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Legge n. 68/1999 e collocamento mirato: uno sguardo alla situazione in Umbria

Pubblicato il 6/04/2011 - Letto 4574 volte
La FISH ONLUS sta svolgendo, nell'ambito del progetto "Le parole dei diritti", un'attività di ricerca sullo stato di attuazione della Legge n. 68/1999. La ricerca ha lo scopo di individuare, in otto regioni, quelli che "dovrebbero" essere i livelli minimi garantiti dai servizi di inserimento lavorativo per rendere esigibile il diritto al lavoro. La ricerca avrà come momento culminante la realizzazione di focus group nelle regioni coinvolte (e quindi anche qui in Umbria) che vedrà il coinvolgimento di leader associativi ed esperti del settore competenti in materia. In attesa dei focus group di restituzione, pubblichiamo l'esito delle domande poste dalla FISH Umbria ai Centro per l'Impiego di Terni e Perugia.

NOTA: LE CONSIDERAZIONI SOTTO RIPORTATE RIGUARDANO SIA IL CENTRO PER L'IMPIEGO DI PERUGIA CHE QUELLO DI TERNI (SALVO DOVE INDICATO ESPRESSAMENTE)

Come funzionano i servizi di mediazione? Acquisiscono i dati degli utenti? Se si, in che modo? Fanno il curriculum e la diagnosi funzionale? Predispongono un progetto individuale? Cosa fanno gli operatori dell'area tecnica sostegno, inserimento mirato e tutorato?

La persona con disabilità che richiede l'iscrizione al Centro per l'Impiego ai sensi della Legge n. 68/99 deve  rivolgersi allo sportello amministrativo producendo la copia del "verbale di  invalidità" e la "scheda diagnosi funzionale per la definizione delle capacità"  rilasciate dalla ASL  di residenza (esse sono indispensabili per individuare la concreta capacità globale, attuale e potenziale della persona).

La persona iscritta alla L. 68/99 ha poi la possibilità di fare un primo colloquio informativo e conoscitivo (al colloquio di accoglienza si accede liberamente il lunedì ed il giovedì). In sede di colloquio vengono date informazioni sulle procedure previste dalla normativa, sulle modalità per autocandidarsi alle aziende, sulle opportunità d'inserimento lavorativo e di formazione professionale presenti nel territorio e, all'ulteriore possibilità, per chi presenta particolari caratteristiche e difficoltà d'inserimento, dello strumento del tirocinio formativo e di orientamento (non finanziato) e, quando presenti, dei corsi di formazione finanziati e dei tirocini finanziati.  A partire dal 2011 questo colloquio è stato svolto dandogli una impostazione più specialistica, all'Accoglienza è stata infatti attribuita una duplice funzione/azione orientativa:

  • di analisi ed esplicazione dei bisogni e della domanda dell'utente - non sempre chiari ed a volte piuttosto confusi;
  • di rinvio verso percorsi orientativi adeguati fruibili e realizzabili con l'ausilio del servizio.

Successivamente, si effettua il colloquio di definizione del profilo socio lavorativo; per individuare la capacità globale è necessario infatti raccogliere informazioni sulla natura ed il  grado della minorazione ed, anche, sulla situazione sociale, familiare, scolare e lavorativa della persona con disabilità. Per avere informazioni più complete talvolta vengono contattati i servizi sociali, sanitari, scolastici e formativi. Vengono, inoltre, raccolte informazioni relativamente alle competenze, alle abilità e alle inclinazioni della persona. Questi colloqui sono propedeutici alle valutazioni del Comitato Tecnico di cui all'art. 6 c. 2 della L.68/99, in caso di avviamento al lavoro di una persona con disabilità. Questi dati, inoltre, permettono agli operatori del collocamento mirato di proporre alla persona con disabilità un percorso di orientamento, formazione, qualificazione e specializzazione o, nei casi in è possibile, di avviarlo a un lavoro funzionale alle sue capacità.

Se necessario, quindi, vengono svolti colloqui di orientamento e/o consulenza per la stesura di curriculum vitae, per l'acquisizione di tecniche di ricerca attiva del lavoro, per aiutare a comprendere quali sono le proprie risorse e come presentarle in un colloquio di selezione, per  definire un percorso individuale di inserimento lavorativo che tenga conto delle caratteristiche della persona. Il livello di intensità del percorso di orientamento varia in funzione delle esigenze orientative del singolo utente.

In base al progetto di percorso si possono, ove possibile, attivare percorsi di formazione e/o tirocini.

Il servizio offre tutoraggio nel processo formativo e di apprendimento dei soggetti impegnati nei tirocini (tirocinanti).

Per le situazioni di maggiore gravità,(in particolare per disabilità cognitive) viene coinvolto anche il Servizio di Accompagnamento al Lavoro (SAL) dell'ambito territoriale di competenza.

Cosa fanno gli operatori dei servizi amministrativi? Approfondiscono il contesto provinciale di riferimento oppure no? Acquisiscono dati sulle aziende presenti sul territorio (obbligo/non obbligo, coperte/scoperte, motivi scopertura, settori merceologici, competenze richieste)?

Il servizio Collocamento mirato - Area aziende private acquisisce i prospetti informativi delle aziende pubbliche e private che contengono la denuncia della situazione aziendale rispetto agli obblighi previsti dalla L. 68/99. Notifica le eventuali scoperture, e gestisce le conseguenti attività amministrative relative all'assolvimento dell'obbligo. I profili professionali principalmente richiesti, sono quelli legati all'attività produttiva specifica dell'azienda, e raramente riguardano profili amministrativi e più in generale impiegatizi.

Svolgono attività di inserimento in che modo? Con tutor?

L'operatore del collocamento mirato esperto in mediazione collabora con l'azienda per definire  in maniera completa il profilo professionale richiesto e per individuare le competenze utili nel contesto aziendale, le modalità, le tipologie di inserimento ed i programmi di assunzione adeguati all'organizzazione dell'impresa. Questo consente di facilitare l'azienda ed anche di poter procedere poi al matching, cioè all'abbinamento tra le capacità possedute dalla persona e i requisiti richiesti dall'azienda.

Il servizio offre alle aziende una attività di preselezione per agevolare l'individuazione della persona da inserire.

In alcuni casi (definiti in base alle particolarità dell'azienda o della persona) è attivato un servizio di tutoraggio durante l'inserimento nell'attività lavorativa.

Rispetto al mantenimento dell'attività lavorativa hanno delle iniziative?

Quando il lavoratore con disabilità o l'azienda abbiano prospettato (al Servizio Collocamento Mirato ed al Comitato tecnico) situazioni che mettono a rischio il posto di lavoro, il servizio decide la strategia per cercare di facilitare la soluzione del problema e si  attiva, anche a mezzo del servizio tutorato, per fare colloqui sia con il lavoratore sia con il datore di lavoro, cercando di comprendere le difficoltà di ciascuno per poter mediare e risolvere le criticità.

In merito a questo punto, però, il Centro per l'Impiego di Perugia ha dichiarato di non svolgere nessuna attività.


Dubbi/aspetti da approfondire che emergono dalla Relazione sulla Legge n. 68/1999:

Imprese non soggette all'obbligo che assumono: perché e per come?

Non si tratta di casi frequenti, e comunque riguarda principalmente aziende che sono prossime al raggiungimento dei livelli dimensionali che fanno scattare l'obbligo di inserimento del disabile. In altri casi, assumono principalmente per avere le agevolazioni.

Chi viene assunto con la Legge n.68(tipologia di disabilità e livello di gravità)?

Mediamente i profili richiesti sono gli operai, quelli cioè  tipici del mercato del lavoro della regione Umbria. Il datore di lavoro cerca sempre di selezionare la persona che abbia delle disabilità compatibili (per tipologia e grado) con la mansione che devono andare a ricoprire; nel caso di disabilità psichiche hanno resistenze e talvolta pregiudizi.

Che tipo di discriminazione subiscono le donne?

Nel caso di ricerca di operai in aziende metalmeccaniche la scelta è di preferenza per gli uomini.

Che legame c'è (o ci dovrebbe) essere tra servizi di mediazione e centri di formazione?
Le esigenze che scaturiscono dalla attività di mediazione vengono trasferite al Servizio Formazione che, per quanto possibile, promuove la necessaria attività formativa.

Attualmente, in virtù di apposito bando finalizzato all'inclusione sociale la Provincia di Perugia ha attivato decine di tirocini formativi retribuiti riservati agli iscritti alle liste di cui alla l.68/99.

Quali sono i motivi delle risoluzioni dei rapporti di lavoro?

Una volta avviato mediamente la persona con disabilità rimane in azienda.
Le risoluzioni sono per lo più legate a crisi a livello aziendale.

Come funzionano i servizi di mediazione?

Il servizio orientamento e mediazione sono gestiti dagli stessi operatori dell'area tecnica "sostegno e inserimento mirato e tutorato disabili" consentendo così di acquisire sia la conoscenza delle persone sia delle realtà aziendali; questo facilita l'operatore che può aiutare le persone a mettere in risalto le proprie risorse durante i colloqui di preselezione e che può cercare di  "mediare" con le aziende sia in fase di definizione dei profili sia in fase di preselezione. La conoscenza delle aziende consente inoltre di cercare di orientare al meglio le persone costruire insieme percorsi personalizzati che tengano conto in maniera adeguata dei contesti di riferimento.


Si segnala inoltre…

Nel mese di Febbraio (2011) è stato siglato un Accordo Quadro tra la Provincia di Terni e le Associazioni Datoriali, le Associazioni Sindacali e le Associazioni di persone con disabilità (FISH e FAND Umbria). L'Amministrazione si è impegnata a premiare le aziende che avvieranno al lavoro gli iscritti agli elenchi provinciali delle persone con disabilità e ad escludere da qualsiasi incentivo alle aziende private inadempienti agli obblighi di legge. Agevolerà l'adempimento agli obblighi della legge 68 delle aziende private che necessitano di profili particolari, attraverso convenzioni e percorsi formativi individualizzati finanziati, volti a favorire l'inserimento della persona con disabilità. Rafforzerà l'azione di accompagnamento in azienda delle persone con disabilità con particolari problematiche, per aumentare la percentuale di successo degli inserimenti; tutelerà le assunzioni tramite procedure definite di concerto con la Direzione Provinciale del Lavoro; metterà a disposizione di utenti con disabilità strumenti e risorse per creare opportunità occupazionali, come borse di osservazione, work experience, ecc.

Da parte loro, le associazioni delle persone con disabilità:

  • promuoveranno attività per la trasparenza, l'appropriatezza e l'efficacia delle azioni attivate dal Collocamento mirato;
  • proporranno e supporteranno, nelle sedi competenti, proposte di modifica della legge relativa al collocamento mirato, dei regolamenti e degli strumenti adottati;
  • parteciperanno alla costituzione e al coordinamento di un osservatorio permanente per monitorare costantemente l'applicazione della legge 68/99 sul territori. I dati e le informazioni rilevate, come ad esempio prospetti informativi sulle quote di riserva delle aziende, saranno consultabili anche in spazi specifici dei siti delle associazioni di riferimento. Tale osservatorio, in collaborazione e a supporto dell'attività svolta dal Servizio Collocamento Mirato Disabili, promuoverà azioni per portare all'attenzione delle istituzioni i fattori di criticità che ostacolano l'efficace funzionamento dei meccanismi previsti dalla Legge 68/99, dandone anche visibilità attraverso i canali di informazione;
  • promuoveranno, attraverso incontri e seminari, unitamente al Servizio Collocamento Mirato Disabili, gli strumenti e gli incentivi formativi disponibili per superare, anche attraverso lo strumento della convenzione, le rigidità sistemiche nei confronti dei privati in obbligo.

Sempre nel mese di Febbraio del 2011, è stato approvato un Atto d'indirizzo del Consiglio del Comune di Terni.  In particolare, il consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad inserire nei capitolati delle gare d'appalto la clausola sociale prevista dall'articolo 33 della legge regionale 26 del 2009 al fine di favorire l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, anche al di là dell'obbligo previsto dalla legge 68/99. Si chiede di utilizzare le cooperative sociali di tipo B nella realizzazione del 5% dei servizi complessivamente  esternalizzati; di inserire "nei capitolati delle gare d'appalto e nelle condizioni di esecuzione dei lavori, una richiesta tassativa di adozione da parte delle imprese e delle cooperative coinvolte di procedure per la selezione del personale disabile imparziali, trasparenti e realmente aperte a tutti, prevedendo eventualmente il coinvolgimento del Centro per l'Impiego della Provincia".

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