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Dal 2015, sono regolari i pagamenti in Umbria dell'indennizzo della Legge n. 210/1992?

Pubblicato il 10/03/2015 - Letto 675 volte
Essendo portatore di Epatite B, usufruisco della Legge n. 210/1992. Dovendomi trasferire in Umbria, vorrei sapere se i pagamenti bimestrali sono regolari come a Roma. Grazie
Amedeo, 60 anni

Risposta

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che la materia dell'indennizzo è stata recentemente modificata dall'articolo 1, comma 186, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015) che così dispone:

«Agli oneri finanziari derivati dalla corresponsione degli indennizzi di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, erogati dalle regioni […] ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, […], si provvede mediante l'attribuzione alle medesime regioni e province autonome di un contributo di 100 milioni di euro per l'anno 2015, di 200 milioni di euro per l'anno 2016, di 289 milioni di euro per l'anno 2017 e di 146 milioni di euro per l'anno 2018. Tale contributo è ripartito tra le regioni […] interessate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, da adottare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in proporzione al fabbisogno derivante dal numero degli indennizzi corrisposti dalle regioni e dalle province autonome, come comunicati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome entro il 31 gennaio 2015, previo riscontro del Ministero della salute».

Con tale norma, quindi, sono stati stanziati dei fondi, da trasferire alle Regioni, per:

  • rimborsare gli importi dagli stessi anticipati per pagare alle persone beneficiarie (dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014 e gli arretrati della rivalutazione integrativa fino al 31 dicembre 2011);
  • finanziare i ratei futuri.

Lo stanziamento complessivo è pari a 735 milioni di Euro, dei quali:

  • 100 milioni di euro per l'anno 2015;
  • 200 milioni di euro per l'anno 2016;
  • 289 milioni di euro per l'anno 2017;
  • 146 milioni di euro per l'anno 2018.

Dalla lettura dell'articolo si evince che, entro il 1° marzo 2015 - ossia al sessantesimo giorno dalla di entrata in vigore della norma (1° gennaio 2015) -, il Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute e sentita la Conferenza Stato-Regioni, avrebbe dovuto ripartire con decreto i fondi, «in proporzione al fabbisogno derivante dal numero degli indennizzi corrisposti» da ciascun singolo ente.

Ad oggi, non ci sono notizie aggiornate rispetto alle modalità di riparto del finanziamento sulla base dell'effettivo fabbisogno.


Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Servizio di Contact Center del Centro per l'Autonomia Umbro

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