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Advocacy: un esempio concreto al Liceo Galilei di Terni

Pubblicato il 27/10/2008 - Letto 1880 volte
Finalmente il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Terni, grazie all'intervento della Provincia, abbatterà le barriere architettoniche che impediscono la piena fruibilità dell'edificio alle persone con disabilità. In attesa del completamento dei lavori, il Dirigente del Servizio Edilizia della Provincia comunica formalmente che la ASL n. 4 «fornirà alla scuola un montascale a cingoli per consentire l'accesso all'Istituto».

Foto del Liceo scientifico "Galileo Galilei" di TerniUna associata ad una delle associazioni aderenti alla FISH Umbria ONLUS, genitore di una studentessa del Liceo Galilei, ha denunciato alla Federazione la presenza delle barriere architettoniche all'interno dell'Istituto che le impediscono di poter partecipare al percorso scolastico della figlia.

La FISH Umbria ONLUS, attraverso gli operatori del Centro EmpowerNet Umbro e con la consulenza legale dell'Avvocato Salvatore Nocera (Vicepresidente della FISH nazionale), dopo aver analizzato la normativa relativa all'accessibilità degli edifici aperti al pubblico, ha elaborato una scheda tecnica che richiama la normativa vigente e le relative sanzioni in caso di inadempimento.

La scheda tecnica, accompagnata da una lettera firmata dal Vicepresidente della FISH Umbria ONLUS in cui si ribadivano i diritti fondamentali delle persone con disabilità (alla luce anche della recente Convenzione ONU), è stata indirizzata al Dirigente Scolastico del Liceo Galilei, all'Ufficio Scolastico Provinciale e al Presidente della Provincia di Terni.

La Provincia di Terni, in quanto ente proprietario dell'edificio scolastico, ha risposto, attraverso il Dirigente del Servizio Edilizia, Architetto Donatella Venti, che è già «in fase di ultimazione la progettazione per il completamento della eliminazione delle barriere architettoniche». In attesa del completamento dei lavori, la ASL n. 4 «fornirà alla scuola un montascale a cingoli per consentire l'accesso all'Istituto».

Questo episodio rappresenta una buona prassi in cui la denuncia contro una discriminazione non si è manifestata in un'estemporanea protesta utile per "eclatanti" titoli di giornale, ma è riuscita a tradursi in una stringente azione di advocacy in grado di produrre risultati concreti.

La differenza qualitativa sta nel fatto che l'articolo di giornale, pur meritevole, non è in grado di tradurre il riconoscimento universale del diritto negato, ma, al più, concentra l'attenzione sul singolo fatto avulso da un contesto complessivo, producendo un risultato, in una logica meramente risarcitoria, valido solo per il singolo.

L'azione richiesta alla FISH Umbria ONLUS da parte dell'associata, invece, mirava ad affrontare la questione non per suscitare lo scandalo, ma per far sì che il diritto all'accesso all'edificio scolastico (con tutto quello che ne consegue) potesse essere realmente esatto. Per questo motivo la FISH Umbria ONLUS ha attivato il percorso di advocacy.

Con il termine «advocacy» si intende la tutela dei diritti delle fasce deboli di popolazione. La Giurisprudenza ha riconosciuto la legittimazione ad agire ad associazioni che non promuovevano un giudizio per la tutela di interessi propri, ma di interessi diffusi, cioè di tutta la collettività.

Con la Legge 67/2006, le persone che vivono una situazione di discriminazione possono avvalersi della funzione di advocacy delle associazioni e degli enti che, come la FISH, sono stati individuati con apposito decreto. Le associazioni e gli enti sono legittimati ad agire in relazione ai comportamenti discriminatori, come è avvenuto in questo caso.

Le persone con disabilità che intendono avvalersi di questo importante strumento giuridico di tutela hanno la certezza che l'azione intrapresa, per l'autorevolezza che la contraddistingue, sollevi una questione che preveda risposte formali ed impegni concreti da parte di tutti i soggetti coinvolti.

La situazione che abbiamo raccontato in questa news rappresenta un buon esempio di un'azione di advocacy mossa dal Centro Risorse EmpowerNet per conto della FISH Umbria ONLUS, che ha trovato nella Provincia di Terni un interlocutore pronto a dare un'immediata e positiva risposta. L'ente provinciale si è dimostrato coerente con gli impegni presi nei giorni scorsi: è di pochi giorni fa, infatti, la notizia dell'adozione, da parte della Provincia di Terni, della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Questo fatto, al di là dell'importanza simbolica, rappresenta il segno di un cambiamento sostanziale che porta dal "semplice" riconoscimento dei diritti alla loro effettiva e concreta esigibilità

Alle persone con disabilità non basta il riconoscimento di un diritto, ma chiedono di poterlo applicare.

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