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Il Servizio Sociale nel Regno Unito. Problematiche e prospettive future presentate nella IV Conferenza di Servizio Sociale.

Pubblicato il 23/09/2010 - Letto 2182 volte
Il 14 settembre scorso, a Londra presso il King's College Hospital, si è tenuta la quarta edizione della Conferenza Nazionale di Servizio Sociale che quest'anno ha affrontato il tema del lavoro integrato nella rete dei servizi. Alla conferenza hanno partecipato anche gli assistenti sociali del Centro per l'Autonomia Umbro.

(a cura di Margherita Di Giorgio e Pierangelo Cenci)

La conferenza è stata realizzata con il supporto dei professionisti del Mental Health Social Work with Children & Adults programme e del Research Methods and Critical Appraisal for Social Worker e-learning short course, corsi specialistici per assistenti sociali attivi presso il King's College Hospital.

Il principale obiettivo della Conferenza è stato approfondire le problematiche che oggi l'assistente sociale deve fronteggiare nella realizzazione di una presa in carico multidimensionale, proponendo strategie e soluzioni innovative da implementare nel contesto delle attuali politiche socio-sanitarie.

La riflessione sulla propria identità professionale e sul legame tra teoria e prassi è stata posta a fondamento della costruzione di più efficaci rapporti di collaborazione con altri professionisti e di una rinnovata attenzione all'etica del proprio operato. Solo un approccio etico alla presa in carico può garantire la comprensione e la negoziazione tra i diversi linguaggi, princìpi e posizioni che stanno a fondamento sia delle relazioni inter-professionali sia di quelle con gli utenti. Nel servizio sociale questo si traduce nel riconoscimento della specificità e complessità dei bisogni e del diritto all'autodeterminazione di ognuno.

Nel corso della Conferenza è emerso che, per la realizzazione di più efficaci percorsi di presa in carico, sarà necessario superare sia l'attuale difficoltà nel garantire continuità degli interventi (dovuta all'esasperata mobilità lavorativa), sia l'eccessiva burocratizzazione del lavoro e standardizzazione degli interventi. La sfida per il futuro sta nel praticare la "riflessività" come disposizione professionale e come processo nella realizzazione della presa in carico.

Questi temi accomunano la realtà degli assistenti sociali inglesi con quella italiana. Oggi, in Italia come nel Regno Unito il lavoro di rete fatica a diventare prassi consolidata. Alcuni assistenti sociali continuano a vederla come una minaccia alla loro identità professionale. Per questo motivo è importante continuare la riflessione sul tema e condividere esperienze.


Ma c'è anche il Centro per l'Autonomia al King's College Hospital

La partecipazione degli assistenti sociali del Centro per l'Autonomia Umbro (CpA Umbro) all'evento ha permesso, quindi, un utile confronto e ci ha offerto l'occasione di presentare una buona prassi italiana di lavoro integrato nella rete dei servizi. La Conferenza ha previsto, infatti, uno spazio dedicato alla presentazione di esperienze sul tema in oggetto in formato poster. L'esperienza del CpA Umbro è risultata in linea con quanto emerso negli interventi presentati.

La nostra trattazione si è focalizzata sul Protocollo stipulato nel 2009 dal CpA Umbro con Comune di Terni e ASL n. 4 che definisce un'innovativa modalità di realizzazione della presa in carico della persona con disabilità, apportando il valore aggiunto della consulenza ad alta specializzazione al percorso già realizzato in ambito istituzionale e soprattutto realizzando una progettazione globale, coordinata tra i vari soggetti in gioco e rispettosa dell'unità della persona. Questa metodologia di lavoro si rifà a quanto stabilito a livello normativo dalla Legge n. 328/2000 che, all'articolo 14, prevede che qualunque intervento indirizzato ad una persona con disabilità debba prevedere la realizzazione di un Progetto Individuale.

Il poster ha presentato gli esiti della valutazione di impatto del Protocollo, dimostrando il ruolo centrale che gioca il CpA nella rete dei servizi rivolti alle persone con disabilità. Infatti, l'applicazione della nuova metodologia ha portato ad un incremento nel numero dei progetti individualizzati portando di conseguenza un uso più razionale delle risorse in gioco e una maggiore efficacia e coerenza degli interventi.

A conclusione dell'evento, inoltre, è stato presentato il volume Reflective Practice in Mental Health. Advanced Psychosocial Practice with Children, Adolescents and Adults, a cura di Martin Webber e Jack Nathan, dell'Istituto di Psichiatria del King's College, in cui sono raccolti i contributi di diversi esperti sul tema della salute mentale. Il volume utilizza gli studi sui casi, in diversi setting, per illustrare e far riflettere sulle complessità affrontate dai professionisti operanti nel campo della salute mentale. Il volume vuole offrire una guida per gli assistenti sociali del settore.

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