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Il dopo Terni ON: polemiche, chiarimenti e scuse

Pubblicato il 26/09/2012 - Letto 1807 volte
Dopo la pubblicazione del nostro approfondimento in merito alle "macchie" al "bianco" della notte bianca ternana (che si è svolta nel weekend del 21, 22 e 23 settembre 2012), in cui denunciavamo l'assenza di sistemi per superare le barriere architettoniche per scendere nella parte bassa di Ponte Carrara, gli organizzatori dell'evento la "Nuit des Boucaniers" ci hanno contattati per esprimere la propria contrarietà in merito a quanto avevamo scritto, dal momento che, da parte loro, c'è stato il massimo impegno per risolvere, compatibilmente con le loro risorse e il tempo a disposizione, il problema dell'accessibilità per le persone con disabilità. Chiariamo che, con il nostro articolo, non volevamo denunciare chi, come i ragazzi della "Nuit des Boucaniers", hanno fatto del proprio meglio per garantire - di fatto e sotto la propria responsabilità - una soluzione tecnica, seppur precaria ed inadeguata; al contrario, volevamo denunciare l'Amministrazione comunale ternana che prima decide una strategia, poi torna sui propri passi riportando tutto il lavoro svolto con il movimento associativo indietro di quattro anni.

Come ogni "dopo-partita", a sangue freddo, la settimana che segue dà spazio inevitabilmente a riflessioni, polemiche, chiarimenti ed eventuali scuse rispetto all'evento appena concluso.

Di certo, un fatto è fuori discussione: Terni ON ha avuto un ampio successo in termini di mobilitazione delle persone (ternane e non), che si sono riversate nelle piazze e nelle strade della città, e in termini della qualità del prodotto musicale e culturale offerto.

Ma se, durante il weekend, la stampa locale ha riportato le numerose note positive dell'iniziativa, a due giorni dalla chiusura della lunga notte bianca, comincia a dar voce anche alle inevitabili critiche. Come, ad esempio, quella gli elevati decibel sonori dei vari gruppi musicali che, confondendo i suoni, hanno costituito una barriera acustica proprio tra gli stessi musicisti.

La FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e la FAND Umbria ONLUS (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Disabili) la propria critica l'hanno fatta "preventiva". Con un duro comunicato stampa e, successivamente, con una lettera aperta alle Istituzioni e alla Città (leggi qui il comunicato stampa e la lettera), Venerdì 21 settembre (quando ancora si stavano allestendo gli stand), le due Federazioni hanno fortemente criticato il modo con cui l'Amministrazione comunale ternana ha, ancora una volta, sottovalutato il problema dell'accessibilità per le persone con disabilità per accedere alla parte bassa di Ponte Carrara, una delle "location" della festa notturna.

Da parte nostra, anche in questo sito, oltre a riprendere sia il comunicato stampa che la lettera aperta delle due Federazioni, abbiamo pubblicato un articolo (leggi qui) che riprendeva le parole con cui i ragazzi della "Nuit des Boucaniers" (la Notte dei Bucanieri) - che si esibivano proprio a Ponte Carrara - manifestavano i loro intenti affermando: «[…] Assaltiamo la prua per riprenderci la città. Siamo pacifici, ma anche stanchi di aspettare. Vogliamo mandare un messaggio a chi a Terni non ci permette di vivere in modo creativo e libero zone cittadine, come quella del fiume […]». La citazione voleva evidenziare che tali intenzioni sono più che condivise dalle persone con disabilità.

Nessuna critica, quindi, né agli organizzatori di questo specifico evento di Terni ON, né tanto meno agli artisti che vi hanno partecipato. I destinatari delle critiche delle due Federazioni, al contrario, sono i responsabili dell'Amministrazione comunale che avrebbero dovuto fornire agli organizzatori di Terni ON le prescrizioni e le indicazioni tecniche per gestire le varie "location" della notte bianca in modo tale da garantire la fruibilità migliore per tutti.

Ma come sempre accade, da parte dei responsabili comunali (destinatari delle critiche) nessuna risposta, mentre si sono sentiti chiamare in causa proprio i giovani della "Nuit des Boucaniers" e ci hanno contattato per raccontare la loro versione. Hanno precisato che, da parte loro, c'è stato il massimo impegno per risolvere, compatibilmente con le loro risorse e il tempo a disposizione, l'accesso alla parte bassa del Ponte, lungo le rive del Nera. E, inoltre, ci hanno assicurato che la sensibilità di tutti i presenti agli spettacoli presso il Ponte Carrara hanno permesso anche a chi non poteva scendere di partecipare sia nella parte sopra che in quella sottostante il Ponte.

Ora, la solidarietà e la sensibilità dei cittadini ternani e dei ragazzi della "Nuit des Boucaniers" rappresentano il valore aggiunto del livello di civiltà della nostra città; quindi, il loro comportamento non può che essere meritevole di encomi, poiché hanno fatto, come si dice, «buon viso a cattivo gioco»: nei fatti, al di là di tante parole, hanno "tentato di garantire" l'accesso a tutti.

Tuttavia, come avevamo già pubblicamente denunciato nel 2010 in una identica occasione (di cui si è detto qui), il mezzo adoperato - un monta-scale a cingoli - non può garantire la scesa a tutte le persone con disabilità: oltre a persone con carrozzine manuali, infatti, potrebbero esserci persone con carrozzine elettroniche, oppure persone che deambulano con difficoltà che però adoperano bastoni o stampelle e che, quindi, non hanno carrozzine da agganciare al cingolato. Quindi, sicuramente, non è una soluzione per garantire a tutti un diritto apparentemente ovvio e capace di non discriminare qualcuno sulla base delle sue caratteristiche di salute.

Ancora una volta, chi aveva il dovere di autorizzare le "location" per la distribuzione dei tanti spettacoli della notte bianca ha potuto confidare sul senso civico di molti nostri concittadini (compresi gli artisti della "Nuit des Boucaniers"), deresponsabilizzandosi rispetto ad eventuali problemi o incidenti e facendo cadere su di loro la responsabilità di eventuali danni.

Vai a far del bene…!

Proprio per questo, con questo articolo, vogliamo spiegare che, in primo luogo, c'è distinzione tra la responsabilità di chi ha il compito istituzionale di autorizzare e concedere permessi (il Comune di Terni) e quella di chi si trova a gestire un evento, il quale, viste le inadempienze del Comune, decide - per lodevole sensibilità, ma sotto la propria responsabilità - di aiutare le persone con disabilità a parteciparvi.

In secondo luogo, l'evento di quest'anno dimostra, ancora una volta, che è facile individuare le barriere architettoniche ed indignarsi per la loro presenza, ma non è altrettanto facile rimuoverle. Il loro superamento, infatti, richiede, oltre che il buon senso, anche delle specifiche conoscenze e capacità tecniche, onde evitare che la "toppa" non riesca comunque a chiudere il "buco". In questo caso, ad esempio, l'uso di un monta-scale mobile non era utilizzabile da tutte le persone con disabilità che hanno diverse esigenze. Ma la cosa più grave è che - come abbiamo detto nell'articolo di Venerdì scorso - in questo caso, il Comune conosce benissimo la soluzione tecnica omologata e rispondente ai criteri di universalità di accesso (ossia fruibile da tutti a prescindere dalle proprie caratteristiche di salute). Non solo la conosce, ma l'ha anche finanziata (almeno, a quanto disse nel 2009). E, quindi, perché non allestirla?

La precisazione che abbiamo sentito di fare rispetto al coinvolgimento dei ragazzi della "Nuit des Boucaniers" serve anche per far capire che quella del Ponte Carrara è solo la punta dell'iceberg dei problemi di accessibilità e mobilità di questa città (come ben sanno quei lettori che ci hanno fatto notare che ben altri problemi riguardano l'accessibilità del centro storico e non solo il Ponte, leggi qui i commenti).

Ma quello che più sta a cuore al movimento associativo è l'"empowerment comunitario", ossia la capacità di una comunità (in questo caso la nostra città) di "rafforzare" la propria consapevolezza per poter far fronte a problemi che ciclicamente si ripropongono: ora è la realizzazione di nuovi uffici comunali, ora è l'organizzazione di importanti eventi cittadini come Terni ON. Se non passa l'idea che c'è una metodologia da rispettare (in virtù dei diritti umani delle persone con disabilità sanciti in trattati internazionali e in leggi dello Stato), nessun passo in avanti verrà fatto dalla comunità (o meglio dalle sue istituzioni); e tutto ricadrà sulle spalle dei suoi cittadini con disabilità e su quelli che, senza disabilità, nonostante tutto si impegnano, con la propria sensibilità, per garantire ai primi ciò che le istituzioni ciclicamente negano.

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