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Quanti soldi (in meno) per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali?

Pubblicato il 10/12/2010 - Letto 1619 volte
All'indomani dell'approvazione della Legge di Stabilità (ex Legge Finanziaria), moltissimi organi di informazione hanno erroneamente riportato che il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali avrebbe goduto di un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di Euro. Ma è veramente così?

Analisi economica

Leggendo attentamente il testo di legge, si coglie che tale affermazione è grossolana e crea false aspettative. Vediamo perché: per il 2011, in effetti, la Legge di Stabilità - approvata dalle Camere lo scorso 7 dicembre - prevede un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di Euro da destinare al Fondo Nazionale sulle Politiche Sociali; attenzione, però: il bilancio di partenza per il prossimo anno è nettamente inferiore a quello che fu previsto per l'anno che si sta per concludere.

Infatti, nel «Bilancio di previsione dello Stato» del 2010 (l'atto, autorizzato dal Parlamento, che riporta le entrate e le spese che il Governo prevede di realizzare nel corso dell'anno), per il Fondo Nazionale sulle Politiche Sociali, erano stati previsti 435 milioni di Euro complessivi, da suddividere fra Regioni e Ministero.

Per il 2011, invece, il «Bilancio di previsione dello Stato» ha proposto un importo di 75 milioni di Euro (la Legge di Stabilità definisce l'esatta misura dello stanziamento per il 2011 per un ammontare di 73,8 milioni di Euro, come indicato dalla Tabella C del testo di legge).

Quindi, la base di partenza, tra il 2010 e il 2011, è ben diversa!

A questo punto, la stessa Legge di Stabilità, all'articolo 1, comma 38, prevede il "famoso" incremento: «[…] Per l'anno 2011, lo stanziamento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali […] è incrementato di 200 milioni di euro […]». La cifra finale complessiva che costituisce il Fondo per le Politiche Sociali per l'anno 2011, quindi, è di 273,8 milioni Euro.

Il motivo per il quale si è detto che l'informazione dell'incremento di 200 milioni di Euro era grossolana si trova nel fatto che il concetto stesso di «incremento» è relativo: se si tiene conto del solo bilancio previsto nel 2011, esso si può certamente considerare tale (da 73,8 milioni di Euro a 273,8 milioni di Euro); ma se - più correttamente - si fa un raffronto con il 2010 (ossia, i 435 milioni di Euro del 2010 contro i 273,8 milioni di Euro del 2011) il risultato è: 162 milioni di Euro in meno.

È andata peggio al Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza: 400 milioni nel 2010, 0 nel 2011.


Analisi Politica

Per l'analisi politica ci affidiamo alle parole di Pietro Vittorio Barbieri (Presidente della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap):

«[…] I servizi di aiuto alla persona, i progetti per la vita indipendente, l'assistenza diretta e indiretta, difficilmente potranno ancora essere garantiti dagli enti locali. […] Francamente non è nemmeno comprensibile la logica del Governo. Se non si fida di come le Regioni spendono i quattrini del Fondo, faccia a meno di finanziarlo, oppure verifichi, controlli, svolga il suo ruolo. Stanziare 200 milioni non ha senso […]».

Una logica incoerente, rafforzata da scelte discutibili: da una parte, si azzera il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza; dall'altra, però, si stanziano 100 milioni di Euro per «[…] interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati […]» (elenco 1, Allegato 2).

La questione, dunque, è che - oltre al fatto che quei 100 milioni di Euro dovrebbero finire proprio nel Fondo che è stato azzerato - si ripresenta una logica pietistica e residuale che ha la velleità di "garantire" - peraltro con una misura una tantum - interventi non definiti e, per giunta, solo per una parte delle persone con disabilità di questo paese.

Ancora una volta ha vinto la logica del modello bio-medico che mette al centro la "patologia" (in questo caso la SLA, ma l'anno prossimo potrebbe essere, tanto per fare degli esempi, la sindrome di Down o la distrofia muscolare!), relegando la persona - con le sue caratteristiche, le sue risorse e - soprattutto con il suo diritto ad un progetto di vita - ad un ruolo marginale.

«[…] Politiche sociali che non hanno logica - conclude Barbieri - né in termini di una presunta ottimizzazione della spesa, né - tanto meno - in termini di garanzia dei diritti umani e civili dei cittadini più discriminati […]».

Tratto da: «Legge di Stabilità e politiche sociali: errata corrige» (www.fishonlus.it).

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