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Atti della Conferenza Stampa del 26 giugno 2008

Pubblicato il 3/07/2008 - Letto 2277 volte
In data 26 giugno 2008, presso Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni - Sede del Consiglio Regionale dell'Umbria (Piazza Italia - Perugia) si è tenuta la Conferenza Stampa della FISH Umbria ONLUS per ribadire la propria posizione in merito ai seguenti documenti: Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza (PRINA), Piano Sanitario Regionale e Piano Sociale Regionale.

Logo FISH Umbria ONLUSLa Conferenza Stampa viene aperta da Raffaele Goretti (Presidente della FISH Umbria ONLUS): afferma l'importanza della partecipazione delle associazioni di persone con disabilità in questo momento in cui si stanno discutendo i termini di come gestire il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza. Ribadisce come sia necessario l'ascolto dei decisori politici. La responsabilità politica impone che le offerte politiche siano rispondenti ai bisogni delle persone. Si ribadisce l'importanza dei servizi socio-assistenziali che, nei nuovi Piani Regionali, non devono più avere una connotazione residuale. È necessario, inoltre, ridurre la forbice tra la politica alta e ciò che accade nei territori. La FISH Umbria ONLUS riafferma l'importanza di un raccordo con le organizzazioni sindacali, soprattutto quelle che tutelano gli anziani. Nei documenti presentati c'è una chiara definizione di persone con disabilità e persone con disabilità non autosufficienti per ribadire che le politiche per la disabilità non possono limitarsi solo all'assistenza, ma necessitano di una presa in carico che veda la centro la persona con i propri diritti e bisogni. Per far questo è necessaria la formulazione del Progetto Individuale (ex art. 14 Legge 328/2000). L'Umbria, complessivamente, spende poco per l'assistenza rispetto alle altre regioni. Goretti conclude affermando la necessità di diffondere le buone prassi.

Logo Centro EmpowerNet UmbroPrende la parola Andrea Tonucci (Vicepresidente della FISH Umbria ONLUS e coordinatore del Centro EmpowerNet Umbro). Entra subito nel merito del tema della Conferenza Stampa: il Progetto Individuale è lo strumento che garantisce la centralità della persona nella presa in carico per garantire il raggiungimento degli obiettivi di vita. Nel Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza (PRINA), invece, si parla di «pacchetti di prestazioni» e non di globalità della vita della persona, né di valutazione di impatto dei singoli piani e attività che devono venire attivati in base agli obiettivi fissati nel Progetto Individuale. All'interno di quest'ultimo, infatti, si ricompongono tutti i piani che sono necessari. Altro dato critico: l'assenza di dati sulla disabilità. Ciò significa che si progettano interventi senza conoscere le reali esigenze. La disabilità, in questo modo, senza cioè una visione olistica e multidisciplinare, diventa uno stigma. La posizione della FISH Umbria ONLUS è quella di non scendere ad alcun compromesso relativamente ai princìpi, mentre sulle possibili soluzioni è necessario arrivare ad un accordo, anche in vista del taglio delle risorse. I nuovi standard sui requisiti delle strutture riabilitative prevedono che nelle comunità alloggio le prestazioni degli operatori nei confronti degli ospiti vengano misurate in termini di minuti di assistenza per un ammontare di circa 100 minuti per ospite. Quindi, per coprire l'ammontare del tempo previsto dalla legge, è sufficiente un operatore ogni 12 ospiti. Questo dato appare ancora più scandaloso se si confrontano gli stessi dati con altre regioni (in Veneto, per esempio, in comunità alloggio il rapporto operatori/ospiti è di uno a quattro). Ciò che è previsto in questi standard è increscioso perché non permette che alle persone venga riconosciuto il diritto alla salute. Tonucci conclude, riallacciandosi all'introduzione di Goretti, ricordando l'importanza della partecipazione delle associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità, ma anche che - qualora non si ottengano le risposte adeguate - la discussione verrà spostata ad altre sedi

Riprende la parola Goretti che spiega come nella Classificazione del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) ci sia il cambio di prospettiva rispetto ad un modello strettamente medico perché viene data importanza ai fattori ambientali. Precisa che l'ICF è una classificazione e non una valutazione che serve ad individuare gli aventi diritto alla formulazione del Progetto Individuale.

Tonucci parla quindi del diritto alla vita indipendente che comporta anche la libertà di scelta dei servizi da attivare e, quindi, dell'assistenza autogestita (oltre che quella diretta).

Prende la parola Don Angelo Fanucci (Presidente della Comunità di Capodarco dell'Umbria), il quale concorda sugli obiettivi proposti dalla FISH Umbria ONLUS e chiede un confronto, distribuendo il contributo al Piano Sanitario Regionale.

Alla domanda di un giornalista in merito a cosa accadrà dopo questa Conferenza Stampa, Goretti spiega che il materiale che è stato consegnato ai giornalisti e ai presenti in sala verrà consegnato anche agili organi regionali. Inoltre, nel mese di luglio, ma in data da destinare, verrà organizzato un presidio sotto i «palazzi del potere regionale» in cui la FISH Umbria ONLUS esporrà le proprie ragioni.

Un altro giornalista chiede delucidazioni in merito all'assenza dei dati sulla non autosufficienza: Goretti risponde che il dato è parziale ed è relativo solo agli anziani. Dai dati risulterebbe che il 70% degli anziani è non autosufficiente, una percentuale più alta delle altre regioni.

Tonucci prosegue affermando che deve cambiare il presupposto degli interventi. C'è una differenza tra la persona anziana che acquisisce una disabilità da adulta, ma che ha avuto un passato lavorativo in cui ha potuto mettere da parte risorse personali ed economiche e la persona che ha una disabilità nell'età evolutiva o prima dell'accesso al mondo del lavoro e che, quindi, deve essere messa in grado di poter usufruire di un maggior numero di risorse.

Goretti conclude affermando la necessità che l'ente istituzionale faccia da interlocutore delle proposte delle persone con disabilità, al fine di trovare risposte e risorse. Il primo punto è quello della conoscenza dei dati con la quale fare un'attenta programmazione.


Materiali proposti nella conferenza

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