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L'"anello debole" del nuovo nomenclatore tariffario

Pubblicato il 27/03/2015 - Letto 2285 volte
Con l'aggiornamento dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), vengono introdotte sostanziali modifiche anche agli elenchi del Nomenclatore Tariffario. Si parla quindi di prodotti tecnologicamente all'avanguardia, con novità sia nella struttura che nella fornitura degli stessi. Se da un lato, il vecchio Nomenclatore, varato nel '99, ha necessità di essere adeguato agli obiettivi di vita delle persone con disabilità, dall'altro è comunque necessario che garantisca un'appropriata risposta alle loro esigenze di funzionamento. Sebbene sia ancora tutto da definire, alcuni commentatori già temono che con le attuali modifiche si rischi di erogare ausili di serie anche quando la richiesta è strettamente specifica e personalizzata; tutto questo, secondo la loro opinione, rischierebbe di andare a discapito dei diritti delle persone con disabilità. In questo articolo cerchiamo di fare il punto dello stato dell'arte.

Il vecchio Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili, varato con Decreto Ministeriale n. 332 nel lontano agosto 1999 [link a sito esterno], - come si legge in questo articolo [link a sito esterno] di Antonio Giuseppe Malafarina pubblicato su Superando.it - è stato ormai dichiarato "preistorico" proprio per il suo contenuto di prodotti obsoleti.

Come sostiene Malafarina, c'è attesa di nuovi elenchi, ma - secondo gli esperti e le associazioni che seguono le sorti delle varie leggi sui diritti delle persone con disabilità nel nostro paese - si teme che questa si protrarrà ancora per molto.

L'obbiettivo del nuovo Nomenclatore, atteso da molti anni, è quello di ampliare la gamma dei prodotti classificati con l'introduzione quindi di nuove protesi ed ausili di elevata tecnologia quali, ad esempio, comunicatori a sintesi vocali, sensori di comando, sistemi di riconoscimento vocale, protesi acustiche digitali e così via; tutti ausili che, nel 1999, non c'erano e che ora, assicura la Ministra Beatrice Lorenzin, saranno di sicuro contemplati nei nuovi elenchi. La nuova classificazione sembra vedere l'esclusione di prodotti quali i plantari di serie, la motocarrozzina a tre ruote ed altri ausili ormai ritenuti superati da tempo.

Tutte le novità, comunque, sono state illustrate nell'audizione in Senato il 4 febbraio scorso, nel corso della quale è stato assicurato un aggiornamento "continuo e sistematico" (come detto in quest'altro approfondimento).

Da quello che ci è noto, saranno disponibili un primo elenco di ausili su misura (ossia quelli fabbricati appositamente per la persona in base ad una prescrizione redatta da un medico specialista), e l'altro elenco di ausili di serie che a sua volta si dividerà in ausili pronti per l'uso e ausili che richiedono la presenza del tecnico per l'applicazione o messa in uso del dispositivo.

Queste modifiche, nella struttura e nella modalità di fornitura dei prodotti, potrebbe generare dei cambiamenti che interesseranno direttamente le persone con disabilità che necessitano di ausili personalizzati e specifici.

Infatti, secondo Malafarina e altri (si veda questo articolo [link a sito esterno] pubblicato su Disabili.com a titolo di esempio), l'anello debole della nuova formulazione del Nomenclatore sembra essere legato ai bandi d'acquisto: tutti gli ausili di serie, infatti, verranno acquistati mediante bandi per i quali il Ministero si impegna a fornire alle Regioni gli strumenti affinché le gare d'appalto siano fatte in maniera ragionata, ossia non al minimo ribasso bensì alla massima personalizzazione.

Il problema del bando di acquisto è oggetto di grandi discussioni e perplessità anche tra i più grandi sostenitori: la procedura di acquisto pubblica, infatti, può andar bene per quanto riguarda ausili utilizzabili indipendentemente dalle caratteristiche della singola persona, ma è del tutto inappropriata per ausili particolari, cosiddetti "ad personam", che rispondono quindi a specifiche necessità individuali.

Si rischia infatti di generalizzare i prodotti trattandoli non più come ausili "su misura" ma come ausili di serie, cosa che, secondo alcuni, comporterebbe l'erogazione di prestazioni di bassa qualità, la riduzione delle possibilità di individuare l'ausilio più adeguato per ciascuna persona e particolari necessità vitali.

Tutto ciò - come si legge anche in questo articolo [link a sito esterno] pubblicato sul sito dei Radicali - andrebbe a discapito di quei risparmi tanto attesi dalle aziende sanitarie, derivanti appunto dalla conformità dei beni forniti e dall'appropriatezza prescrittiva, con drastica riduzione di forniture errate.

Tuttavia gli stessi esperti, in particolare Renzo Andrich [link a sito esterno], ingegnere che, dal 1981 fino al 2002, ha operato presso la Fondazione Don Gnocchi di ONLUS di Milano e responsabile del SIVA (Servizio Informazioni Valutazione Ausili) e, attualmente, è responsabile dell'area di ricerca "Tecnologie Assistive per la disabilità e l'autonomia" del Polo Tecnologico, tendono a sostenere che la priorità assoluta in questo momento è che il Nomenclatore venga varato al più presto. Infatti, Andrich sostiene che ogni iniziativa di miglioramento - sebbene meritoria - porterebbe sicuramente ad uno slittamento dei tempi, cosa non proponibile. Infatti, egli stesso ricorda il tentativo naufragato nel non lontano 2008, quando, dopo estenuanti discussioni, all'ultimo momento, il nuovo Nomenclatore fu frenato anche a causa della caduta del Governo allora in carica.

Alla base di quanto successo, gli interrogativi sono giustificati. È questo un capitolo che per il momento rimane aperto, lasciando una guerra di pensiero in atto e soprattutto prolungando l'attesa degli utenti alla quale sarà destinato.

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