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GLIR: un nuovo organismo a supporto dell'inclusione scolastica

Pubblicato il 16/09/2011 - Letto 5164 volte
La LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) ha chiesto all'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia l'immediata ed urgente convocazione del GLIR, Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale, per discutere delle numerose incertezze che avvolgono l'avvio di questo nuovo anno scolastico.

La questione dei tagli alla scuola, in particolare delle ore degli insegnanti di sostegno, è un tema caldo non solo nella nostra regione, ma bensì anche in altre realtà territoriali, tra cui, appunto, la Lombardia.

Proprio per discutere delle numerose difficoltà alla quali è prevedibile che si vada incontro durante il nuovo anno scolastico, la LEDHA ha richiesto all'Ufficio Scolastico Regionale la convocazione del GLIR, il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale.

Ricordiamo che il GLIR per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità è un organismo tecnico, previsto dalle Linee Guida del Ministero dell'Istruzione del 2009, che ha come scopo quello di affrontare le questioni legate all'inclusione scolastica e di individuare soluzioni condivise ed integrate attivando tutti gli attori coinvolti in questo ambito per «assicurare alle persone con disabilità pari opportunità di realizzazione personale e garantire elevati standard di qualità della vita» [Delibera della Giunta della Regione Lombardia].

La prima Regione a "dotarsi" di questo organismo è stata proprio la Lombardia che, nel mese di Febbraio 2011, ne ha deliberato l'insediamento presso l'Ufficio Scolastico Regionale.

All'interno del GLIR Lombardo sono presenti, oltre ai vari rappresentanti istituzionali, anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).

Ed ora è proprio la Lombardia a chiederne la convocazione; sul tavolo, si legge nel comunicato ufficiale della LEDHA, vengono poste diverse questioni da affrontare:

  • la mancanza di più di 3600 insegnanti di sostegno;
  • la carenza di risorse delle province per fare fronte al servizio di trasporto per le scuole superiori; 
  • il conflitto di competenze tra comuni e province sulla gestione del servizio di assistenza educativa nelle scuole superiori; 
  • la carenza di risorse dei comuni per far fronte ai servizi di assistenza educativa nelle scuole primarie e secondarie di primo grado; 
  • il sovraffollamento di alcune classi nonostante la presenza di più alunni con disabilità anche gravi.

L'insieme di questi problemi, sostiene la LEDHA, potrebbe mettere a rischio la possibilità per alcuni bambini e ragazzi con disabilità di poter godere del proprio legittimo diritto allo studio in condizioni di parità con gli altri alunni, per cui è necessario spingere le diverse istituzioni coinvolte ad assumersi la responsabilità di lavorare insieme per garantire i diritti degli alunni con disabilità.

È opportuno sottolineare, però, che il GLIR non va inteso come un organismo sostitutivo del GLIP (Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali), anzi, in merito a ciò, le Linee Guida Ministeriali sono chiare: «[…] fermo restando l'attuale ruolo istituzionale dei GLIP, appare opportuno che quest'ultimi, nella prospettiva della costituzione dei citati GLIR, vengano intesi come organismi attuativi, in sede provinciale, delle linee di indirizzo e coordinamento stabilite a livello regionale».

Quindi, appare chiaro che il GLIR, più che andare a sostituire i Gruppi Provinciali, mira ad incentivare il loro funzionamento attribuendo loro un ruolo di organismi attuativi sul territorio.

Ed è proprio di questi giorni la notizia che anche in Puglia questo organismo sta per costituirsi; appaiono interessanti, a tal proposito, le parole del Presidente della FISH Puglia, Falabella, che dice: «è nostra profonda convinzione che il futuro della disabilità si possa costruire solo con un'efficace applicazione delle buone prassi e con la piena diffusione della cultura dell'inclusione, ciò che si può realizzare partendo dalla scuola, che è, e rimane, il fulcro per la piena crescita intellettuale e morale di ogni Cittadino. In tal senso il GLIR appare lo strumento più adatto a migliorare l'interazione fra le capacità dell'alunno e il contesto sociale, culturale e personale in cui egli vive, in linea con quanto stabilito dal modello di riferimento e classificazione bio-psico-sociale dell'ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001) e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

Considerando che gli Uffici Scolastici Regionali hanno sempre più un ruolo rilevante nell'ambito della programmazione e gestione delle risorse per l'inclusione scolastica, può essere auspicabile che anche in Umbria, associazioni ed istituzioni, si attivino per perseguire le buone prassi avviate da queste due regioni con il GLIR.

Vale la pena ricordare che, seppure con strumenti differenti, la FISH Umbria ha già tentato, da diverso tempo, di intraprendere la strada del confronto strutturato chiedendo l'avvio di un tavolo con l'Ufficio Scolastico Regionale, Assessorato alle Politiche e Programmi sociali, Welfare e Istruzione della Regione Umbria per contribuire ad individuare strategie e strumenti utili a fronteggiare le attuali difficoltà.

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