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Legge di Bilancio 2017 e rimozione di barriere architettoniche

Pubblicato il 18/12/2016 - Letto 2306 volte
La Legge di Bilancio per il 2017 è stata approvata definitivamente dal Parlamento. Forse la crisi del Governo che è stato guidato da Matteo Renzi ha imposto un'approvazione da parte del Senato senza ulteriori modifiche ed emendamenti rispetto al testo passato alla Camera, forse c'è altro, ma sicuramente - nonostante le promesse - nemmeno questa volta, per il diciassettesimo anno di fila, ci saranno finanziamenti per i contributi per la rimozione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Lo scorso 29 ottobre il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan presentò al Parlamento il Disegno di Legge di bilancio per il 2017, contenente le misure necessarie a conseguire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati dal Governo nel Documento programmatico di bilancio 2017. Il disegno di legge, approvato in prima lettura dalla Camera il 28 novembre, è stato poi approvato definitivamente dal Senato il 7 dicembre 2016 - senza alcuna modifica del testo approvato alla Camera, a causa della crisi di Governo - ed è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

In questo articolo si farà una breve disamina della Legge di bilancio relativamente ai fondi messi a disposizione per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati.

Il Fondo
Nel testo si legge che specifici finanziamenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche si trovano all'interno di un Fondo da 4,7 miliardi di Euro che dovrebbe servire, oltre alla rimozione delle barriere, anche per finanziare un ampio numero di altri interventi: i trasporti e la viabilità, le infrastrutture, la ricerca, la difesa del suolo, il dissesto idrogeologico, l'edilizia pubblica e privata, l'innovazione tecnologica e l'informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria e penitenziaria, la mobilità sostenibile, la sicurezza stradale, la riqualificazione e l'accessibilità delle stazioni ferroviarie, la rete idrica e le opere di collettamento [raccolta delle acque reflue attraverso le reti di drenaggio, N.d.R.], fognatura e depurazione, risanamento ambientale e bonifiche ed, infine, investimenti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

Credito d'imposta per le strutture ricettive
Altro capitolo in cui appare il tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche è quello della proroga e del potenziamento del credito d'imposta a favore delle imprese alberghiere per interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche. L'agevolazione, incrementata nella misura del 65%, spetta pure per i periodi di imposta 2017 e 2018 ed è estesa agli agriturismo.

Niente soldi per la Legge n. 13/1989
A parte questi due riferimenti, non c'è alcuna menzione di finanziamenti alla Legge n. 13 del 9 gennaio 1989 (ossia i contributi per le persone che effettuano lavori per l'abbattimento delle barriere architettoniche nella propria abitazione e/o nel proprio condominio), per la quale il Governo Renzi aveva promesso risorse. Invece, come constatato anche dalla Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH ONLUS), per questo settore, ancora una volta, non verrà previsto nemmeno un Euro.

Il problema del mancato finanziamento della Legge n. 13/1989 è noto da tempo (ne abbiamo parlato da ultimo anche in queste pagine). Gli unici fondi su cui la persona con disabilità può contare sono quelli delle Regioni, notoriamente insufficienti per il fabbisogno effettivo. Ogni anno, infatti, i Comuni raccolgono le domande e le inviano alle Regioni di appartenenza, che a loro volta quantificano l'ammontare del contributo pubblico da richiedere allo Stato. La procedura per la quantificazione del fabbisogno viene eseguita anche quando le leggi di bilancio statali non stanziano i fondi.

Da un'indagine svolta dalle Regioni, relativa agli anni dal 2010-2015 (e riportata da Lavoce.info [link a sito esterno]), risulta che per dare ad ogni persona richiedente il contributo che le spetterebbe occorrerebbero 450 milioni di Euro. Sottratti i 150 milioni di Euro che le Regioni dichiarano di avere tirato fuori dai loro bilanci nel periodo di riferimento, lo Stato dovrebbe stanziare 300 milioni Euro per dare alle persone con disabilità quello che la legge promette loro.

Ma il fabbisogno complessivo nazionale è - da un'analisi condotta sempre da Lavoce.info - molto più alto: poiché è dal 2001 che le leggi finanziarie statali non rifinanziano il capitolo di bilancio della Legge n. 13/1989, e poiché anche i fondi iscritti negli anni precedenti non sono mai stati sufficienti a pagare interamente le somme dovute a coloro che sono stati ammessi a ricevere il contributo, è possibile che ci siano persone che aspettano ormai da diciassette anni di ricevere in tutto o in parte la cifra spettante.

Ricordiamo che quella promossa con la Legge n. 13/1989 è una politica di tipo universalistico: il diritto al contributo pubblico è riconosciuto a tutte le persone con disabilità (riconosciute dalle Commissione Mediche deputate) che sostengono una spesa per eliminare gradini, allargare porte, installare ascensori o servo-scale, indipendentemente dalla loro condizione economica. Il loro reddito, inoltre, è ininfluente anche sull'ammontare della somma loro concessa. L'irrilevanza della situazione economica delle persone beneficiarie è pone dei seri dubbi in merito all'equità della misura: essendo poi una misura risarcitoria (il contributo viene dato solo dopo che la persona ha sostenuto la spesa), chi non può permettersi di anticipare le spese per l'abbattimento delle barriere architettoniche è doppiamente discriminato.

Il mancato finanziamento della Legge n. 13/1989 è chiaramente derivante da volontà politiche e non certo dall'assenza di fondi: questo è facilmente deducibile se si pensa che, a titolo di esempio, in due anni il Governo ha previsto una spesa di 580 milioni di Euro per il contributo a favore dei neo-diciottenni (il cosiddetto "18App", il buono da 500 Euro che viene erogato ai ragazzi e alle ragazze nati/e nel 1998, a prescindere dal reddito della famiglia di appartenenza), per una serie di attività ludico-culturali.

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