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L'UE firma il Trattato di Marrakech: libri, senza copyright, accessibili per le persone cieche

Pubblicato il 16/05/2014 - Letto 2163 volte
Il 30 aprile 2014, l'UE ha firmato il Trattato di Marrakech (approvato dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale nel giugno 2013) che riduce i vincoli del copyright sui libri destinati alle persone con disabilità con vari tipi di menomazioni visive e a tutti coloro per i quali la lettura su formato cartaceo costituisce una barriera.

Il Trattato di Marrakech sul libro accessibile (International Treaty On Limitations And Exceptions For Visually Impaired Persons/Persons with Print Disabilities) è stato adottato nel giugno 2013 dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI) - che comprende 186 Stati Membri - e promuove nel mondo l'accesso ai libri da parte delle persone con disabilità con varie menomazioni visive (cieche, ipovedenti, ecc.).

In particolare, riprendendo i princìpi dell'uguaglianza e delle pari opportunità - affermati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonché dalla Convenzione di Berna per la Protezione delle Opere Letterarie e Artistiche - il Trattato di Marrakech riconosce il diritto alla fruizione autonoma del libro accessibile sia per coloro che hanno menomazioni alle funzioni visive, sia per coloro per i quali il libro in formato cartaceo costituisce una barriera.

In particolare, il Trattato stabilisce che i rappresentanti dei diritti delle persone con varie menomazioni visive possano scambiarsi i libri disponibili sul mercato, in versione accessibile, senza dover sottostare alla legge sul copyright. Questo è un elemento fondamentale per la diffusione della cultura, del libro in genere e dell'informazione accessibile. I 186 Paesi membri firmatari del Trattato prendono atto proprio dell'importantissima funzione dell'espansione della cultura e l'adozione di mezzi culturali e di informazione per i Paesi membri.

Le attuali norme sul copyright impediscono anche alle biblioteche, o altri enti anche pubblici, di fornire e mettere a disposizione libri in formato accessibile se non preventivamente autorizzate o direttamente fornite dalle case editrici, nel rispetto delle vigenti norme sul copyright.

Obiettivo del Trattato è proprio quello sia di promuovere una cultura accessibile nei confronti delle case editrici, esortandole a pubblicare fin da subito libri anche in formato accessibile, sia di sensibilizzare i costruttori di software e di supporti informatici nel predisporre dei programmi ad hoc in base alla specificità delle esigenze dei lettori.

Per la sua portata universale e per il fatto che l'accesso ai libri non si limita alla sola letteratura, ma anche a testi di carattere educativo e istruttivo, il Trattato potrà essere di beneficio anche alle persone con disabilità che vivono nei Paesi in cerca di sviluppo, dove la mancanza di libri accessibili è, tra le altre cose, ancora molto forte.

Da una stima fatta dalla European Blind Union emerge che in tutto il mondo soltanto il 5% circa dei libri che oggi vengono pubblicati sono disponibili in versione accessibile.


Il Trattato e l'Europa

All'inizio dell'anno corrente, la Commissione Europea ha adottato uno strumento che le permette di chiedere la delega ai ventotto Stati membri per firmare il Trattato senza dover passare alle consultazioni nazionali. Il 30 aprile scorso l'UE ha firmato il Trattato enbsp; si è posta l'obiettivo di raggiungere il 100% dell'accessibilità editoriale.

Il Trattato entrerà ufficialmente in vigore e sarà vincolante quando almeno venti degli Stati nazionali facenti parte dell'OMPI lo avranno ratificato. In seguito, qualunque altro Stato potrà firmarlo e ratificarlo; l'auspicio è che venga ratificato nel più breve tempo possibile e non solo in Europa.


Un esempio concreto di come potrebbe cambiare il sistema dell'editoria accessibile

Il Trattato di Marrakech si pone quindi come obiettivo principale quello di garantire la cultura accessibile per tutti. Spetta ora ai singoli Stati mettere in atto proposte specifiche volte a garantire proprio questo.

Un esempio di come la ratifica italiana del Trattato possa portare un beneficio concreto lo possiamo trovare nel progetto "Il suono delle parole", promosso dalla Biblioteca Comunale di Terni (BCT) sulla spinta dell'APAV (Associazione PArole che Volano) di cui abbiamo parlato qualche tempo fa (news).

La BCT, ad oggi, incontra una grossa difficoltà nel poter offrire in formato accessibile gran parte del patrimonio librario che possiede: infatti, disponendo di un archivio prevalentemente formato da testi cartacei, la BCT non può trasformare gli stessi in formato accessibile, né per uso interno, né per qualsiasi altro utilizzo, senza preventiva autorizzazione delle case editrici che li hanno a suo tempo pubblicati (cosa non facile da ottenere proprio a causa del copyright). Questa è una delle ragioni che hanno portato la BCT a realizzare, tra l'altro, corsi di lettura ad alta voce per divulgare (unica modalità attualmente consentita) il patrimonio posseduto a tutti coloro che, con il libro in formato cartaceo, possono trovare qualche difficoltà.

Una volta che verrà ratificato il Trattato, questo problema non si porrà più, dal momento che, per gli usi consentiti nei confronti delle persone con disabilità, il copyright sarà abolito.

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