà alla deambulazione».


Le modifiche del Decreto Legge

Le diciture per il «contrassegno invalidi» e le agevolazioni sugli autoveicoli
Procedendo con l'analisi del Decreto Legge, il primo comma dell'articolo 4 del Decreto Legge disciplina la formulazione delle diciture essenziali per poter richiedere il «contrassegno invalidi» e le agevolazioni fiscali relative al settore degli autoveicoli.

Per ottenere il «contrassegno invalidi» è necessario che nel verbale venga riportato che la persona ha una «deambulazione sensibilmente ridotta» (ai sensi dell'articolo 381 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 16 dicembre 1992, Regolamento del Codice della Strada). Poiché, ad oggi, questo non viene quasi mai riportato, la persona, al momento di richiedere il «contrassegno invalidi», è costretta ad effettuare un'ulteriore visita medica che accerti la "sensibile" riduzione della sua deambulazione.

Il Decreto Legge semplifica questo punto, poiché prevede: «[…] I verbali delle commissioni mediche integrate […] riportano anche l'esistenza dei requisiti sanitari necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno invalidi […]» (articolo 4, comma 1, Decreto Legge n. 5/2012).

Allo stesso modo, il Decreto prevede che nei medesimi verbali vengano indicati tutti i requisiti necessari per poter accedere alle altre agevolazioni previste per il settore auto: IVA al 4% al momento dell'acquisto del veicolo, detrazione IRPEF del 19% del costo, esenzione dal bollo e dalla tassa di trascrizione al Pubblico registro automobilistico in occasione della registrazione dei passaggi di proprietà.

Conformità all'originale e validità del verbale
Il comma 2 dell'articolo 4 del Decreto Legge prevede una misura antielusiva: quando una persona con disabilità (o un familiare) presenta il verbale (di invalidità civile o dello «stato di handicap») per accedere ai benefici o alle agevolazioni, dovrà dichiarare che il verbale è conforme all'originale e, soprattutto, che non è stato revocato, sospeso o modificato.

Ulteriori semplificazioni future
Il terzo comma dell'articolo 4 del Decreto Legge prevede una delega al Governo per emanare successivi regolamenti atti a:

  • «[…] individuare gli ulteriori benefici per l'accesso ai quali i verbali delle commissioni mediche integrate […] attestano l'esistenza dei requisiti sanitari […]» (articolo 4, comma 3, Decreto Legge n. 5/2012);
  • «[…] le modalità per l'aggiornamento delle procedure informatiche e per lo scambio dei dati per via telematica […]» (articolo 4, comma 3, Decreto Legge n. 5/2012).

Il quarto comma, poi, precisa la procedura di emanazione e approvazione di tali regolamenti (si tratta di regolamenti frutto di decreti interministeriali su cui viene richiesto anche il parere della Conferenza Stato-Regioni), ma non precisa in alcun modo un termine temporale entro il quale, periodicamente, il Governo o chi per lui dovrà provvedere a compiere tale procedura di aggiornamento rispetto alla congruenza dei verbali ai requisiti previsti per ottenere i benefici.

I Giochi Paralimpici di Londra
L'ultimo comma dell'articolo 4 del Decreto Legge affronta un tema completamente differente da quello precedentemente trattato: i Giochi Paralimpici di Londra (dal 29 agosto al 9 settembre 2012). Il Governo autorizza: «[…] in favore del Comitato Italiano Paralimpico la spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2012. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione […] relativa al Fondo per interventi urgenti ed indifferibili […]».


Un commento al Decreto Legge

Come detto, l'articolo 4 prevede solo alcune modifiche e rimanda a successivi regolamenti eventuali integrazioni. Ovviamente non basta a mettere ordine alla materia che porta con sé una stratificazione disordinata e non organica di norme risalenti a periodi storici in cui, di volta in volta, l'atteggiamento politico e culturale nei confronti della disabilità era profondamente diverso. Questo ha dato adito a diciture insensate, controlli burocratici vessatori, abusi e privilegi, valutazioni di impatto sul benessere acquisito totalmente assenti.

È ovvio che tutto ciò non può essere risolto con un unico Decreto, ma speriamo che - come, fra l'altro, afferma il Ministro Patroni Griffi - sia solo l'inizio di una revisione dell'intero meccanismo di welfare per le persone con disabilità e la possibilità di far valere i loro diritti.

Rispetto al nuovo "compito fiscale" che le Commissioni Mediche devono assumersi rimangono le perplessità espresse nell'articolo del 27 gennaio scorso. In questo approfondimento, invece, rimandiamo ad un'accurata analisi di Carlo Giacobini (direttore di Handylex.org) sulle questioni ancora irrisolte che gravano e intralciano la vita delle persone con disabilità: leggi qui l'articolo di Giacobini.

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