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Questione di "ponti"… di vista!

Pubblicato il 3/06/2009 - Letto 1388 volte
La FISH Umbria ONLUS, sezione di Terni, già nei mesi scorsi, si è attivata per affrontare quello che si sarebbe potuto presentare come una discriminazione per i cittadini con disabilità relativamente all'intervento di riqualificazione urbana in prossimità di Ponte Carrara per rendere possibile l'accesso al fiume Nera. La FISH, infatti, ha indotto i tecnici dell'Amministrazione a trovare un'appropriata soluzione, tuttavia, l'attenzione maggiore, ancora una volta, è andata ad un'inaugurazione troppo frettolosa e ad una spettacolare, anche se tardiva, protesta.

Il 28 maggio è stato inaugurato l'intervento di riqualificazione urbana dell'area ex bar Hawai, in prossimità di Ponte Carrara, e delle sponde del fiume Nera. L'intervento progettato dall'amministrazione comunale, vuole rendere possibile l'accesso al fiume su due livelli, quello superiore, sul piano stradale, dalla terrazza a forma di prua, e poi dal livello inferiore con la passeggiata lungo il fiume.

Nella serata inaugurale "alcune" persone a gran voce hanno denunciato l'inaccessibilità della nuova opera pubblica, impedendo loro stessi (con le loro due carrozzine) l'accesso alle scale di collegamento con il nuovo percorso che è in corso di realizzazione lungo la sponda del fiume Nera.

Le associazioni aderenti alla FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e quelle della FAND (Federazione Associazioni Nazionale Disabili) da anni operano per rappresentare e tutelare i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie e, per tale ragione, ancora una volta si chiedono: per cosa, quando e come protestare?

Risulta evidente che, allo stato attuale, l'intervento di riqualificazione urbana non è ancora accessibile, ma che senso ha protestare, al di là di ragioni puramente elettorali, quando è altrettanto evidente che i lavori non sono ancora ultimati? Soprattutto che senso ha protestare in occasione di una pseudo-inaugurazione parziale per ottenere, al più, il clamore necessario a conquistare un articolo sul giornale? Che senso ha cercare di cambiare le cose sfogando la propria (comprensibile!) rabbia in piazza?

Riteniamo che, al di là del tempismo delle due iniziative (l'inaugurazione e la protesta), ci sia da riflettere sul fatto che, anche grazie alle tempestive sollecitazioni della FISH, si è raggiunto un risultato oggettivo: è stata progettata (come da elaborato grafico esposto al pubblico durante l'inaugurazione) e finanziata (secondo le dichiarazioni dei tecnici progettisti comunali e del RUP responsabile dell'opera pubblica) la realizzazione di una pedana elevatrice, che non si limita ad un mero e spesso inadeguato adempimento dei vincoli di legge, ma in questo caso costituisce una soluzione non discriminante, funzionale e ben integrata nel complesso.

La FISH e la FAND prendono le distanze dalla protesta dell'altra sera, poiché senza urlare, ma con la concretezza di ineccepibili ragioni tecniche e legali avevano già indotto l'Amministrazione e i suoi tecnici a provvedere all'adeguamento dell'opera al fine di garantirne la piena accessibilità.

Le 12 associazioni territoriali aderenti alla FISH e alla FAND, si sarebbero unite nella protesta e sarebbero ricorse alle vie legali laddove l'evento fosse stato causa di discriminazione, ossia se ad alcuni fosse stata preclusa la possibilità di parteciparvi a causa di ostacoli fisici.

Dal nostro punto di vista, se proprio un ponte doveva essere oggetto di una protesta, sicuramente più degno di nota (di demerito) è Ponte Allende, dove si arriva al paradosso in cui la rampa, (ben) realizzata per garantire l'accessibilità alle sponde del fiume, risulta preclusa alle persone con disabilità a causa di dissuasori mal realizzati e mal collocati. Per evitare tutto ciò sarebbe bastato confrontarsi preventivamente con le associazioni, come è avvenuto per i Campacci o per il Parco delle Grazie.

Per la responsabilità che deve avere un movimento associativo che intende tutelare i diritti delle persone, non si può che diffidare tanto da chi sa solo urlare le proprie ragioni (dichiarandosi arbitrariamente portavoce di tutti) quanto da chi, incapace di ascoltare, non riconosce i propri errori ed è incomprensibilmente lasciato perseverare.

In conclusione, così come nel passato, anche con la prossima Amministrazione, a prescindere dalla sua collocazione politica, la FISH e la FAND si pongono l'obiettivo di destinare le proprie risorse ed energie alla formulazione di proposte concrete per le politiche e gli interventi, e se necessario agire nelle sedi opportune al fine di assicurare efficacia alla propria azione in qualità di garante dei diritti di ogni essere umano.

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