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Meno risorse al Ministero del Welfare: le ricadute sul Fondo Sociale e per la Non Autosufficienza

Pubblicato il 7/03/2014 - Letto 1911 volte
Se la Legge di Stabilità per il 2014, rispetto all'anno passato, prevede una piccola variazione positiva nelle risorse destinate al Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza e a quelle per il Fondo per le Politiche Sociali, il Decreto Legge n. 4/2014 taglia pesantemente sulle risorse del 2013 non ancora adoperate dalle Regioni. In questo focus si fa il punto della situazione rispetto alle risorse passate (ma ancora tutte o in larga parte da utilizzare) e quelle future di cui possono godere entrambi i Fondi.

La possibilità per le regioni italiane di finanziare politiche ed interventi sulla disabilità non di carattere strettamente sanitario, come si sa, è strettamente correlata alla disponibilità di risorse economiche derivanti da due stanziamenti nazionali: il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS) e il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNNA).

Sia l'FNPS, che esiste dal 1997, sia l'FNNA, che esiste dal 2006, negli anni sono stati oggetto di decurtazioni periodiche e di battaglie estenuanti da parte delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle Associazioni che le rappresentano.

Tra la Legge di Stabilità 2014 e il nuovo Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2014, le risorse destinate ad entrambi i Fondi subiranno un drastico ridimensionamento. Cerchiamo, quindi, attraverso i contributi di Pietro Barbieri (Presidente della FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e di Carlo Giacobini (direttore di Handylex.org), di ricostruire sommariamente cosa ne sarà dei due Fondi così importanti per le persone con disabilità.


Risorse 2013 del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza

Il Decreto di riparto per il 2013
Prima di pensare al "futuro" del FNNA, diamo uno sguardo all'anno appena trascorso, perché, in molte regioni, i soldi stanziati per il FNNA nel 2013 non sono stati ancora impiegati e questo ha creato non poche problematiche nell'erogazione dei servizi. Non solo, ma come vedremo a breve, con il Decreto Legge n. 4/2014, le cose si complicano ulteriormente.

Il FNNA per il 2013 è stato finanziato con 275 milioni di Euro al termine di una estenuate trattativa tra le Associazioni e il Governo di allora: ricordiamo, infatti, (ed è questa la causa del problema) che lo stanziamento per il 2013 è avvenuto al termine del 2012, ma che il Decreto di riparto (che dà indicazioni sulle "regole" di impiego e distribuisce, secondo criteri da definire, i diversi importi alle Regioni) è stato approvato il 20 marzo 2013 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 25 luglio 2013.

L'effettiva disponibilità della parte di FNNA di competenza delle Regioni, quindi, è avvenuta un anno dopo il formale stanziamento. Come afferma Barbieri, nell'articolo «Cosa succede al Fondo per le Non Autosufficienze?» [link a sito esterno] (pubblicato su Superando.it il 6 febbraio scorso), «di fronte a situazioni di reale emergenza, questi tempi sono di per sé inaccettabili e vieppiù è solo in queste settimane che le Regioni stano mettendo mano alle regole per l'impiego effettivo del Fondo, non senza polemiche, spesso sterili e dispersive».

In merito alle polemiche intorno alla destinazione della quota parte del FNNA, nella nostra Umbria è interessante confrontare due posizioni differenti, emerse a distanza di pochi mesi: la prima, del novembre scorso, è del Consigliere Regionale Paolo Brutti (Italia dei Valori) che, riallacciandosi alla rivendicazione delle Associazioni di persone con disabilità in merito alla destinazione dei fondi, chiedeva alla Giunta dati certi in merito («Sanità: "i disabili umbri bocciano la regione: come vengono spesi i 5 milioni del fondo?"» [link a sito esterno]); la seconda, di qualche giorno fa, è del Consigliere Regionale Andrea Smacchi (Partito Democratico) che, invece, delinea un quadro decisamente positivo del lavoro condotto dalla Giunta rispetto al tema del welfare («Welfare: "nonostante le difficoltà crescenti, la Regione investe ancora risorse importanti…"» [link a sito esterno].


Le nuove risorse per il Fondo per la Non Autosufficienza e per il Fondo per le Politiche Sociali

Fondo Nazione per la Non Autosufficienza
La Legge di Stabilità per il 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013 [link a sito esterno]) prevede una copertura del FNNA di:

  • 275 milioni di Euro per gli interventi propri del Fondo, cioè l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale, incluse quelle a sostegno delle persone affette da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica);
  • 75 milioni di Euro vincolati però ad interventi di assistenza domiciliare per le persone con disabilità (definite impropriamente dalla legge «gravi e gravissime»), incluse quelle affette da SLA.

I 350 milioni di Euro complessivi, poi, saranno oggetto del Decreto di riparto (e speriamo che, questa volta, venga pubblicato prima di luglio!).

Fondo Nazionale per le Politiche Sociali
Per il 2014, la Legge di Stabilità prevede una destinazione per il FNPS pari a 317 milioni di Euro. Anche in questo caso, seguirà il consueto Decreto di riparto fra le Regioni.


Lo scenario cambia: i soldi "drenati" al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Se con una mano si dà, con l'altra si toglie: infatti, dopo l'approvazione da parte del Parlamento della Legge di Stabilità 2014, a fine gennaio scorso, il Consiglio dei Ministri dell'allora Governo Letta ha approvato il Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2014 [link a sito esterno] che drena al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali le seguenti risorse:

  • 21,5 milioni di Euro nel 2014;
  • 6,4 milioni di Euro nel 2015;
  • 5,4 milioni di Euro nel 2016.

Le suddette risorse vengono recuperate prevalentemente dal Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e dal Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (quello stanziato, nel 2012, per il 2013): ciò significa che, proprio ora che le Regioni cominciavano a destinare le risorse ripartite del FNNA e del FNPS del 2013 per erogare servizi e prestazioni alle persone, il Decreto Legge n. 4/2014 cambia le carte in gioco, riducendo di almeno il 5% le somme destinate alle Regioni e, quindi, contribuendo ad una diminuzione ulteriore di suddetti servizi e prestazioni.

Di seguito si confrontano gli effetti della spending review (revisione della spesa) prima e dopo il Decreto Legge n. 4/2014.

A. La spending review della Legge di Stabilità, prima del Decreto Legge n. 4/2014
Come si apprende dall'analisi condotta da Giacobini «Tagli "retroattivi" del Fondo Sociale e Non Autosufficienze» [link a sito esterno] (pubblicata su Handylex.org il 13 febbraio scorso), la riduzione delle risorse destinate ai Ministeri è prevista dall'articolo 1, comma 427, della Legge di Stabilità; tuttavia, la Legge prevede uno scenario meno fosco del successivo Decreto Legge e, sopratutto, i tagli hanno effetto a partire dal 2015: il Commissario straordinario per la spending review, infatti, dovrà ridurre la spesa delle Pubbliche Amministrazioni in misura non inferiore a 600 milioni di Euro per l'anno 2015 e a 1.310 milioni di Euro negli anni 2016 e 2017.

Non solo, ma la Legge di Stabilità prevede di "rendere indisponibili" (ossia di congelare e non spendere per i fini originari) una parte degli accantonamenti dei Ministeri: fondi o stanziamenti non ancora ripartiti alle Regioni o già approvati, ma ancora non spesi.

La Legge di Stabilità, per il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, prevede una riduzione di 1,2 milioni di Euro nel 2015 e 2,7 milioni di Euro nel 2016.

B. La spending review "aggravata", dopo il Decreto Legge n. 4/2014
La "cattiva notizia" è che il Decreto Legge n. 4/2014, al secondo articolo, rivede radicalmente gli importi previsti dalla Legge di Stabilità, aumentando decisamente gli importi della rimodulazione affidata al Commissario per la revisione delle spese, e cosa più grave, prevedendo già dal 2014 risultati in termini di riduzione delle risorse:
  • almeno 488,4 milioni di Euro per il 2014;
  • 1.372,8 milioni di Euro per il 2015;
  • 1.874,7 milioni di Euro per gli anni 2016 e 2017;
  • 1.186,7 milioni di Euro a decorrere dal 2018.

La misura più severa prevista dal Decreto Legge n. 4/2014, inoltre, riguarda l'"indisponibilità" degli accantonamenti dei Ministeri, in quanto viene notevolmente elevato l'ammontare delle riduzioni e, soprattutto, vengono anticipate al 2014: dovranno essere stanziati, già da quest'anno, 21,5 milioni di Euro.

Il problema è che l'effetto di questi tagli è grave perché gli accantonamenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono notevoli: risultano presso il Ministero, infatti, sia le somme afferenti al Fondo per le Non Autosufficienze del 2013 (275 milioni di Euro) che quelle del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali 2013 (344 milioni di Euro).


La buona notizia, o meglio, la speranza

Il Decreto Legge, per la sua funzione di conferire potere legislativo temporaneo al Governo in caso di necessità ed urgenza, ha un'applicazione immediata (infatti, è stato pubblicato il giorno dopo ed è entrato subito in vigore), ma richiede, entro 60 giorni, l'approvazione da parte del Parlamento, pena la perdita di efficacia delle disposizioni previste.

Attualmente il Decreto Legge n. 4/2014 è all'esame in Parlamento per la conversione in legge: si confida nei lavori parlamentari, in fase di conversione, per eventuali modificazioni a vantaggio dei Fondi, ma soprattutto a vantaggio dei diritti delle persone con disabilità.

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