Ricerca avanzata
Menù
Rete associativa
Personalizza il sito





Salta contenuti

Comunicato FISH. LEA e diritti umani: se non ora, quando?

Pubblicato il 9/07/2016 - Letto 1029 volte
(8 luglio 2016) Lo schema di Decreto che contiene i nuovi LEA, attualmente all'esame della Conferenza delle Regioni, presenta numerosi punti di criticità sia in termini di rispetto dei diritti umani che di reale promozione della salute di tutti i Cittadini, anche di quelli con disabilità. Il Presidente della FISH, Vincenzo Falabella, ne chiede una rivisitazione: Se non ora, quando?

Lo schema di Decreto che contiene i nuovi LEA è dunque all'esame della Conferenza delle Regioni per l'approvazione preventiva che avrebbe dato parere favorevole condizionandolo ad una ulteriore valutazione di copertura finanziaria.

È convinzione del movimento delle persone con disabilità e della FISH in particolare che il testo proposto contenga molte serie criticità.

Fra queste è assente l'adozione di un linguaggio - e quindi di un impianto - adeguato, rispettoso della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita e delle stesse prescrizioni dell'OMS, deludendo quindi sia diritti umani che scientificità.

Su questo difetto vi sono numerose riprove. Una di queste è l'assenza di una adeguata prescrittività del consenso informato sul quale si fonda il diritto di scelta, in particolare per le persone con disabilità intellettive, relazionali e mentali sancito in modo netto all'articolo 12 della Convenzione ONU. Ma non è certo questa l'unica norma ad essere "tradita": lo sono anche la legge 134/2015 in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie e ancora la recentissima legge 22 giugno 2016, n. 112/2016 sul "dopo di noi". Norme approvate dal Parlamento!

Un'altra: l'assenza di servizi di diagnosi precoce e screening neonatale realmente rivolti a tutte le disabilità. Oppure ancora l'assenza di qualsivoglia riferimento all'articolo 26 della Convenzione ONU sui concetti di abilitazione e il perpetuarsi del vetusto principio di "compensazione della menomazione" nell'erogazione degli ausili e delle protesi, al contrario di quanto prevede l'ONU in termini di diritto alla salute, alla mobilità. Non vi è poi alcun accenno alla partecipazione della persona con disabilità riguardo alle decisioni che la riguardano, né a misure che contrastino realmente la segregazione, l'istituzionalizzazione e i ricoveri impropri.

"Vi sono anche altri numerosi punti di criticità in quel documento sia in termini di rispetto dei diritti umani che di reale promozione della salute di tutti i Cittadini, anche di quelli con disabilità, anche in violazione di recenti norme quali la legge 112/2016 (c.d. Dopo di noi) oppure alle norme sull'autismo (legge 134/2015) - commenta Vincenzo Falabella, Presidente della FISH - Per questo motivo rivolgiamo un appello alla Conferenza affinché verifichi con attenzione il testo non solo sotto il profilo meramente finanziario, ma anche del rispetto dei diritti umani e dei potenziali contenziosi che deriveranno dalla loro violazione. È una rivisitazione che va operata subito! Se non ora, quando?"

(8 luglio 2016)


FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap
www.fishonlus.it (link a sito esterno)
www.facebook.com/fishonlus (link a sito esterno)


Segui il Centro per l'Autonomia Umbro anche sui social network!

Salta contenuti del pié di pagina - M.O.S.A.I.C. cooperativa sociale - P.IVA: 01251410559 - Via Giovanni XXIII, 25 - 05100 Terni
Tel: +39 0744 274659 - Fax: +39 0744 274659 - Email: web@cpaonline.it - Leggi la Privacy Policy - Powerd by: mediaforce.it
Logo di conformità agli standard W3C per i fogli di stile Logo di conformità agli standard W3C per il codice HTML 4.0 Transitional Logo di conformità agli standard W3C Livello AA, WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0