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Comunicato FISH. Marche: si torna agli istituti

Pubblicato il 30/07/2013 - Letto 1721 volte
(24 luglio 2013) In piena contraddizione con il Programma biennale sulla disabilit, approvato dal Governo e presentato ufficialmente alla Conferenza Nazionale di Bologna non pi tardi di dieci giorni fa che assume come criterio regolatore nel supporto alla domiciliarit e alla residenzialit i principi della Convenzione ONU per cui le persone con disabilit non possono essere obbligate a vivere in una particolare sistemazione, la Regione Marche ha ridefinito gli standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, auspicando l'aumento della capacit ricettiva e la coesistenza all'interno della stessa struttura di servizi rivolti a diverse tipologie di utenti (salute mentale, disabili, anziani).

"Nella delibera con cui, nei giorni scorsi, la Regione Marche ha ridefinito gli standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, ha disposto anche che ogni residenza non deve ospitare meno di 20 persone. Si prevede l'accorpamento con altri moduli cos che ogni struttura abbia una capacit recettiva non inferiore a 40-60 posti. Si auspica, nello stesso atto, la coesistenza all'interno della stessa struttura di servizi rivolti a diverse tipologie di utenti (salute mentale, disabili, anziani).

Una pietra tombale sulle esperienze di case famiglia, di piccole comunit e di gruppi-appartamento. Un ritorno alla logica degli istituti che si riteneva conclusa da anni. Ma non tutto.

"La decisione della Regione Marche lascia basiti per l'evidente violazione dei principi pi elementari della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilit, che tra l'altro stata ratificata nel 2009, ed in particolare dell'articolo 19 su vita indipendente ed inclusione nella societ. - commenta Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - Si tratta di un diritto umano: alle persone con disabilit deve essere garantita la possibilit di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione."

La Delibera della Regione Marche costringer di fatto le persone con disabilit a scegliere forzatamente la via degli istituti.

"La Delibera in piena contraddizione anche con il Programma biennale sulla disabilit, approvato dal Governo e presentato ufficialmente alla Conferenza Nazionale di Bologna non pi tardi di dieci giorni fa. - prosegue Barbieri - Quel Programma assume come criterio regolatore nel supporto alla domiciliarit e alla residenzialit proprio i principi della Convenzione ONU: le persone con disabilit non possono essere obbligate a vivere in una particolare sistemazione. Sul Programma, a Bologna, ha espresso, con apprezzate parole, piena adesione lo stesso Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani. Ma, a quanto pare, quelle parole, il Programma biennale, la Convenzione ONU, la legge di ratifica, non hanno alcun valore per la Regione Marche. E questo molto grave!"

Mentre sono in corso valutazioni legali per ricorrere contro la Deliberazione delle Marche per violazione della Convenzione ONU, la FISH ha predisposto una segnalazione, caldeggiando un intervento di censura, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali oltre che all'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilit."

24 luglio 2013

FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap
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