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Riforma del lavoro e disabilità: le novità introdotte

Pubblicato il 29/03/2012 - Letto 2088 volte
Mentre il Governo pone come obiettivo l'approvazione del testo della riforma entro l'estate, diamo uno sguardo a quanto la nuova disciplina del mercato del lavoro prevede per i lavoratori con disabilità.

La riforma "Fornero" del mercato del Lavoro è stata approvata «salvo intese» dal Consiglio dei Ministri lo scorso 23 marzo ed ora deve superare lo scoglio più difficile: quello del Parlamento; la riforma approderà alla Camera come disegno di legge e lì potrà essere modificata.

Come riportato da tutti i giornali, le novità più importanti riguardano la disciplina del licenziamento individuale che va a modificare le norme contenute nell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ma c'è anche il cambiamento di alcune forme contrattuali, del sistema degli ammortizzatori sociali e delle tutele in costanza di rapporto di lavoro.

Tralasciando la disamina delle varie novità introdotte, che non rileva in questa sede, ci soffermiamo, invece, sull'analisi del Capitolo n. 8 "Efficace attuazione del diritto al lavoro dei disabili" che, invece, ci riguarda da vicino.

Dalla lettura del testo emerge che con la riforma si intende favorire l'inserimento e l'integrazione nel mondo del lavoro dei lavoratori con disabilità; per far ciò l'intenzione è quella di intervenire  sulla Legge n. 68/1999 estendendo il campo di applicazione.

In particolare, la base per il calcolo della quota di riserva per l'assunzione delle persone con disabilità dovrà comprendere tutti i lavoratori assunti con vincolo di subordinazione, con l'esclusione di alcune (ridotte) categorie: (lavoratori con disabilità già in forza, dirigenti, soci delle cooperative, contratti di reinserimento, lavoratori assunti per attività da svolgersi all'estero, lavoratori interinali occupati presso l'impresa utilizzatrice, lavoratori socialmente utili assunti, lavoratori a domicilio, lavoratori che aderiscono al programma di emersione).

Altro intento del Governo è contrastare gli abusi; infatti, si legge sempre nel testo della riforma, verrà limitata anche la possibilità - per i datori di lavoro che operano in particolari settori - di ottenere un esonero, totale o parziale, dall'obbligo di assunzione di persone con disabilità.

La nuova normativa sul numero garantito di posti di lavoro per persone con disabilità comporterà un aumento dei controlli da parte dell'Ispettorato del Lavoro sulla correttezza dei prospetti informativi delle quote di riserva cui sono tenute le aziende pubbliche e private.

Anche se è ancora presto per esprimere un giudizio di merito sulle proposte, si può, comunque, apprezzare l'intento del Governo di aumentare i controlli sui vari escamotage che alcune aziende pongono in essere per derogare all'obbligo di assunzione di lavoratori iscritti alle "categorie protette".

Va rilevato, però, che parere contrario viene dai sindacati, in particolare dalla CGIL, che sostiene che nella riforma, in concreto, non c'è "niente per le persone con disabilità" e, soprattutto, visto il quasi azzeramento del Fondo per il collocamento mirato il diritto al lavoro per le persone con disabilità è un altro passo verso la non esigibilità del diritto.

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