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Nomenclatore tariffario: nulla di fatto

Pubblicato il 1/04/2008 - Letto 1583 volte
La Conferenza Stato-Regioni non è stata in grado di approvare l'aggiornamento del Nomenclatore Tariffario, cioè dell'elenco delle protesi e degli ausili garantiti dal servizio sanitario nazionale.

Nonostante l'accordo delle Regioni, il Governo, a causa di divisioni al proprio interno, non è riuscito nemmeno ad approvare la parte relativa ai cosiddetti 'comunicatori', cioè quei dispositivi che utilizzano le più recenti innovazioni tecnologiche per restituire parola e possibilità di comunicazione a coloro che sono affetti da patologie neuromuscolari gravi.

L'ennesima occasione fallita dunque per il Nomenclatore Tariffario, che suscita la reazione di Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni. Per attirare l'attenzione sulla riunione della Conferenza Stato-Regioni e sulla necessità del via libera al Nomenclatore tariffario, la stessa associazione aveva tenuto un sit-in e avviato uno sciopero della fame alla quale hanno aderito oltre cento persone.

L'invito alle regioni era quello «a non dissipare questa occasione in favore della vita indipendente di milioni di persone disabili, in particolare quei disabili gravi che oggi sono letteralmente sepolti vivi dalla burocrazia che impedisce loro di accedere a strumentazioni in grado di garantire l'effettivo esercizio del diritto costituzionale alla libertà di espressione».


Lettera aperta al presidente Prodi

Lettera di Marco Cappato inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica e a tutti candidati Premier, pubblicata in prima pagina il 27 marzo sul quotidiano della Margherita Europa.

Signor Presidente,
quando la corporazione degli autotrasportatori organizzò il blocco natalizio dell'Italia, il Suo Governo impiegò poche ore a trovare le ingenti risorse per saziare i rivoltosi. Non sono invece bastati sette anni per un atto dovuto di rispetto per le persone disabili: il rinnovo del "Nomenclatore", cioè l'elenco delle strumentazioni che lo Stato fornisce per il superamento di disabilità. Evidentemente la "colpa" di questi cittadini è quella di non essere fisicamente in grado di riunirsi in corporazione per bloccare strade e aeroporti, o ricattare entrambi gli schieramenti.

Il "Nomenclatore" è fermo dal 1999, nonostante la legge preveda sia rinnovato al massimo ogni tre anni. Durante il decennio trascorso, il progresso ha fatto passi da gigante nelle strumentazioni per la comunicazione, come quelle che consentirono a Luca Coscioni e Piero Welby fare lotta politica nonostante la prigione di un corpo muto e immobile. Sarebbe stato sufficiente rispettare la legge e aggiornare gli elenchi, ma in Italia i termini di legge sono davvero obbligatori solo per i cittadini, mentre per lo Stato sono facoltativi.

E così, dopo cinque anni di inerzia del Governo Berlusconi, il ministro della Salute Livia Turco ha messo in piedi una Commissione governativa, che ha lavorato per due anni. Il risultato è stato consegnato alla Conferenza Stato-regioni, con un pubblico impegno da parte del Ministro di arrivare a una decisione il 6 marzo scorso, rinviata poi al 20 marzo. In quella data, con un capolavoro di impreparazione, la decisione è stata rinviata ancora. Pare il Governo abbia scoperto, dopo sette anni, un problema di copertura finanziaria, relativo a cifre ridicole se comparate a quelle elargite agli autotrasportatori.

Invio questa lettera per conoscenza al Presidente della Repubblica, come garante della legalità istituzionale. La invio anche ai candidati premier, sperando non la considerino come un eccesso di concretezza legalitaria rispetto alla grande disfida mediatica che li vede impegnati. Trattandosi di atti dovuti, e quindi realizzabili anche in "disbrigo degli affari correnti", mi auguro, signor Presidente del Consiglio, che Lei vorrà intervenire immediatamente, come è nel potere, e quindi nel dovere, del Suo Governo. In alternativa, mi auguro che chi ci legge per conoscenza non vorrà restare inerte di fronte a ferite forse "piccole" (?), ma certamente emblematiche dell'impotenza del potere italiano.


La news è tratta dal sito del Centro per l'Autonomia di Roma.

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