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Precedenza nelle code alle Poste

Pubblicato il 15/09/2011 - Letto 3943 volte
Buona sera, a mio marito portatore di handicap, con grave invalidità al 100%, l'altra mattina all'ufficio postale di Ladispoli (Rm) e dagli stessi impiegati (vice direttore compreso), è stata impedita la precedenza rispetto agli altri utenti, in quanto, a loro dire, non riconoscono nessuna precedenza ai disabili, costringendolo pertanto a fare la fila. Eravamo muniti di certificazione della ASL nel caso fosse stata richiesta. Vorrei sapere se ciò è legale. Grazie e cordiali saluti.

Suggerimenti

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che ciò che viene comunemente ritenuto un diritto, ossia quello che prevede la possibilità di accesso diretto agli sportelli da parte delle persone con disabilità, è oggetto di molte discussioni. Questo perché, nel senso comune, viene attribuita alla persone con disabilità un'oggettiva difficoltà in più rispetto agli altri nel sostare in coda in un ufficio (pubblico o privato).

Ciò può essere vero in certe circostanze (difficoltà di deambulare o mantenersi in posizione eretta per molto tempo in mancanza di sedie, ecc.), ma non lo è in altre (una persona paraplegica che usa la carrozzina non fa una particolare fatica nell'attendere il proprio turno); purtroppo, in molti casi, il criterio si limita ad agevolare alcune categorie di persone (quelli che hanno il 100%, oppure quelli che hanno l'indennità di accompagnamento), a discapito di altri: una persona che ha una deambulazione difficoltosa - dovuta ad una specifica condizione di salute o all'età, potrebbe non avere il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (le limitazioni delle linee guida dell'INPS sono note e ne abbiamo parlato molte volte nel nostro sito), mentre ad una persona che non può camminare, al contrario, viene riconosciuta; tuttavia, chi risente maggiormente della difficoltà di sostare in coda è la prima persona e non la seconda (eccezion fatta per particolari condizioni di salute che vanno ad aggiungersi a questo). Alle persone con disabilità e alle persone anziane si aggiungono anche le donne in gravidanza che - come le prime - possono avere difficoltà nello spostarsi, così come le persone in evidente sovrappeso, ecc. Alcune di queste condizioni sono visibili, altre no.

Da quanto detto dovrebbe essere chiaro che dare la precedenza in una fila diventa un fatto di buon senso, di sensibilità, ma anche di attenzione a probabili complicazioni magari non visibili. Difficilmente si può indire per legge una norma che possa contemplare la precedenza in tutti questi casi, visto che, probabilmente, in una giornata qualsiasi in un ufficio postale, tutti avrebbero diritto alla precedenza per un motivo o per l'altro.

Infatti, l'unica disposizione a riguardo risale al 1996 (DPCM del 30 gennaio 1996, inerente la Carta della qualità del servizio pubblico postale), che, all'articolo 2, comma 1, recita: «l'Ente Poste Italiane (EPI) promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli».

Al di là del fatto che la norma risale a prima della privatizzazione dell'Ente Poste Italiane in Poste Italiane SpA (e questo complica un po' le cose, perché nell'attuale carta dei servizi non vi è alcun accenno a questo aspetto), il termine "promuove" lascia intendere che sia un azione che si sviluppa nel tempo senza precise indicazioni delle modalità, né dei tempi. Potrebbe esser un'azione di sensibilizzazione promossa dal Direttore dell'Ufficio, di cui però non viene esplicitata alcuna disposizione specifica, proprio per le effettive difficoltà di cui sopra.

A riguardo, quindi, esistono solo interpretazioni, ma non precisi codici di comportamento.

In ogni caso, il cliente insoddisfatto ha la possibilità di rivolgere un reclamo a Poste Italiane presso gli stessi uffici postali, oppure chiamando il numero telefonico gratuito 160, o ancora scrivendo a una casella postale dedicata, accedendo al sito Internet di Poste Italiane.


Per ogni altra informazione, può contattarci telefonicamente al numero 0744 27.46.59. Le ricordiamo che il Servizio di Contact Center è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.00.

Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Anna Vecchiarini e Pierangelo Cenci
(Assistenti Sociali del Centro per l'Autonomia Umbro)

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