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Regione. Dal PD proposta di estensione dell'assegno di cura non solo alla SLA

Pubblicato il 14/05/2012 - Letto 1880 volte
Riportiamo il recente appello di due Consiglieri regionali del Partito Democratico, Fausto Galanello e Renato Locchi, in merito alla proposta di estendere previsto dalla Delibera regionale n. 909/2011 anche a persone con patologie neuro-degenerative o neurologiche con esiti affini a quelli della SLA (Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson, ictus cerebrale, ecc.).

In questi giorni, i Consiglieri regionali del Partito Democratico (PD), Fausto Galanello e Renato Locchi, hanno presentato una mozione da discutere in Giunta con il fine di «[…] quantificare il numero di persone affette da patologie che abbiano un decorso affine alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e che si trovano in uno stadio avanzato della malattia e abbiano bisogno di misure di aiuto o dell'assegno di sollievo [si riferiscono all'assegno di cura di cui abbiamo detto in questa news], per loro e le loro famiglie per favorirne la permanenza a domicilio […]».

I Consiglieri, in particolare, fanno riferimento all'ipotesi di estendere - qualora ci siano le condizioni economiche - l'erogazione dell'assegno di cura previsto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 909 del 29 luglio 2011 (leggi qui il testo) anche a coloro che hanno patologie e assimilabili alla SLA. Ricordiamo che la citata iniziativa legislativa - che consiste nell'erogazione dell'assegno di cura alle famiglie delle persone con la SLA per garantire loro una copertura assistenziale maggiore di quella che viene attualmente erogata dalle Istituzioni - è frutto di un lungo lavoro di "pressing" portato avanti da tempo dalla Consigliera regionale Sandra Monacelli (Unione di Centro) che ha culminato, lo scorso luglio, con la manifestazione delle persone con la SLA e delle davanti a Palazzo Cesaroni a Perugia (sede del Consiglio Regionale) e di cui il nostro sito ha ampiamente riferito (accedi qui alla news e qui al video). A seguito della manifestazione, la Giunta Regionale ha deliberato la DGR n. 909/2011.

I due esponenti del PD locale ritengono che al centro del sistema sanitario non debbano esserci «[…] né gli apparati, né le patologie, bensì la persona con le proprie sensibilità e necessità, garantendo il diritto alla salute costituzionalmente riconosciuto anche ai malati di altre patologie invalidanti […]».
 
Ma non solo. Galanello e Locchi spiegano che «[…] la situazione correlata alle altre patologie con decorso affine alla SLA è fenomeno noto in Umbria e registra una incidenza tale da essere in parte presa in considerazione nel Piano Sanitario Regionale 2009-2011 [leggi qui il piano], dove risulta che vi è tutta una serie di patologie neurologiche che richiedono l'intervento di alta specializzazione come per l'ictus, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, le poli-neuropatie, le neoplasie, le infezioni del sistema nervoso centrale, le malattie degenerative come la SLA e le miopatie, e così via […]».

Sul piano dei dati, dal Piano Sanitario Regionale risulta che l'ictus cerebrale, la principale causa di invalidità nel mondo occidentale, è la più frequente patologia trattata in riabilitazione neurologica ed, in Umbria, addirittura sono prevedibili circa 2.200 nuovi casi all'anno. Il 25-50% di essi presenteranno una condizione di salute che necessiterà di riabilitazione intensiva ed estensiva, nonché di assistenza (soprattutto nel primo anno dopo l'ictus).

I Consiglieri, poi, offrono cifre rispetto ad altre patologie, in particolare alla Sclerosi Multipla (SM), la quale, in Umbria, ha una prevalenza di circa 600 casi (probabilmente sottostimata nelle persone con disabilità minimale o assente): è universalmente riconosciuto - affermano - «[…] che questa tipologia di disabilità necessita di un costante monitoraggio, di un intervento riabilitativo e tutta la rete riabilitativa deve contribuire a tale supporto, al pari della SLA […]».

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