Ricerca avanzata
Menù
Rete associativa
Personalizza il sito





Salta contenuti
Sei in: Homepage » Focus »

Per una partecipazione responsabile dei cittadini al costo dei servizi

Pubblicato il 14/10/2011 - Letto 2068 volte
In questi giorni - come già detto in queste pagine qualche giorno fa - il Comune di Terni sta inviando nelle case delle persone con disabilità che usufruiscono dei servizi di assistenza domiciliare e semi-residenziale una lettera in cui viene richiesta la documentazione per la partecipazione alla spesa dei servizi. Alla FISH Umbria ONLUS premono due aspetti: favorire l'empowerment individuale di ogni cittadino con disabilità e dei suoi familiari per fruire in modo responsabile dei servizi socio-sanitari e di parteciparvi in modo consapevole al costo in un momento di crisi e di riduzione delle risorse; favorire l'empowerment comunitario di un sistema politico-istituzionale che, dovendo ricorrere alla partecipazione dei cittadini per garantire i servizi, proponga soluzioni eque e pienamente rispettose dei diritti delle persone con disabilità.

Il punto di partenza è il diritto alla vita indipendente. Non deve prescindere da questo assioma qualsiasi operazione che miri a qualificare (o ri-qualificare) la spesa dei servizi socio-sanitari. Di questo concetto la FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) ne è più che convinta e trova  un incoraggiamento morale - come anche la FISH nazionale e tutte le persone con disabilità - anche nella recente pronuncia della Corte dei Conti che ha bocciato senza appello il Disegno di Legge del Governo sulla riforma assistenziale (leggi qui).

Il concetto di «partecipazione» del cittadino con disabilità alla spesa per il costo dei servizi socio-sanitari di cui usufruisce - ricordiamo che nel ternano, fino ad oggi, viene chiesta solo per l'assistenza domiciliare socio-assistenziale (che per le persone anziane prende il nome di «tutelare») e per l'accesso ai servizi semi-residenziali - presuppone un coinvolgimento attivo anche nella scelta dei servizi da attivare.

Questo è l'importante capitolo dell'appropriatezza della presa in carico e delle valutazioni che devono essere svolte per poter attivare i vari «facilitatori» (di cui abbiamo già scritto qui parlando del profilo di funzionamento).

Quello della definizione degli obiettivi di vita e della valutazione partecipata nella definizione dei facilitatori da attivare non è un problema collaterale a quello della partecipazione al costo della spesa, poiché se si chiede ai cittadini di partecipare al costo, è doveroso decidere insieme alla persona quali servizi siano necessari per raggiungere i propri obiettivi di vita e quali, invece, facciano parte di ciò che Germano Tosi (Associazione Consequor per la Vita Indipendente di Grugliasco) definisce: «[…] l'"indotto pseudostatale" delle ASL, delle cooperative accreditate, degli enti sociali che, giocando al ribasso, trasformano la soddisfazione delle necessità in atto caritatevole da elargire oltretutto in forma collegata a parametri reddituali appositamente confezionati […]» (leggi qui l'intero articolo di Tosi pubblicato su Superando.it).

In merito ai "parametri reddituali", la FISH Umbria ONLUS propone alcune considerazioni tenendo conto anche dell'abbassamento voluto dalla Regione Umbria della soglia minima dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) da Euro 7.180 ad Euro 4.800 (pari alla soglia di povertà individuata dall'ISTAT) entro la quale il cittadino è esonerato dalla partecipazione alla spesa.

In primo luogo, la FISH Umbria ONLUS propone un tetto massimo dell'1% di contribuzione sull'ISEE individuale: pertanto, a prescindere dal numero di servizi attivati e dalla percentuale di compartecipazione prevista dalle varie fasce, la persona con disabilità dovrà partecipare fino ad un massimo dell'1% del proprio ISEE.

In secondo luogo, è opportuno che ciascuno possa scegliere se presentare il proprio ISEE individuale, oppure quello familiare, secondo l'opzione più favorevole per la persona. Il Comune di Terni, nella lettera che invia nella case dei cittadini con disabilità, richiede sia quello individuale che quello familiare. Il secondo - a quanto affermano dai Servizi sociali del Comune - serve solo a fini conoscitivi (per il Comune è necessario conoscere se la persona con ISEE individuale rientrante nella prima fascia abbia intorno a sé una famiglia che possa aiutarlo; in caso contrario i Servizi sociali devono intervenire per prendere in carico l'intero nucleo familiare). Ma l'ISEE familiare non rientra nelle attività di partecipazione. È importante precisare che la FISH Umbria ONLUS - che da sempre è stata favorevole all'uso del solo ISEE individuale (come peraltro prevede la legge)  - propone una libertà in più alla persona, ossia scegliere l'ISEE che è più vantaggioso o che è più opportuno.

Altro punto che la FISH Umbria ONLUS ritiene si debba tenere in considerazione riguarda una valutazione del patrimonio della persona con disabilità in relazione alla propria età e, quindi, all'aspettativa di vita. Un giovane di 25 anni che possiede un patrimonio di 100.000 (ereditato dai genitori, oppure frutto di investimenti immobiliari, ecc.) ha, di fatto, un vero e proprio "tesoretto" (per usare l'espressione dei nostri ministri). Infatti, nel calcolo dell'ISEE il patrimonio incide in misura variabile con crescita esponenziale dopo i 50.000 Euro. Il punto, però, è che lo stesso patrimonio - che incide nella stessa misura sull'ISEE di un uomo di 20 anni che in quello di uno di 75 anni - non ha la stessa valenza per il giovane come per l'anziano, vista la diversa prospettiva di vita di entrambi. Soprattutto quando, per il giovane, costituisce unica fonte di ricchezza.

Purtroppo, la rigida formulazione dell'ISEE non permette di tener conto di un'altra proposta della FISH Umbria ONLUS, ossia quella di poter modificare repentinamente l'ISEE della persona con disabilità nel momento in cui avvengono importanti e gravi cambiamenti nella vita familiare della stessa: perdita del lavoro di uno dei componenti, decesso del familiare che prestava assistenza e così via.

Il tema dell'ISEE è certamente complesso. Torneremo più volte su approfondimenti di questo tipo.


 

Salta contenuti del pié di pagina - M.O.S.A.I.C. cooperativa sociale - P.IVA: 01251410559 - Via Giovanni XXIII, 25 - 05100 Terni
Tel: +39 0744 274659 - Fax: +39 0744 274659 - Email: web@cpaonline.it - Leggi la Privacy Policy - Powerd by: mediaforce.it
Logo di conformità agli standard W3C per i fogli di stile Logo di conformità agli standard W3C per il codice HTML 4.0 Transitional Logo di conformità agli standard W3C Livello AA, WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0