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Per il riconoscimento del diritto all'integrazione scolastica verrano utilizzati i codici previsti dall'ICF?

Pubblicato il 14/03/2008 - Letto 1418 volte
Sono un'insegnante di sostegno di scuola superiore e ho saputo che con i nuovi codici ICF molti disturbi non potranno più essere certificati e perciò molti alunni non avranno diritto al sostegno. Vorrei sapere se queste informazioni sono corrette e cosa succederà a tutti quegli alunni.Grazie
Diana, 40 anni

Risposta

Gentile insegnante,
l'approccio teorico che sta alla base della Check-list dell'ICF mira a realizzare la massima inclusione possibile delle persone con disabilità nelle aree di vita. Bisogna distinguere, inoltre, tra la valenza universale dell'approccio e le modalità con le quali a livello locale lo strumento trova applicazione.
Nella Sua e-mail, fa riferimento all'influenza che i nuovi codici della Check-list dell'ICF avranno sul rilascio di una certificazione per il diritto all'integrazione scolastica.
Attualmente, il diritto all'integrazione scolastica è disciplinato dalla Legge n. 104/1992. Durante la visita in Commissione per l'accertamento dello stato di handicap, la disabilità dell'alunno viene valutata secondo i criteri dell'ICD-10 che è una classificazione dell'OMS dedicata alle malattie. Quindi la certificazione attualmente necessaria per l'integrazione scolastica è quella del riconoscimento dello stato di handicap (Legge 104/1992).
Non conosciamo la Sua città di provenienza, ma Le possiamo dire che le Regioni non possono adottare nuovi criteri di valutazione per il rilascio delle certificazioni senza una nuova norma nazionale. Devono essere definite delle linee guida affinché vengano rispettati i diritti delle persone e affinché - pur nel rispetto delle autonomie locali - nelle ASL avvenga un trattamento uniforme della materia.
Dalla lettura della Sua e-mail, infine, possiamo evincere una Sua preoccupazione in merito ad una adozione discriminatoria dell'ICF. Tuttavia, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) considera auspicabile l'applicazione dell'ICF come strumento da adottare nelle valutazioni sulla disabilità, in quanto ritiene che questo approccio metta al centro dell'intervento la persona, garantendo una presa in carico globale e la costruzione di un Progetto Individuale.
Il modello dell'ICF, pertanto, garantisce una maggiore tutela dei diritti delle persone con disabilità e la loro inclusione sociale nei contesti di vita, e quindi anche nella scuola.
Rimaniamo a Sua disposizione per un confronto su tale argomento e Le invitiamo a darci maggiori chiarimenti in merito alle sua preoccupazioni.

APPROFONDIMENTI:
ICD-10

Progetto Individuale

Presentazione ICF

RIFERIMENTI NORMATIVI:
Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, «Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate»

Cordiali saluti,
Margherita Di Giorgio e Pierangelo Cenci
(Assistenti sociali del Centro per l'Autonomia Umbro)
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