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Uso improprio dei permessi nelle ZTL di Terni: ritirati più di 80 permessi

Pubblicato il 10/02/2012 - Letto 1820 volte
La Polizia municipale di Terni ha di recente ritirato 94 permessi per il parcheggio e l'accesso alla ZTL (Zona a Traffico Limitato); di questi, 82 erano stati rilasciati a persone con disabilità che però, al controllo dei vigili, evidentemente non erano presenti all'interno dei veicoli (né come autisti, né come passeggeri). Al doveroso plauso della FISH Umbria ONLUS per l'azione di controllo sui contrassegni irregolari, si aggiungono anche due domande: che sia troppo facile che il loro utilizzo diventi improprio o, a monte, che siano da rivedere i criteri per il loro rilascio/utilizzo?

Il Comune di Terni - in linea con tutti i comuni d'Italia - rilascia alle persone con disabilità «con deambulazione sensibilmente ridotta» (così prevede la norma) uno speciale contrassegno per la circolazione e la sosta dei veicoli.

Riguardo alla circolazione in zone pedonali, la persona con disabilità dovrebbe essere a bordo (come autista dell'auto munita di contrassegno o come passeggera), oppure chi si trova alla guida dovrebbe provare che sta andando a prenderla - cosa difficilmente dimostrabile - o che comunque viene verificata a campione.

Per la sosta, i vigili urbani riscontrano una difficoltà analoga: come verificare che la persona titolare del contrassegno sia  effettivamente presente, o che piuttosto qualcun altro stia approfittando di un diritto che non gli spetta?

In ogni caso, i controlli dei giorni scorsi - come riportato dalla Nazione (cronaca di Terni) del 9 febbraio 2012 - hanno portato risultati significativi: 94 permessi ritirati di cui 82 erano quelli che erano stati rilasciati a persone con disabilità. Quindi, non permessi falsi o falsificati (come è accaduto in passato), ma permessi autentici e rilasciati a persone che ne avevano i requisiti (quelli previsti dalle leggi e dai regolamenti comunali vigenti) ma usati impropriamente (ad esempio, il permesso del figlio utilizzato impropriamente dal padre).

Come più volte segnalato dalla FISH Umbria ONLUS (ad esempio nell'ottobre scorso, leggi qui la news), il controllo non solo è doveroso, ma tutela proprio chi ne ha veramente diritto. Il contrassegno è uno strumento che facilita la vita di chi ha una ridotta mobilità e il suo abuso - da parte di chi, evidentemente, questo problema non lo vive - costituisce una barriera, al pari di quelle architettoniche, sensoriali o culturali.

I controlli, in quest'ultima occasione come in molte altre, hanno riguardato l'utilizzo improprio dei permessi, ma ci si chiede se possa esserci un problema di fondo sulle procedure del rilascio/utilizzo. Se, come detto, il contrassegno per parcheggiare o circolare in ZTL è un «facilitatore», bisognerebbe inquadrarlo all'interno di un progetto complessivo che preveda la valutazione di altri «facilitatori» per garantire non solo il "parcheggio" o il "transito", ma il più ampio diritto alla mobilità, ossia un complesso di fattori che non possono essere limitati alla presenza/assenza di un contrassegno.

Nel caso riferito dal quotidiano, i permessi erano appropriatamente assegnati a persone che ne avevano i requisiti (altrimenti sarebbero risultati permessi falsi), ma era inappropriato il loro utilizzo. Tuttavia, ritirandoli, i legittimi possessori (sebbene non necessariamente sempre all'oscuro del reato del familiare) ne rimangono privi e non possono usufruire di facilitatori come, ad esempio, i parcheggi riservati. Oltre al danno, la beffa. Come si vede, il problema è a monte.

Un appello ai legittimi possessori di permessi: non fatevi fregare!

Leggi qui l'articolo «Permessi per disabili: ritirati 82 tagliandi» (Nazione di Terni del 9 febbraio 2012).

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