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Inclusione scolastica: dal Programma d'Azione alla tutela antidiscriminatoria

Pubblicato il 17/01/2014 - Letto 1928 volte
Questo focus prende spunto da un recente articolo di riflessione dell'Avv. Gaetano De Luca (Servizio legale LEDHA - Lega per i diritti delle persone con disabilità), recentemente pubblicato su Ledha.it, sull'utilizzo della tutela antidiscriminatoria come uno degli strumenti giuridici per consolidare il principio dell'inclusione scolastica. Questo principio, come ci ricorda l'Avv. Salvatore Nocera in un recente articolo pubblicato su Superando.it, costituisce parte integrante della quinta linea di intervento del Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità, recentemente divenuto legge dello Stato.

L'approccio antidiscriminatorio e la tutela dell'inclusione scolastica

«Le recenti ordinanze dei Tribunali che hanno riconosciuto una condotta discriminatoria nell'inadeguata e insufficiente assegnazione di ore di sostegno hanno stimolato un interessante dibattito e sollevato delle perplessità sul rischio di compromettere e pregiudicare i principi dell'inclusione scolastica».

Così si legge nell'articolo «La tutela antidiscriminatoria rafforza l'inclusione a scuola» [link a sito esterno] dell'Avv. Gaetano De Luca (Servizio legale LEDHA - Lega per i diritti delle persone con disabilità) che cerca di far luce sulle potenzialità dell'approccio antidiscriminatorio messo in atto dai Tribunali ordinari, che, al contrario, da alcuni, sta venendo messo in discussione perché, secondo loro, minaccerebbe l'inclusione scolastica.

Senza entrare nel merito della diatriba, riportiamo i punti salienti del contributo dell'Avv. De Luca che cerca di spiegare come, al contrario, l'approccio antidiscriminatorio sia uno strumento in più per garantire l'inclusione scolastica.

Nell'articolo sopra citato, l'Avv. De Luca espone alcune attente riflessioni per ragionare sull'approccio antidiscriminatorio, nuovo approccio giuridico-culturale con cui vengono e verranno trattati i temi legati alla disabilità. L'approccio antidiscriminatorio, precisa l'Avv. De Luca, rappresenta una delle esplicitazioni concrete di quanto espresso nella Convenzione ONU sulla condizione delle persone con disabilità nella tutela del diritto allo studio per le persone con disabilità.

In particolare per quanto riguarda la tematica dell'inclusione scolastica, secondo l'Avv. De Luca, il ricorso all'approccio della tutela antidiscriminatoria, anche ai sensi della Legge n. 67 del 1 marzo 2006 [file a link esterno], è fondamentale poiché pone l'accento sull'effetto discriminatorio dell'inadeguata assegnazione di ore di sostegno scolastico agli studenti con disabilità (mentre il ricorso al TAR si focalizza sulla lesione di specifiche normative, traendo la propria forza dal concetto di violazione della norma, ma non sull'effetto discriminatorio che tale violazione comporta ai danni degli alunni con disabilità).

La tutela antidiscriminatoria e il sostegno scolastico
Il ricorso antidiscriminatorio diventa fondamentale in ambito del sostegno scolastico perché, precisa l'Avv. De Luca, può dare concreta attuazione al principio introdotto dalla Convenzione ONU secondo il quale costituisce discriminazione anche la mancata predisposizione di un accomodamento ragionevole.

La condizione di esclusione, emarginazione, non partecipazione, limitazione nell'esercizio dei propri diritti, infatti, può essere contrastata e superata attraverso la predisposizione di un accomodamento ragionevole.

Ciò che l'Avv. De Luca intende sottolineare evidenziando i pregi dell'approccio alla tutela antidiscriminatoria, quindi, è che questo ha proprio lo scopo di garantire, anche in ambito scolastico, la presenza di tale accomodamento ragionevole.

In particolare, nel caso degli studenti con disabilità - spiega l'Avv. De Luca - è proprio l'insegnante di sostegno a costituire il principale accomodamento ragionevole volto ad eliminare le barriere del contesto sociale, ambientale, culturale e relazionale e, quindi, la condizione di svantaggio nella quale può trovarsi lo studente con disabilità.

L'accomodamento ragionevole: la figura dell'insegnante di sostegno
Vediamo ora la riflessione che l'Avv. De Luca compie sulla figura dell'insegnante di sostegno.

Questo professionista, precisa l'Avv. De Luca, non è l'insegnante personale dell'alunno a cui è stato attribuito, ma anzi è un insegnante ed una risorsa importante per tutta la classe, oltreché per i docenti curricolari, poiché diventa lo "strumento" vero e proprio che facilita la realizzazione del processo di inclusione scolastica dello studente con disabilità.

Come si sa, la funzione fondamentale dell'insegnante di sostegno specializzato è quella di essere lo strumento di supporto necessario all'alunno per poter essere davvero incluso nel contesto scolastico; in questo senso e con questo ruolo, l'insegnante di sostegno stesso diviene quell'accomodamento ragionevole che facilita il processo di inclusione scolastica.

Partendo da questa considerazione, conclude l'Avv. De Luca, la tutela antidiscriminatoria diviene lo strumento giuridico che consente di tutelare e garantire un reale ed effettivo processo di inclusione e di partecipazione per lo studente con disabilità.


L'inclusione scolastica: la quinta linea d'intervento del Programma d'Azione

Ci sembra giusto ricordare che il principio dell'inclusione scolastica costituisce parte integrante della quinta linea d'intervento del Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità dedicata all'istruzione.

A questo proposito si segnala la lettura dell'articolo dell'Avv. Salvatore Nocera (Vice presidente della FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) «Il Programma d'Azione e la scuola» [file a link esterno] dove viene messa in rilievo l'importanza delle indicazioni rilevate in questa linea di intervento, anche a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente della Repubblica n. del 4 ottobre 2013 [vedi nostra news del 12 gennaio 2014].

L'Avv. Nocera sottolinea che, tra tutte le linee di intervento presenti nel Programma d'Azione, la tutela dell'inclusione scolastica è quella che risulterà maggiormente tutelata, visto che la materia è già giurisprudenza costante della Corte Costituzionale. In questo senso, dunque, l'adozione del Programma d'Azione Biennale arricchisce la gamma degli strumenti fondamentali a cui le famiglie e le associazioni potranno appellarsi per far valere il diritto all'inclusione scolastica degli studenti con disabilità.


La "provocazione" tra i banchi di scuola per concludere

Grazie all'adozione del Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità dedicata all'istruzione - che, come sopra ricordato, è diventato legge - e grazie alle potenzialità dell'approccio antidiscriminatorio si auspica che la situazione delle scuole italiane venga presto migliorata, nell'ottica del principio fondamentale e imprescindibile dell'inclusione scolastica.

Nell'attesa, però, ci uniamo a Toni Nocchetti, giornalista de Il Fatto Quotidiano, che invita provocatoriamente i parlamentari italiani a sedersi tra i banchi delle scuole italiane per scoprire, tra le altre cose, che le classi che accolgono due alunni con disabilità sono spesso formate da più di venti alunni, a differenza da quanto viene previsto dalle linee ministeriali… (tratto dall'articolo «Disabilità, cari onorevoli perché non passate un giorno tra i banchi?», pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 15 gennaio 2014).

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