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I costi dei servizi sociali in Umbria e la razionalizzazione della spesa per il Distretto n. 1 della ASL di Terni

Pubblicato il 20/04/2012 - Letto 500 volte
È tempo di bilanci e di preoccupazioni visti i tagli: se da un lato l'ISTAT ha pubblicato il rapporto sul welfare dove emergono cifre e dati sulla spesa sociale in Umbria, dall'altro emergono dati che fanno preoccupare il Distretto socio sanitario n. 1 della ASL n. 4 di Terni, che, rispetto agli altri Distretti della stessa ASL, presenta il "conto" più alto.

Nella nostra regione il costo, per la precisione, è di 85 milioni 585 mila Euro per i servizi sociali considerati essenziali (nel calcolo non rientra la sanità). Questo è quello che emerge dal Secondo Rapporto sulla Coesione Sociale pubblicato dall'ISTAT il 13 febbraio 2012 (leggi qui per approfondimenti). Il Rapporto, formato da una serie di tavole statistiche che offrono dati (generalmente aggiornati al 2010) articolati a diversi livelli territoriali, consente comparazioni regionali e internazionali con l'obiettivo di fornire alla comunità ed ai decisori politici le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.

Degli 85 milioni e 585 mila Euro per i servizi sociali umbri, 31 milioni sono destinati ad interventi e servizi, altrettanti sono necessari al mantenimento delle strutture, 23 vanno per i trasferimenti di denaro ai vari enti.

Riguardo alla distribuzione delle risorse, il 48% è destinato al sostegno di famiglie e minori, il 12% alle persone con disabilità, il 2% alla lotta contro le dipendenze. La quota riservata agli anziani è stimata al 17%, contro il 9 destinato agli immigrati e il 13 per gli aiuti alle fasce sociali più povere.

E fin qui, sono dati che servono a fornire la "fotografia" della spesa sociale in comparazione con le altre regioni d'Italia. Ma quando, poi, i dati mettono a confronto Distretti socio-sanitari diversi della stessa ASL, allora la questione diventa più critica e genera preoccupazioni.

La situazione a Terni. Il Distretto socio-sanitario n. 1 della ASL di Terni è quello che, in proporzione, spende di più per i servizi socio-sanitari, rispetto agli altri due Distretti socio-sanitari della stessa ASL (Orvieto e Narni-Amelia).

A tale proposito, il 12 aprile il Direttore generale della ASL Vincenzo Panella ha approvato la Delibera n. 341 con la quale si rileva «[…] per gli anni 2009-2011 il persistere di una situazione di difformità di spesa pro capite nei tre distretti territoriali […]» nonostante il tasso di vecchiaia a Terni sia inferiore a quello di Orvieto e Narni-Amelia.

Nella Delibera l'obiettivo è quello di «[…] razionalizzare, ottimizzare e uniformare a livello territoriale la spesa socio sanitaria […]». La Delibera prevede la revisione dei costi in vista di una razionalizzazione, eliminando eventuali inefficienze per migliorare l'impiego delle risorse pubbliche e «[…] procedere a una verifica della correttezza e della trasparenza delle procedure sanitarie e amministrative in uso da parte degli ordinatori di spesa del Distretto 1 […]».

E alla Delibera seguono, immancabili, le reazioni: dal lato della dirigenza ASL, riunione convocata immediatamente da Panella, perché dirigenti e funzionari del Distretto forniscano in breve tempo il quadro completo della situazione (costi, criteri di erogazione dei servizi, ecc.); dal lato dei Sindacati, c'è la Funzione Pubblica della CGIL che, per bocca di Paolo Favetta, afferma la possibilità che ci siano tagli del 30% per la ASL di Terni che, in pratica, sono «[…] altri 5 o 6 milioni di euro […]» e che preannuncia «[…] un altro colpo, un'altra manovra di macelleria sociale […]».

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