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L'Umbria e l'assegno di cura

Pubblicato il 20/11/2009 - Letto 2025 volte
L'assegno di cura è uno strumento in uso in molte regioni italiane, il suo scopo è supportare le famiglie che ospitano disabili o anziani non autosufficienti. L'assistenza di un proprio congiunto comporta oneri e sacrifici che molti di noi affrontano con amore e dedizione spesso lasciando il posto di lavoro o rinunciando al tempo da dedicare a se stessi. Lombardia, Veneto, Liguria, Trentino, Sardegna e Sicilia, ma l'elenco può continuare, offrono alle famiglie con disabili cifre che variano dai 300 ai 1800 al mese. Uno degli obbiettivi prevalenti di queste elargizioni è quello di evitare il ricorso a residenze, istituti o più semplicemente ospizi, ove altrimenti famiglie sempre più in difficoltà economiche o comunque a basso reddito sarebbero costrette a relegare i propri cari. Nelle strutture pubbliche o private i costi per l'assistenza sono altissimi e variano da un minimo di 1500 fino a 10000 euro al mese. Con le stesse cifre si possono supportare molte più famiglie con persone non autosufficienti evitando il terribile e deleterio sradicamento dai propri contesti di vita. La Regione Umbria ha abrogato la legge n. 24 del 2004 "Assegno di cura per l'assistenza a domicilio di anziani gravemente non autosufficienti" eliminando la possibilità per migliaia di famiglie umbre di accedere direttamente alle somme stanziate nel fondo per la non autosufficienza. Questa scelta obbliga di fatto a ricorrere alle residenze o ad affrontare ulteriori privazioni e sacrifici. Con la legge regionale n. 9 del 2008 "istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza e modalità di accesso alle prestazioni" legge peraltro giunta con notevole ritardo in rapporto alle altre regioni, non si fanno riferimenti all'assegno di cura ma paradossalmente si sottolinea l'importanza di mantenere l'anziano malato o il disabile nel proprio contesto familiare. Dei 34 milioni stanziati nel 2008 dalla legge regionale n. 9 i cittadini umbri al momento non hanno usufruito di un centesimo ne si sono osservati incrementi nei già esigui servizi offerti. Sia la legge regionale sopra citata(con tutto il suo carico di nuova burocrazia ed adempimenti),sia la legge regionale n. 28 del 2007 che prevede la possibilità di ottenere un contributo mensile per coprire gli oneri contributivi e previdenziali delle badanti, al momento sono lettera morta. Anche la regione Toscana e la regione Marche fino ad ora non prevedono l'assegno di cura come forma di aiuto dei disabili e dei loro congiunti. La Regione Marche in prossimità delle elezioni regionali sta approntando una sperimentazione che prevede l'erogazione di un assegno di 200 euro al mese,cifra risibile che non apporterà alcun vantaggio apprezzabile. Per delle amministrazioni regionali che della tutela dei più deboli fanno motivo di vanto e orgoglio tutto ciò e semplicemente vergognoso!! Vergogna!! per le scelte politiche e per le immonde lungaggini.

Suggerimenti

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei posto, La informiamo che, con DGR n. 174 dell'8 febbraio 2006, è stata prevista la sospensione della presentazione delle domande per l'assegno di cura per le persone anziane non autosufficienti (di cui Legge Regionale n. 24 del 22 novembre 2004, così come attuata dal DGR n. 376 del 2 marzo 2005).

Con successiva DGR n. 984 del 18 giugno 2007 si è stabilito che:

  • le ASL continuino ad erogare gli assegni relativamente alle persone che a tutt'oggi lo percepiscono sino a nuove disposizioni;
  • sino alla redazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, le ASL non dovranno procedere allo scorrimento, né alla istituzione di nuove graduatorie.

Con la Legge n. 9 del 4 giungo 2008 e il relativo PRINA, l'assegno di cura è diventato «assegno di sollievo alla famiglia» ed è rientrato tra i "pacchetti di prestazioni" previsti dal PRINA con i relativi finanziamenti.

Il punto, quindi, non è tanto l'assenza della prestazione, ma la sua esiguità economica anche in rapporto a quello delle altre regioni. Inoltre, ad essere criticabile è l'impianto stesso del PRINA, che associa pacchetti di prestazioni al livello di gravità del bisogno.

Di seguito, riportiamo alcuni link in relazione all'attività della FISH Umbria ONLUS:


Per ogni altra informazione, può contattarci telefonicamente al numero 0744 27.46.59.

Nella speranza di aver fornito una risposta chiara ed esaustiva, inviamo cordiali saluti,
Anna Vecchiarini e Pierangelo Cenci
(Assistenti Sociali del Centro per l'Autonomia Umbro)

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