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Fondo regionale per la non autosufficienza

Pubblicato il 25/10/2007 - Letto 2405 volte
La Giunta Regionale ha approvato il disegno di legge che istituisce un apposito fondo regionale per la non autosufficienza. La FISH Umbria parteciperà martedì 30 ottobre all'incontro del Forum Regionale del Terzo Settore per elaborare proposte.

Mercoledì 24 ottobre la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge che istituisce un apposito fondo regionale  a favore dei cittadini in condizione di non autosufficienza. In Umbria ci sono circa 34 mila cittadini non autosufficienti, gli interventi previsti riguardano gli anziani e le persone con disabilità fische o psichiche. Nella Finanziaria attuale sono stati previsti per l'Umbria 7 milioni di euro. Le nuove risorse destinate al Fondo per la non autosufficienza 2008 ammontano a 30 milioni 500 mila euro provenienti per 8 milioni 750 mila euro dal Fondo nazionale per la non autosufficienza; per 18 milioni 500 mila dal Fondo sanitario regionale (così ripartiti: 14 milioni per assistenza residenziale; 1 milione per assistenza domiciliare; 3 milioni 500 mila per riconversione assegno di cura); per 3 milioni 250 mila dal Bilancio regionale. Nel 2008, verranno messi a disposizione 32 milioni di euro, uno stanziamento stabilizzato anche per gli esercizi successivi.

Queste risorse saranno destinate a sostenere lo sviluppo, l'articolazione e la qualificazione della rete dei servizi per la non autosufficienza e sono aggiuntive, rispetto a quelle già stanziate dal Fondo sanitario regionale e dal Fondo sociale degli enti locali per la stessa area di intervento.

"Facciamo molta assistenza familiare. Abbiamo attuato per residenzialità oltre 1.200 posti. Il problema della non autosufficienza è un fenomeno che si va ingigantendo. La speranza di vita, in Umbria, per le donne è tra le più alte d'Italia; per gli uomini siamo al secondo posto. Per questo siamo chiamati a fare sempre di più e garantire la migliore condizione possibile." Così ha dichiarato Maurizio Rosi, Assessore alla sanità, che ritiene utile un approccio integrato al problema, volto a garantire la cura alle persone e l'assistenza alle famiglie interessate al problema, per evitare ricoveri in strutture pubbliche. Rosi ritiene indispensabile procedere "in termini di consolidamento, articolazione, qualificazione e potenziamento degli interventi a sostegno delle famiglie che hanno al loro interno persone non autosufficienti e del mantenimento a domicilio delle medesime. Dovrà anche promuovere la ricerca e la sperimentazione di innovazioni che consentano di offrire risposte appropriate e in linea con la dinamica sociale dei bisogni. Il Fondo finanzierà l'attivazione o il rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con particolare riferimento alla domiciliarietà, al fine di evitare rotture relazionali e sradicamenti sociali che costituiscono ulteriori fattori di compromissione. In considerazione della necessità di una migliore integrazione socio-sanitaria in un settore delicato e difficile come quello della non autosufficienza, abbiamo previsto nella legge una soluzione vincolante per le Asl che saranno chiamate a spendere i fondi in una contabilità a parte, destinata, in maniera specifica, alla non autosufficienza."

Il coinvolgimento delle associazioni sembra essere, almeno in questo caso, una prassi acquisita, ne è consapevole l'assessore Rosi "Ci sono in Umbria, aspettative, richieste esplicite delle associazioni dei non autosufficienti e liste di attesa" e vi fa esplicito riferimento l'assessore alle politiche sociali Damiano Stufara: "...partiremo con l'individuazione di livelli essenziali di prestazioni, proprio nel settore delle non autosufficienze. Punto essenziale delle nostre scelte sociali, già indicate nella proposta di Piano regionale preadottato in Giunta è mantenere i soggetti in ambito familiare. Il piano nasce da un percorso partecipato, iniziato con il Forum sul welfare del maggio scorso e che porterà al documento definitivo da portare in Consiglio, in una regione che già oggi registra la maggior spesa sul versante sociale"

Tra le associazioni che lavorano per concertare le linee di intervento la FISH Umbria, che, martedì, appunto, parteciperà all'incontro del Forum Regionale del Terzo Settore per  elaborare proposte ed ipotesi per il piano sociale e  sanitario.

(La Rinascita dell'Umbria)

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