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Comunicato FISH. Legge delega sulla povertÓ: buona ma si pu˛ fare di meglio

Pubblicato il 30/01/2016 - Letto 1168 volte
(29 gennaio 2016) Nello schema di legge delega sulla povertÓ, le pensioni e le indennitÓ per gli invalidi sono escluse dalla revisione che invece riguarda altre prestazioni e questo Ŕ un successo della linea portata avanti dalla FISH. Nel corso dell'iter di discussione e approvazione del disegno di legge e poi di stesura dei decreti legislativi la Federazione si attiverÓ, tra l'altro, perchÚ tra i criteri del disegno di legge venga accolto un esplicito riferimento alla condizione di disabilitÓ come uno dei primi determinanti dell'impoverimento e dell'esclusione sociale.

Nello schema di legge delega sulla povertÓ, pensioni e indennitÓ per gli invalidi sono escluse dalla revisione che invece riguarda altre prestazioni: Ŕ stato accolto "l'altolÓ" che FISH aveva espresso a suo tempo con un richiamo forte. Questo Ŕ un successo che va accolto con favore e che lascia lo spazio per altre interlocuzioni migliorative del testo, inclusa una pi¨ profonda riflessione sull'opportunitÓ di separare la revisione delle prestazioni assistenziali e previdenziali dagli interventi sulla povertÓ e una pi¨ consolidata destinazione di risorse che ora appare poco pi¨ che una redistribuzione di fondi giÓ esistenti.

Ma non Ŕ tutto. "Va infatti ricordato come la disabilitÓ sia uno dei primi determinanti dell'impoverimento e dell'esclusione sociale. Ci aspettavamo che fra i criteri del disegno di legge delega vi fosse un esplicito riferimento alla condizione di disabilitÓ." Questo, oltre alla prima soddisfazione, Ŕ il commento del Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, Vincenzo Falabella, alla lettura dello schema di disegno di legge delega, previsto dalla legge di stabilitÓ, volto alla definizione di strumenti di contrasto alla povertÓ.

"L'iter, lo sappiamo, sarÓ lungo. Prima il disegno di legge delega dovrÓ essere discusso e approvato dalle Camere. Solo in seguito vi saranno i decreti legislativi. Ci sono quindi gli spazi per assumere fra i principi ispiratori anche quello che noi riteniamo rilevante: si consideri l'impoverimento, per i singoli e per le famiglie, che deriva dal costo della disabilitÓ, tutt'altro che compensato da altre misure assistenziali. In tal senso Ŕ apprezzabile l'intento di contrastare la povertÓ per favorire l'inclusione, garanzia che chiediamo venga esplicitata anche per le persone con disabilitÓ."

E il costo della disabilitÓ Ŕ diretto (maggiori spese e oneri, partecipazione alla spesa assistenziale) e indiretto (esclusione o espulsione dal mercato del lavoro, rinuncia all'occupazione da parte dei caregiver familiari).

Le parole del Presidente FISH sono di richiamo netto ma riservano anche un altro apprezzamento: "Sembra di intuire che finalmente si voglia giungere alla garanzia di un livello essenziale di prestazioni assistenziali e che il Ministero si assuma l'onere della verifica e del controllo. Sarebbe una svolta importante per superare le gravi disparitÓ territoriali che il Paese, anche nel sociale, soffre ogni giorno di pi¨."

Pi¨ articolate osservazioni saranno espresse da FISH non appena i testi saranno ufficializzati alle Camere e assegnati alle Commissioni parlamentari alle quali la Federazione richiederÓ un'audizione.

(29 gennaio 2016)


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