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Ricorso collettivo contro il nuovo ISEE

Pubblicato il 2/03/2014 - Letto 1936 volte
In opposizione al nuovo ISEE è stato avviato un ricorso collettivo nazionale contro l'Amministrazione Statale, cui possono partecipare tutte le persone con disabilità o i loro familiari. Entro il 7 marzo 2014 è possibile aderire al ricorso seguendo le istruzioni indicate in un apposito blog.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/13 (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.19 del 24-1-2014) che ha regolamentato il nuovo ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente necessario per accedere a prestazioni sociali agevolate, continua ad essere fortemente contestato dalle associazioni di persone con disabilità e loro familiari.

Delle iniquità introdotte nel nuovo ISEE, rilevate anche dalla FISH già durante l'iter che ha portato al Decreto definitivamente approvato a dicembre, e del fatto che il suo effetto sarà quello di ridurre le possibilità di accesso alle prestazioni sociali agevolate per le persone con disabilità, abbiamo già parlato in un focus qualche giorno fa.

Ora, in opposizione al nuovo ISEE, è stato avviato un ricorso collettivo nazionale contro l'Amministrazione Statale cui possono partecipare tutti i cittadini.

«È unicamente a suon di cause legali che gli Italiani, da qualche anno a questa parte, ottengono il rispetto di diritti, inclusi quelli costituzionali che, in altri Paesi realmente civili, vengono dati per scontati. Ed è proprio alla Costituzione, la Legge italiana per eccellenza, quella cui deve riferirsi tutta la normativa, che un gruppo di cittadini ha deciso di appellarsi perché non venga cancellato quanto stabilito tra i suoi principi fondamentali, all'articolo 3: il diritto alla «rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Inizia così la nota diffusa dai promotori - persone con disabilità e le loro famiglie - del ricorso.

Nella causa verrà contestato in primo luogo l'impianto stesso del Decreto nella parte in cui considera reddito il sostegno sociale alla disabilità sancito dalla Costituzione, equiparando, di fatto, le indennità di accompagnamento e i sostegni economici per l'assistenza domiciliare alla persone non autosufficienti, ai redditi d'impresa o alle plusvalenze. Vengono considerati reddito addirittura i contributi pubblici destinati all'acquisto di beni e/o servizi necessari per il disabile (ad es. contributi per l'abbattimento di barriere architettoniche o per l'acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati; contributi per l'adattamento dei dispositivi di guida; assistenza domiciliare indiretta). Si tratta di spese rese necessarie dallo stato di disabilità ed in relazione alle quali il contributo pubblico molto spesso rappresenta una copertura solo parziale.

Verrà contestato il fatto che sia stato fissato un tetto massimo alle spese effettivamente sostenute e documentate (ad es. per l'interpretariato delle persone con disabilità uditive), nonché l'incongruità di tale tetto specie nelle situazioni di disabilità grave.

Inoltre, sarà argomento di ricorso il fatto che siano detraibili solo le spese sanitarie indicate in dichiarazione dei redditi e che resteranno fuori tutte le spese per integratori (per es.: vitamine, melatonina, lecitina, terapie del dolore), alimenti speciali (omogeneizzati, zuccheri alternativi, cibi sostitutivi per intolleranti etc.), ausili per la vita quotidiana (come presidi igienico/sanitari, pannoloni, traverse, cateteri, sonde, disinfettanti, ecc. o oggetti ed indumenti particolari, ecc) che rappresentano la spesa maggiore per le famiglie con disabilità più severa.

Ancora sarà oggetto di contestazione che la spesa sostenuta per l'assistenza personale delle persone non autosufficienti non sia interamente detraibile anche se documentata dall'INPS, ma lo sia nel limite dell'ammontare dei trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari percepiti al netto di una franchigia pari al 20% di detti trattamenti.

Infine, sarà contestata l'entità delle detrazioni previste per la presenza nel nucleo familiare di persone con disabilità, lamentando l'ingiustificato diverso trattamento tra maggiorenni e minorenni.

A curare il ricorso sarà il costituzionalista e docente universitario Federico Sorrentino. I tempi sono molto stretti (il ricorso deve essere effettuato entro 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento) perciò è stato predisposto un blog stop-al-nuovo-isee.blogspot.it in cui sono spiegate tutte le modalità per aderire al ricorso, la modulistica e la documentazione necessarie.

Sono legittimati a proporre ricorso entro il 7 marzo 2014 tutti coloro che sono disabili medi o gravi o non autosufficienti oppure nel cui nucleo familiare ai fini del calcolo ISEE vi è persona con disabilità media o grave o non autosufficiente secondo le definizioni del decreto oggetto di contestazione.

Per ogni ulteriore informazione - e per eventuali adesioni - si rimanda allo specifico blog e alla pagina Facebook dal medesimo titolo (stop-al-nuovo-isee). E' possibile anche contattare l'indirizzo: presidenza@famigliedisabili.org.

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