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FISH e FAND scrivono al presidente Monti

Pubblicato il 24/11/2011 - Letto 1892 volte
Pubblichiamo la lettera inviata dalla FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) e dalla FAND (Federazione Associazioni Nazionali Persone con Disabilit) al presidente del Consiglio Mario Monti. Le Federazioni offrono la propria disponibilit a collaborare per porre e rafforzare le fondamenta dell'equit e della coesione sociale. Nel testo si cita la Convenzione Onu sui diritti delle Persone con Disabilit, ricordando che a seguito della ratifica da parte dell'Italia non sono per seguite misure concrete di attuazione; piuttosto, scrivono FISH e FAND, negli ultimi anni le persone con disabilit e le loro famiglie nel nostro paese hanno subito un impoverimento sempre maggiore, mentre tutta la spesa sociale veniva, e minaccia di continuare ad essere, drasticamente ridotta.

Egregio Presidente, si sta in questi mesi propagando un luogo comune che porta a considerare l'Unione Europea meramente come il "censore dei bilanci nazionali" o, peggio, come il pedissequo portavoce degli interessi dei mercati e delle banche centrali. Una visione, questa, distorta e condizionata dal momento di incontestabile crisi globale, che non pu essere condivisa da chi ben conosce l'impegno dell'Unione a favore della protezione e della sicurezza sociale, della tutela dalle discriminazioni, della flessicurezza [termine mutuato dalla parola inglese flexicurity, che sta in sostanza per "elevato livello di sicurezza occupazionale", N.d.R. di Superando.it], delle misure a supporto dell'inclusione.
Riteniamo quindi che debba essere ribadita e rafforzata questa verit storica costruita nel pluriennale confronto civilissimo fra gli Stati Membri. L'Europa ci chiede anche questo: il supporto ai Cittadini pi a rischio di povert, di esclusione sociale, di espulsione dal mondo del lavoro, di discriminazione.
Inoppugnabilmente l'Unione ha riconosciuto e ripetutamente affermato l'incomprimibilit dei diritti civili e umani: senza queste garanzie, infatti, non vi pu essere libert, coesione sociale, equit, sviluppo.
Ed in questo solco che il 23 dicembre 2010 l'Unione ha formalmente ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilit, divenendo - per la prima volta - parte contraente di un trattato sui diritti umani che intende garantire alle persone con disabilit il godimento delle loro prerogative al pari di qualunque altro Cittadino. L'Italia aveva, da parte sua, gi ratificato la Convenzione il 3 marzo 2009 (Legge 18/09).

Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Europea e commissario per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza, ha condivisibilmente annotato: La strategia UE sulla disabilit, da attuarsi nel prossimo decennio, consiste di misure concrete, con una tempistica concreta, che tradurranno in pratica il trattato. In questa occasione, invito tutti gli Stati Membri che non l'hanno ancora ratificato a farlo con tempestivit. nostra responsabilit collettiva garantire che le persone con disabilit non debbano affrontare ulteriori ostacoli nella vita di tutti i giorni. L'Unione, dunque, si appresta a realizzare la Strategia sulla Disabilit Europa 2020, sviluppando la nuova normativa volta ad applicare la Convenzione attraverso l'accesso ai beni e servizi, l'accessibilit per tutti, l'occupazione.
Al contrario, in Italia, negli ultimi anni, si assistito a una progressiva compressione delle politiche sociali - in particolare quelle riguardanti le persone con disabilit o non autosufficienti - con la conseguenza diretta di sovraccaricare ulteriormente le famiglie e di condizionare negativamente percorsi e occasioni di inclusione sociale. La disabilit, del resto, dimostratamente una della cause di impoverimento dei nuclei e delle persone.
Negli anni, la stessa spesa sociale - liquidata sbrigativamente come improduttiva - stata considerata una delle voci da ridurre, restringere, eliminare.

Il Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale, attualmente all'esame della Camera, significativamente condizionato da tali intenti, perdendo invece l'occasione per avviare una riforma assistenziale di tutt'altro taglio ed efficacia, che parta proprio dalle indicazioni dell'Unione Europea e dalla citata Convenzione ONU.In sede di audizione alla Camera, abbiamo - fra l'altro - motivatamente richiesto lo stralcio dell'articolo 10, proprio quello che riguarda la riforma assistenziale. Una richiesta che trova adesione anche in altri autorevoli soggetti convocati in audizione, prima fra tutti la Corte dei Conti.
Confermiamo, anche al Suo Governo, la medesima richiesta, aggiungendo per la nostra disponibilit al fattivo confronto per il rilancio delle politiche sociali sostenibili quanto urgenti e necessarie nell'interesse del Paese e di milioni di famiglie e singole persone. Non si tratta di un interesse di parte, ma di porre e rafforzare le fondamenta dell'equit e della coesione sociale.
Richiediamo quindi un incontro volto ad articolare maggiormente le nostre proposte, ma rimaniamo disponibili anche a confrontarci su specifiche, contingenti o urgenti tematiche di immediata trattazione.

 

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