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Polizze assicurative accessibili anche alle persone con disabilità cognitiva, psichica e psichiatrica

Pubblicato il 22/06/2012 - Letto 1658 volte
Ci sono voluti degli anni, ma lo scorso Martedì 19 giugno, nella sede romana dell'ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo), è stato siglato un accordo, sottoscritto dallo stesso Istituto, dall'ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici), da Progetto Itaca ONLUS - che opera al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie - e dall'UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale). L'intesa, per il momento soltanto verbale, presto diventerà ufficiale e metterà la parola fine alla discriminazione delle persone con disabilità (in specie quelle con disabilità cognitiva, psichica e psichiatrica).

Fino al 19 giugno scorso, le persone con disabilità cognitive, psichiche e psichiatriche (ma anche, in certi ambiti, quelle con disabilitò motorie e sensoriali) non potevano accedere alla stipula di polizze assicurative. Questo, naturalmente, comportava notevoli disagi alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma soprattutto costituiva un trattamento altamente discriminatorio, soprattutto perché fondato sul pregiudizio delle non convenienza ad assicurare una persona con disabilità (rischio enorme e quindi perdita assicurata), fatto assolutamente non supportato da dati statistici e fonti scientifiche.

Così, il 6 aprile del 2011, alcune Associazioni che tutelano persone con disabilità hanno spedito una lettera all'ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) e all'ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) per denunciare l'illegalità delle esclusioni contenute nelle polizze di assicurazione a danno delle persone con disabilità cognitive, psichiche e psichiatriche.

In questa rivendicazione, le Associazioni sono state supportate da Progetto Itaca ONLUS [link esterno] che opera sia per l'informazione, la prevenzione, il supporto e la riabilitazione rivolti a persone con patologie o disturbi psichici o psichiatrici, sia per il sostegno alle loro famiglie.

Giuridicamente, le Associazioni rivendicavano la non applicazione dell'articolo 25 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, alla lettera e), in cui raccomanda agli Stati membri di: «vietare nel settore delle assicurazioni le discriminazioni a danno delle persone con disabilità, le quali devono poter ottenere, a condizioni eque e ragionevoli, un'assicurazione per malattia e, nei paesi nei quali sia consentito dalla legislazione nazionale, un'assicurazione sulla vita». Dal momento, poi, che la Convenzione è stata ratificata dall'Italia con Legge n. 18 del 3 marzo 2009 [link esterno], e che contro le discriminazioni a danno di persone con disabilità dal 2006 esiste una legge ad hoc (la Legge n. 67 del 1° marzo 2006 [link esterno]), l'inadempienza degli Istituti assicurativi diventava sempre più grave ed ingiustificabile.

Ma fino a Martedì scorso, nessuna risposta.

Da Martedì 19 giugno, invece, un parere dell'ufficio legale dell'ANIA riconosce non conforme alla legge l'esclusione delle persone con disabilità cognitiva, psichica e psichiatrica dalla possibilità di sottoscrivere un contratto di assicurazione.

Nella pratica, l'iter burocratico ora prevede:

  • che l'ISVAP comunichi all'ANIA, tramite un'apposita direttiva, l'illegittimità dell'esclusione delle persone con disabilità (l'operazione dovrebbe concludersi entro un mese);
  • che l'ANIA, ricevuta la direttiva, informi le compagnie, le quali saranno tenute a modificare il testo delle "Condizioni generali" per eliminare i riferimenti discriminatori e non conformi alla legge relativi alle persone con disabilità cognitiva, psichica e psichiatrica.

Si auspica che, con la fine dell'estate, possa essere possibile stipulare i primi contratti.

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