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Perché firmare la «Petizione Popolare Nazionale per il finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza per le persone non autosufficienti»

Pubblicato il 30/07/2012 - Letto 1830 volte
È una petizione importante quella cui aderisce anche la FISH Umbria ONLUS: riguarda i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria) per le persone con disabilità. La Petizione è promossa dalla Fondazione Promozione Sociale di Torino e ha lo scopo di garantire il diritto pienamente esigibile alle prestazioni socio-sanitarie semiresidenziali e residenziali ad oltre un milione di italiani. E questo tanto più perché, nonostante le leggi vigenti, molto spesso alle persone di cui sopra non sono fornite le prestazioni dovute obbligatoriamente dal Servizio Sanitario Nazionale e dai Comuni con il pretesto, costituzionalmente illegittimo, della carenza delle risorse economiche pubbliche. La Petizione - che può essere sottoscritta da qualsiasi cittadino elettore - si lega perfettamente, per gli scopi che si prefigge, con la campagna che la FISH nazionale sta portando avanti per una "spending review" (revisione della spesa pubblica) volta a far spendere meno allo Stato, ma a farlo spendere meglio.

L'Italia sta vivendo una fase politico-istituzionale molto delicata: la crisi internazionale ha portato l'Unione Europea a richiedere forti misure di "dimagrimento" della spesa pubblica ai singoli Stati membri. Tra le molte questioni, sono due gli argomenti che riguardano strettamente il futuro dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria): l'introduzione nella Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio e la "spending review", ossia la revisione della spesa pubblica.

La modifica costituzionale è avvenuta tramite la Legge Costituzionale n. 1 del 20 aprile 2012 ed interessa gli articoli 81, 97, 117 e 119 della Costituzione (leggi qui il testo della Legge, collegamento a sito esterno), ossia il Parlamento, le Pubbliche Amministrazioni, le Regioni e gli Enti locali. In sostanza, tutte le Istituzioni - a partire dall'esercizio finanziario che interesserà il 2014 - dovranno assicurare «l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio». Su questo argomento sono state sollevate molte perplessità e molti apprezzamenti, ma in questo approfondimento non parleremo del merito della bontà o meno della norma, quanto del fatto che essa - assieme alla "spending review", di cui parleremo tra breve - potrebbe dar luogo ad un venir meno di prestazioni dovute obbligatoriamente dal Servizio Sanitario Nazionale e dai Comuni con il pretesto della carenza delle risorse economiche pubbliche e dell'impossibilità di indebitarsi per trovarne di aggiuntive.

L'altra questione - un po' più stringente per l'immediatezza dei tempi di attuazione - è la "spending review", ossia lo strumento per operare la revisione della spesa pubblica. Come tutti gli strumenti, può essere positiva (equa) o negativa (iniqua) in base alle scelte politiche che verranno adottate. A questo proposito, afferma la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap): «[…] La "spending review" deve, e può, servire a garantire il diritto alla salute e all'assistenza socio sanitaria, con un'opera continua di riqualificazione della spesa pubblica, per rendere sempre più appropriata l'offerta del welfare, avvicinandola ai bisogni dei cittadini […]». La FISH, come abbiamo detto in queste pagine, mediante un documento di 10 punti programmatici (leggi qui la news), sta promuovendo un appello al Governo Monti «[...] per scongiurare la logica dei tagli lineari, e assumere precisi impegni per contribuire alla riqualificazione del Servizio Socio Sanitario pubblico [...]».

Si colloca all'interno di questo quadro la Petizione Popolare Nazionale che sta promuovendo la Fondazione Promozione Sociale di Torino che ha lo scopo di garantire il diritto pienamente esigibile alle prestazioni socio-sanitarie semiresidenziali e residenziali ad oltre un milione di italiani. Il problema, tuttavia, è che, in violazione alle leggi vigenti, molto spesso alle persone di cui sopra non sono fornite le prestazioni dovute obbligatoriamente dal Servizio Sanitario Nazionale e dai Comuni con il pretesto della carenza delle risorse economiche pubbliche (attualmente, il pretesto è costituzionalmente illegittimo, ma dal 2014 potrebbe diventare legittimo).

L'allarme lanciato dalla Petizione, tra l'altro, ha trovato una vasta, e forse inaspettata, eco fin negli alti piani della politica, dal momento che, l'11 luglio 2012, la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la Risoluzione n. 8-00191 che impegna il Governo ad assumere le iniziative necessarie per assicurare la corretta attuazione e la concreta esigibilità delle prestazioni sanitarie e delle cure socio-sanitarie, previste dai LEA assicurando l'erogazione delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, concernente i livelli essenziali di assistenza (leggi qui la Risoluzione in PDF).

È chiaro, quindi, che l'appello in 10 punti della FISH e la Petizione della Fondazione di Torino si collocano nella stessa linea d'onda. Per questo motivo, la FISH Umbria ONLUS ha deciso di appoggiare entrambe le iniziative, di cui potete leggere motivazioni e modalità di adesione, cliccando, rispettivamente qui (collegamento a sito esterno) e andando a leggere questa news.

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