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TUTTI IN PIAZZA IL 7 LUGLIO - Disabilità e manovra economica: di fronte all'esasperante incoerenza del governo... DOBBIAMO MANIFESTARE!

Pubblicato il 1/07/2010 - Letto 1721 volte
La manifestazione congiunta FISH e FAND si terrà a Montecitorio a Roma il 7 luglio a partire dalle ore 10.00. Le motivazioni: il governo riconferma l'innalzamento della percentuale d'invalidità necessaria per la concessione dell'assegno mensile di assistenza all'85% (precedentemente revocato). E, come se non bastasse, viene drasticamente ridotta la possibilità di accedere all'indennità di accompagnamento. Si rivelano solo parole le rassicurazioni dei giorni scorsi, provenienti da varie parti politiche.

Contro ogni previsione, è confermato, anzi si rafforza ulteriormente, lo stato di mobilitazione annunciato dalla FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) e dalla FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) contro la manovra economica del Governo in discussione al Senato, dopo la recentissima presentazione degli emendamenti di maggioranza.

Il 29 giugno, infatti, l'onorevole Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio del Senato e relatore degli emendamenti di maggioranza, ha presentato proposte che colpiscono duramente i diritti delle persone con disabilità.

Le proposte, oltre a risultare quasi una presa in giro se non fossero tragiche, rendono vano il confronto tra istituzioni e movimento associativo che nelle ultime settimane sembrava aver aperto gli occhi ad alcuni dei nostri politici tanto attenti al bene dei cittadini. Sembrava… ma così non è stato!

Ecco più nel dettaglio in cosa consiste il nuovo attacco alle persone con disabilità:


Indennità di accompagnamento

Potrà essere concessa solo «ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa».

Dalla lettura della norma, si evince che anche persone con disabilità intellettive o motorie che mangiano o si vestono da sole rimarranno escluse (ci domandiamo, anche una persona paraplegica?).

Altra questione sarà definire quali sono le "attività elementari" svolte "parzialmente" (che vuol dire?) e/o per mezzo di ausili (quali?): sarà oggetto di contenzioso definire - visto che il testo non lo fa - quali siano tali "attività elementari". E questo darà lavoro agli avvocati nei tanti ricorsi che seguiranno... Tutto a carico delle persone con disabilità!!!

L'emendamento colpirà anche chi riceve da anni un'indennità di accompagnamento, essendone a oggi titolare a pieno titolo.


Assegno mensile di assistenza

Con la notizia di pochi giorni fa, sembrava che fosse stato ripristinato il ritorno alla soglia del 74% per aver diritto all'assegno mensile di assistenza.

Solo chiacchiere!

L'emendamento presentato il 29 giugno prevede la seguente "correzione":

  • Se una persona ha una menomazione che, da sola, dà una percentuale fissa pari o superiore al 74% (secondo le Tabelle ministeriali del 5 febbraio 1992), HA DIRITTO all'assegno mensile di assistenza (fermi restando i requisiti di non occupazione e reddituale);
  • Se una persona ha più menomazioni che, sommate, danno una percentuale pari o superiore al 74%, ma che, da sole, non arrivano a tale soglia, NON HA DIRITTO all'assegno mensile di assistenza (pur avendo i requisiti di non occupazione e reddituale).

Per fare degli esempi:

  • Primo caso: persona affetta da «laringectomia totale» (percentuale fissa prevista: 75%); ha diritto all'assegno mensile, se disoccupata e se non supera i limiti reddituali.
  • Secondo caso: persona affetta da «nevrosi fobica ossessiva grave» (percentuale compresa tra il 41 ed il 50%) e da disfonia cronica grave (percentuale compresa tra il 21 ed il 30%); non ha diritto all'assegno mensile, anche se disoccupata e se non supera i limiti reddituali, poiché, singolarmente, le due menomazioni non danno una percentuale pari o superiore al 74%.

L'"illuminato" emendamento introduce un'evidente discriminazione fra le persone affette da una sola menomazione (con percentuale di invalidità superiore al 74%) e quelle affette da varie menomazioni ma tutte, singolarmente prese, inferiori all'85%. Ai primi va l'assegno; ai secondi, no.


Tempi di accertamento

L'emendamento introduce un'altra novità: nel caso in cui le Commissioni Mediche delle ASL non rispettino quel termine, l'accertamento viene effettuato dall'INPS con le sue Commissioni entro i 15 giorni successivi.


Controlli sui "falsi accertamenti" 

Si effettueranno attraverso un percorso complicato e poco trasparente, proprio come il movimento associativo temeva.


La mobilitazione delle due maggiori Federazioni che in Italia riuniscono persone con disabilità e loro famiglie, alza i toni della protesta, nel quasi disperato tentativo di far ritirare l'emendamento dal Governo, e nel più concreto tentativo di farlo bocciare al Parlamento.

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